Un Monza dilagante, che pare abbia trovato il giusto equilibrio tattico. Il primo “clean sheet” in campionato ne è la conseguenza
Il punto di Paolo Corbetta dopo la larga vittoria sul Cagliari
Confermo il mio incipit della scorsa settimana, nell’editoriale successivo alla sconfitta in casa della Lazio. “A volte il calcio è proprio strano”, era stato il mio inizio di allora. Lo confermo, perché la gara con il Cagliari ha evidenziato che il passato, anche quello più recente, non conta nulla e che ogni gara fa storia a sé. La squadra sarda aveva subito solo 3 reti nelle 6 giornate iniziali del campionato, pur giocando contro Inter e Juventus. Poi, quasi a voler rendere omaggio alla celebre legge del contrappasso dell’Inferno dantesco, ecco il tonfo del Brianteo con 4 gol al passivo in un solo incontro. Merito del Monza o demerito della formazione isolana?
Il Monza porta a casa un successo tanto importante quanto meritato
Poco importa, quel che conta è che il Monza di Ivan Juric porta a casa un successo tanto importante quanto meritato. Un successo che dà ossigeno alla classifica e che porta fiducia e morale alla truppa biancorossa. Anche perché, dato non indifferente, è utile vedere che per la prima volta in campionato il Monza conclude una partita senza subire gol, dopo averne avuti al passivo ben 15 nelle prime 6 giornate del torneo. Un clean sheet che porta in dote sicurezza ed autostima.
A mio giudizio, Juric è stato un tantino severo con i suoi, dichiarando a fine partita che nell’intervallo, pur in vantaggio per il bellissimo gol di Kouadio, aveva dovuto dare una strigliata impegnativa alla sua squadra. Vero che il primo tempo del Monza aveva mostrato qualche smagliatura, ma le prodezze di Tornqvist vi avevano posto rimedio. Ma è vero anche che nella seconda frazione il Monza ha dilagato, mettendo il Cagliari alle corde per lunghi tratti. Grazie a qualche accorgimento importante rispetto alle ultime gare, nel gioco e nello schieramento degli uomini.
Detto dell’ottimo Tornqvist, ecco un reparto arretrato dove il georgiano Goglichidze ha messo un sigillo importante. Un reparto avanzato che offre qualità e quantità e che si ritrova a disporre di un centravanti come Varela che “vede” la porta come in pochi sanno fare. E, soprattutto, considerato che a centrocampo Juric pare abbia trovato il giusto equilibrio che consente il salto di qualità. Il miglior Akinsanmiro della stagione lo abbiamo visto proprio ieri contro il Cagliari, quando a fianco dell’ex pisano ha giocato Foe Ondoa. Il che non è casuale, perché i due si integrano alla perfezione e l’equilibrio tattico che ne consegue è più che determinante. Una soluzione, quest’ultima, che da tempo mi pare la migliore possibile per avere un centrocampo che vada in sofferenza il meno possibile.
Folorunsho, giocatore dalle enormi potenzialità tecniche e fisiche, può dare il suo contributo giocando più avanti, senza obblighi di copertura che non gli sono propri. In un reparto in cui, col pieno recupero di tutti coloro che stanno cecando la miglior condizione, tra qualche settimana ci sarà un’abbondanza inusuale. Da sfruttare nel miglior modo possibile per arrivare al traguardo prefissato.
Paolo Corbetta




