Quasi tre milioni di euro di entrate previste in meno dalle sanzioni e dagli altri illeciti, oltre un milione di avanzo utilizzato per sostenere spese ricorrenti e importanti modifiche agli stanziamenti per le strade. Dietro la variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale di Monza il 12 ottobre 2026 c'è una fotografia dei conti cittadini che merita di essere osservata oltre i numeri del pareggio finale.

La deliberazione numero 53, approvata con 18 voti favorevoli e 9 contrari, ha riportato in equilibrio il bilancio di previsione 2026-2028. Ma l'esame incrociato della proposta, degli allegati finanziari e del parere dei revisori mette in evidenza diversi aspetti significativi: entrate precedentemente stimate che vengono ridimensionate, risorse disponibili impiegate per riequilibrare la gestione ordinaria e variazioni di spesa che toccano settori particolarmente sensibili. Non mancano, inoltre, alcune incongruenze formali negli atti, che non dimostrano errori nei conti ma rendono opportuna una maggiore chiarezza nella documentazione.

Monza, quasi 3 milioni di euro in meno dalle sanzioni rispetto alle previsioni

Il primo dato emerge dall'Allegato A alla variazione di bilancio, quello che elenca le modifiche agli stanziamenti di entrata e di spesa.

Alla voce "Proventi derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti", la previsione per il 2026 viene ridotta di 2.942.000 euro.

Lo stanziamento passa così da 8.255.000 a 5.313.000 euro, con una riduzione di circa il 35,6%.

È una variazione importante, soprattutto per un ente che deve programmare le spese sulla base delle risorse ragionevolmente disponibili.

Bisogna però distinguere le previsioni dagli incassi: non significa che al Comune siano scomparsi quasi tre milioni di euro già riscossi. Significa che l'amministrazione ha rivisto sensibilmente al ribasso quanto prevede di acquisire attraverso questa categoria di entrate.

La voce comprende sanzioni e altri proventi derivanti dall'attività di controllo degli illeciti. Il prospetto aggregato non consente, da solo, di attribuire l'intera riduzione alle multe stradali.

Secondo quanto già emerso nel dibattito consiliare, e riportato dalla stampa locale, una componente significativa riguarda gli incassi attesi dalle sanzioni arretrate, inferiori alle precedenti stime.

Il tema giornalistico, quindi, non è soltanto quanto si incassa dalle multe, ma quanto fossero attendibili le previsioni iniziali e quali circostanze abbiano reso necessario correggerle in misura così consistente.

Anche le entrate tributarie vengono ridimensionate: oltre 970mila euro netti in meno

Le sanzioni non rappresentano l'unica voce sulla quale interviene la manovra.

Nella categoria delle imposte, tasse e proventi assimilati, il Comune registra variazioni positive per 715.440 euro e negative per 1.687.459 euro.

Il saldo è una riduzione netta di 972.019 euro, che porta lo stanziamento considerato da circa 81,43 milioni a 80,46 milioni.

Anche in questo caso sarebbe scorretto parlare di una diminuzione generalizzata del gettito di tutte le imposte comunali: si tratta di un aggregato contabile modificato attraverso più variazioni, che possono riguardare componenti differenti.

Nel dibattito sulla manovra è emersa inoltre la questione del recupero dell'Imu, con una parte degli incassi attesi legata a una controversia tributaria.

Il punto da chiarire riguarda la composizione delle revisioni e i criteri utilizzati per aggiornare gli stanziamenti. Una previsione inferiore non equivale necessariamente a un danno patrimoniale, ma segnala che il quadro delle risorse attese è cambiato rispetto a quello precedente.

Il Comune utilizza 1,16 milioni di avanzo per finanziare spese che si ripetono

Il secondo nodo riguarda il modo in cui l'amministrazione ha riportato in equilibrio i conti.

La proposta approvata dal Consiglio comunale dichiara espressamente che, dalle risultanze della gestione finanziaria proiettate al 31 dicembre 2026, era emersa una situazione di squilibrio per la quale risultavano necessarie misure correttive.

Tra queste figura l'applicazione di 1.162.019 euro dell'avanzo di amministrazione disponibile, destinati al finanziamento di spese correnti ripetitive.

