A Monza si prepara ad aprire il cantiere per la riqualificazione dell'ex Centro di Accoglienza Giovanni Paolo II di via Tazzoli 29. I lavori, previsti nella settimana del 19 ottobre 2026, partiranno con gli interventi preliminari alla rimozione dell'amianto. Un progetto da 2,3 milioni di euro che entra nella fase operativa, mentre resta da risolvere la situazione degli ultimi sette ospiti ancora presenti nell'immobile. La struttura, in concessione alla Cooperativa Sociale Monza 2000, è stata progressivamente liberata per consentire l'avvio della riqualificazione. Dei 96 ospiti iniziali, sette non hanno ancora lasciato l'edificio e dovranno farlo entro il termine previsto dall'ordinanza del sindaco.

Centro di accoglienza di via Tazzoli: 2,3 milioni per la riqualificazione

L'intervento rientra nella coprogettazione approvata nei mesi scorsi dal Consiglio comunale di Monza, per un investimento complessivo di 2,3 milioni di euro. La prima fase del cantiere riguarderà le lavorazioni propedeutiche alla rimozione delle parti in amianto presenti nell'edificio. Un passaggio necessario prima di procedere con gli interventi di riqualificazione previsti dal progetto. L'avvio delle opere segna quindi il passaggio dalla fase di programmazione a quella operativa, dopo il percorso di ricollocazione delle persone che vivevano nella struttura.

Sgombero in via Tazzoli, cosa succede agli ultimi sette ospiti

La liberazione dell'immobile ha coinvolto complessivamente 96 ospiti. Secondo il Comune, 17 persone seguite dai Servizi Sociali hanno ricevuto offerte di sistemazioni temporanee idonee, mentre gli altri ospiti che hanno già lasciato la struttura hanno trovato soluzioni abitative alternative. Resta però aperta la situazione di sette persone, che, secondo quanto riferito dall'amministrazione comunale, hanno finora rifiutato le sistemazioni proposte. Per loro è stato disposto l'allontanamento dall'edificio. Un'ordinanza contingibile e urgente, firmata dal sindaco il 15 ottobre 2026, ha infatti ordinato lo sgombero dell'area per motivi di sicurezza, prevedendo un termine di cinque giorni per lasciare l'immobile.

Degrado e rifiuti nell'area: cosa hanno rilevato i sopralluoghi

Alla base del provvedimento non c'è soltanto la necessità di liberare gli spazi per il cantiere. Come riportato dal Comune di Monza, i sopralluoghi condotti da ATS, Settore Ambiente del Comune e Guardie Ecologiche Volontarie hanno evidenziato condizioni di degrado igienico-sanitario e la presenza di rifiuti accumulati abusivamente nell'area destinata ai lavori. Una situazione che ha contribuito alla decisione di disporre lo sgombero urgente per ragioni di sicurezza. La Cooperativa Sociale Monza 2000 dovrà occuparsi della rimozione e dello smaltimento dei rifiuti presenti, con il conseguente ripristino dell'area, entro sette giorni dallo sgombero. L'effettiva liberazione degli spazi rappresenta dunque un passaggio importante per consentire lo svolgimento degli interventi previsti. Resta da verificare quando anche gli ultimi sette occupanti lasceranno l'edificio.

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