Nel cuore di Milano, tra le vie simbolo del lusso e della storia cittadina, il mercato immobiliare continua a muoversi con operazioni di grande peso economico e mediatico.
Palazzi storici, vincoli architettonici e investitori internazionali ridisegnano equilibri che vanno ben oltre il semplice mattone, intrecciando finanza, memoria e protagonisti noti anche al mondo dello sport.
Quando un edificio così carico di significato cambia proprietà, le conseguenze non riguardano soltanto il valore dell’investimento, ma anche chi lo abita e il futuro della struttura stessa.
È proprio in questo scenario che emerge una vicenda destinata a far discutere, con al centro uno dei dirigenti più celebri del calcio italiano.

Adriano Galliani
Adriano Galliani

Galliani, Palazzo Taverna e il cambio di proprietà a Milano

Il protagonista dell’operazione - come riporta l'edizione odierna del Corriere della Sera - è l’imprenditore brasiliano José Auriemo Neto, che ha acquistato lo storico Palazzo Taverna Medici del Vascello per circa 52,5 milioni di euro, oltre 22 mila euro al metro quadrato.
L’edificio, situato in via Bigli tra via Montenapoleone e via Manzoni, è considerato un luogo simbolico del Risorgimento ed è sottoposto a vincolo storico-artistico.

Tra gli inquilini illustri figura l'ex amministratore delegato biancorosso Adriano Galliani, il cui contratto di locazione – stipulato nel 2022 – non sarà rinnovato alla prima scadenza.
Nessuno sfratto formale, ma una disdetta comunicata con anticipo e una scrittura privata che consente al dirigente di restare nell’appartamento fino al 30 giugno 2026. Dopo quella data, ogni decisione dipenderà dalla nuova proprietà.

José Auriemo Neto, la holding Jhsf e i progetti futuri

A capo della holding immobiliare Jhsf Capital, Neto guida un gruppo attivo nel real estate di lusso tra residenze, hotel e shopping center, con ricavi 2024 intorno ai 280 milioni di euro e utili molto elevati.
L’acquisto milanese rappresenta il primo investimento del gruppo in città, dopo l’avvio di un progetto turistico di alta gamma in Sardegna.

In quell’operazione figurano anche l’immobiliarista Davide Bizzi e il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, segnale di un interesse condiviso verso iniziative immobiliari di fascia premium.
Resta da capire quale sarà la destinazione futura del palazzo: l’ipotesi di un hotel di lusso appare coerente con la strategia internazionale del gruppo.

Storia, vincoli e valore simbolico del palazzo delle Cinque Giornate

L’edificio ha origini antiche e un aspetto modellato soprattutto dai rifacimenti del XVI secolo, con una facciata sobria in stile lombardo e un cortile porticato con colonne in granito.
Durante le Cinque Giornate del 1848 ospitò il Comitato centrale dell’insurrezione e il Governo provvisorio di Milano, episodio ricordato da una targa ancora presente sulla facciata.

Passato nei secoli tra diverse famiglie nobiliari fino alla marchesa Rossella Manzone, che lo ha ereditato nel 2023, il palazzo è stato ceduto con un’operazione finanziata attraverso istituti internazionali. Era stata proprio lei, presumibilmente in vista della vendita, a comunicare a Galliani “il diniego di rinnovo - è scritto nelle carte dell’operazione - alla prima scadenza”. Poi in seguito era stata sottoscritta “una scrittura privata con cui” la stessa marchesa “ha concesso al conduttore di poter continuare ad occupare la porzione di fabbricato condotta in locazione fino al 30 giugno 2026”.

Ora il suo destino – così come quello degli inquilini storici – dipende dalle scelte del nuovo proprietario.