È una definizione importante.

Le spese correnti sono quelle che sostengono il funzionamento ordinario dei servizi comunali, a differenza degli investimenti destinati, ad esempio, alla realizzazione di opere. Se queste spese si ripresentano negli anni successivi, occorre individuare risorse adeguate anche per finanziarle in futuro.

L'utilizzo dell'avanzo per il riequilibrio, nei casi previsti dalla legge, non è di per sé illegittimo. Lo stesso provvedimento richiama l'articolo 193 del Testo unico degli enti locali.

La criticità è piuttosto di prospettiva: se una parte del fabbisogno ordinario viene coperta con risorse accumulate negli esercizi precedenti, quale sarà la copertura delle stesse necessità negli anni successivi?

Il prospetto esaminato dal Collegio dei revisori indica che, a fronte di un avanzo disponibile complessivo risultante dal rendiconto 2025 pari a circa 10,7 milioni di euro, nel bilancio 2026 ne risultano applicati 8,43 milioni. Il residuo disponibile non ancora applicato è pari a 2.276.327,67 euro.

Non significa che il Comune abbia esaurito tutte le proprie riserve: l'avanzo comprende anche quote accantonate e vincolate, che seguono regole differenti. Significa però che una parte considerevole della componente libera è già stata utilizzata nella programmazione.

Viabilità, quasi 780mila euro netti in meno sulle spese correnti: cosa cambia per le strade?

Tra le variazioni più interessanti compare quella destinata alla viabilità e alle infrastrutture stradali.

Per le spese correnti del settore, l'Allegato A registra aumenti per 220.500 euro e diminuzioni per 1.000.000 di euro.

Il risultato è una riduzione netta di 779.500 euro, con uno stanziamento che passa da 13.186.252,95 a 12.406.752,95 euro.

Una cifra che merita attenzione in una città dove la manutenzione delle strade, la gestione della mobilità e i cantieri rappresentano temi di interesse quotidiano.

Ma attenzione: non è possibile affermare, sulla sola base di questo prospetto, che siano stati cancellati lavori specifici o ridotti servizi già garantiti ai cittadini.

Il documento indica il programma di bilancio interessato, senza dettagliare quali capitoli abbiano subito le modifiche e quali attività ne siano concretamente coinvolte.

Sul fronte degli investimenti stradali 2026, infatti, sono presenti sia aumenti sia riduzioni, con un saldo netto positivo di 25mila euro.

C'è poi un'altra variazione significativa, relativa al 2027: le spese in conto capitale per viabilità e infrastrutture stradali vengono ridotte di 1,3 milioni di euro, passando da circa 15,97 a 14,67 milioni. Contestualmente diminuisce dello stesso importo il fondo pluriennale vincolato destinato a finanziare gli investimenti.

Quali interventi siano interessati e se si tratti di rinvii, riprogrammazioni o riduzioni definitive delle opere non emerge dall'allegato aggregato. È uno dei chiarimenti più importanti da acquisire per misurare le conseguenze concrete della manovra.

Infanzia, ambiente e urbanistica: dove aumentano invece le risorse

La revisione dei conti non si traduce soltanto in riduzioni. In diversi settori gli stanziamenti aumentano, anche in maniera significativa.

Per gli interventi a favore dell'infanzia e dei minori, le variazioni positive ammontano a 844.368,21 euro, quelle negative a 41.600 euro. Il saldo è quindi un incremento netto di 802.768,21 euro.

Ulteriori 475mila euro vengono aggiunti alla programmazione e al governo della rete dei servizi sociosanitari e sociali.

Sul fronte ambientale si registra un aumento di 660mila euro per le spese correnti relative alla tutela, valorizzazione e recupero dell'ambiente. Per la protezione civile vengono aggiunti 300mila euro, mentre le spese in conto capitale per urbanistica e assetto del territorio aumentano di 5 milioni di euro.

Questi numeri mostrano che la variazione non consiste in una riduzione indiscriminata degli stanziamenti. La manovra modifica gli equilibri tra diversi settori, aumentando alcune dotazioni e ridimensionandone altre.

