“Finalmente siete arrivati a casa: vi ho aspettato tra mille pensieri e ricordi e adesso mi sembra impossibile trovare le parole giuste”. Parole pronunciate tra i singhiozzi, la consolazione del rientro della salme e la disperazione per quella morte arrivata improvvisa e tragica in un momento di gioia.

Queste le parole pronunciate prima dei funerali dalla sorella di Cristina Maria Bianco. Le quattro bare disposte davanti all’altare del Duomo di Monza, sull’altare anche il gonfalone del Comune di Monza (a fine articolo il video). 

Una chiesa gremita: erano tantissime le persone che nella mattinata di sabato 29 agosto hanno voluto dare l’ultimo saluto alla famiglia Gianturco morta tragicamente in un incidente aereo in Perù lo scorso 2 agosto. “Basta guardare questa chiesa piena per capire quanto amore avete saputo dare in così poco tempo”. Amici, parenti, colleghi, compagni di scuola e di sport e soprattutto tantissimi cittadini perché, come è stato ricordato durante la Messa, con la proclamazione del lutto cittadino sono state tante le persone che si sono strette attorno alle famiglie.

La preghiera negli ultimi drammatici istanti

Poi, una riflessione speciale, quella della sorella di Cristina Maria. “Chissà quali pensieri ti hanno attraversato la mente in quel momento”. Con la consolazione che la grande fede che ha sempre accompagnato la vita, l'avrà accompagnata anche in quei drammatici istanti. “Avrai pregato Dio a voce alta per far pregare anche gli altri. Per dare forza a chi era accanto a te e per soffrire un po’ di meno”.

Famiglia, amore e fede: il ricordo dei Gianturco

Una sofferenza immensa quella ribadita nei ricordi e nella predica, una sofferenza alla quale diventa difficile dare una spiegazione. Un amico dall’altare ha voluto raccontare chi era la famiglia Gianturco. Un racconto condensato in tre parole: “Famiglia, amore e fede”. Ricordando quel meraviglioso amore che legava Paolo e Cristina Maria. “Un amore straordinario, nato 31 anni fa. Il matrimonio poco dopo, l’amore per il prossimo e nel fare le cose insieme. E poi quella fede contagiosa”. Il ricordo va anche a Pietro, il figlio di 18 anni, e quel concerto di Vasco Rossi al quale avevano deciso di andare. "È da settimane che mi chiedo perché è successo – ha ricordato -. Come dice Vasco voglio dare un senso a questa vita che un senso non ce l’ha”. Poi l’annuncio: la volontà di creare una Fondazione per continuare a fare quel bene che ha sempre contraddistinto la famiglia Gianturco. Un bene richiesto anche dai familiari che, come espresso nei necrologi, hanno invitato a non inviare fiori, ma donazioni a due associazioni (Associazione Alberio che si occupa delle persone in difficoltà e soprattutto i minori, e Amma Italia Aps impegnata in iniziative umanitarie e spirituali).

L'arcivescovo di Milano Mario Delpini ha inviato un messaggio di cordoglio. Una preghiera per le vittime brianzole. “Di fronte a questa tragedia si resta smarriti – ha scritto -. In quello schianto Dio vi ha preso per mano, conducendovi all’abbraccio al Padre della vita”.

Occhi lucidi pieni di lacrime, ricordi quelli condivisi fuori dalla chiesa che raccontavano la vita di due giovani con tanti sogni e speranze e di una coppia solida nell’amore e nella fede che ha sempre teso una mano alle persone che stavano attraversando un momento di difficoltà. Come ha ricordato durante l’omelia padre Mario, padre pavoniano degli Artigianelli che conosceva bene Paolo e Cristina Maria. “Questa è stata una tragica sciagura – ha ricordato durante l’omelia – Ma loro si sono sottratti solo temporaneamente alla nostra vista. I giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento li toccherà. Sono nella pace”.

Parole per cercare di dare una spiegazione a quanto accaduto e consolare gli amici e i familiari distrutti dalla sciagura. Poi l’idea di Paolo, Cristina Maria, Matteo e Pietro che sono “andati avanti, come dicono gli alpini – ha ricordato il religioso, che ha continuato facendo un ritratto personale della famiglia -. Di Paolo un grande innovatore e ispiratore, dotato di straordinaria competenza, generosità e umanità; Maria Cristina forte, determinata, con un umorismo contagioso”. Al termine delle esequie le bare sono uscite dalla chiesa trasportate a spalla da amici e familiari con i volti dilaniati dal dolore.

A Seregno l’ultimo saluto alla famiglia Angelucci

Nel pomeriggio nella basilica di Seregno sono state celebrate le esequie di Massimo Angelucci, della moglie Elena Sala e del figlio Lorenzo. L’altra famiglia brianzola morta in quel tragico incidente e alla quale i Gianturco erano legati da una profonda amicizia tanto da decidere di trascorrere le vacanze insieme in Perù. Anche a Seregno è lutto cittadino. “Trovare le parole in questi casi è difficile, posso solo dirvi che ho portato l’abbraccio e la vicinanza di tutta la comunità di Seregno, con tutto l’affetto di cui siamo capaci”, aveva ricordato nei giorni scorsi il sindaco di Seregno Alberto Rossi.