Resta però un limite: gli allegati esaminati riportano le variazioni per missioni e programmi, non sempre il dettaglio degli interventi finanziati. Senza i capitoli aggiornati del Piano esecutivo di gestione non è possibile ricostruire completamente la destinazione operativa delle somme.

Altri 9 milioni tra le entrate in conto capitale: la voce che richiede un approfondimento

Un ulteriore elemento emerge nella parte delle entrate destinate alla gestione in conto capitale.

La categoria denominata "Altre entrate in conto capitale" registra un incremento di 9.075.000 euro, passando da circa 16,76 milioni a 25,84 milioni.

La cifra è rilevante, ma il prospetto allegato alla variazione non offre una scomposizione sufficiente per capire, da solo, da quali singole entrate derivi l'intero incremento.

Nel dibattito pubblico sulla manovra è stato indicato anche un maggiore gettito previsto dagli oneri di urbanizzazione.

Rimane quindi utile chiarire quali componenti alimentino complessivamente la variazione di oltre nove milioni e quali siano già accertate rispetto a quelle ancora previste.

La distinzione conta: uno stanziamento di bilancio non coincide automaticamente con denaro già incassato, così come un incremento delle risorse disponibili non significa necessariamente che tutte possano essere utilizzate liberamente per qualunque spesa.

Anche gli allegati presentano alcune incongruenze formali

Oltre alle questioni economiche, l'esame della documentazione mette in evidenza alcune imprecisioni che meritano di essere segnalate, pur senza attribuire loro conseguenze contabili non dimostrate.

La prima compare nella parte dispositiva della proposta di deliberazione, dove si fa riferimento all'immediata eseguibilità del provvedimento mediante "separata ed unanime votazione".

Il risultato effettivo della votazione, riportato nel verbale e nel prospetto elettronico, è invece di 19 favorevoli e un contrario, con quattro presenti non votanti. L'immediata eseguibilità è stata quindi approvata, ma non all'unanimità dei votanti.

La formula contenuta nella proposta appare dunque non corrispondente all'esito reale, che risulta invece correttamente riportato nei documenti di votazione.

Una seconda imprecisione compare nell'Allegato A: alcune tabelle dedicate all'esercizio 2027 riportano nell'intestazione il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Il riferimento temporale non è coerente con l'esercizio indicato e appare riconducibile a un errore di intestazione.

Infine, nell'Allegato B relativo agli equilibri di bilancio compare in apertura la dicitura "#VALORE!", tipica di un errore di calcolo o di collegamento in un foglio elettronico. Il documento riporta comunque gli equilibri finali e non risulta dimostrato che quella dicitura abbia compromesso i valori approvati.

Si tratta di incongruenze formali, non di prove di irregolarità finanziarie. La loro presenza evidenzia però l'importanza di una documentazione pubblica chiara, soprattutto quando riguarda provvedimenti complessi che incidono sulle risorse dell'intera città.

I revisori danno parere favorevole: il bilancio è in equilibrio, ma restano domande sul futuro

Monza

La valutazione complessiva deve necessariamente considerare anche i controlli effettuati.

Il Collegio dei revisori dei conti, con verbale del 5 ottobre 2026, ha espresso parere favorevole alla proposta, dopo aver esaminato la documentazione e la congruità delle variazioni.

Anche i pareri di regolarità tecnica e contabile sono favorevoli.

La manovra è stata quindi approvata e gli equilibri risultano rispettati a seguito delle modifiche apportate. Non ci sono elementi, nei documenti esaminati, per parlare di dissesto finanziario del Comune o di utilizzo illecito delle risorse.

Le criticità giornalisticamente rilevanti sono altre: la consistenza delle previsioni di entrata riviste al ribasso, il ricorso all'avanzo per coprire spese ripetitive, le modifiche agli stanziamenti per la viabilità e la necessità di comprendere meglio le voci di finanziamento degli investimenti.

Il quadro non prova che Monza sia in una crisi finanziaria strutturale, ma mostra quanto sia importante verificare la sostenibilità delle scelte anche oltre il 2026.

Perché il vero interrogativo non è soltanto se il bilancio comunale sia tornato formalmente in equilibrio, come attestano gli atti.

È capire con quali risorse Monza potrà mantenere quell'equilibrio negli anni successivi, continuando a finanziare i servizi e gli interventi previsti per la città.