Emissioni odorigene moleste da giorni nell’area industriale di via Milano, al confine tra Ceriano Laghetto e Solaro. Le segnalazioni arrivano anche da Limbiate, Cesano Maderno e Cogliate. Il gruppo provinciale Brianza Rete Comune ha presentato un’interrogazione alla Provincia di Monza e della Brianza.

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Da giorni l’area di Villaggio Brollo, al confine tra Ceriano Laghetto e Solaro, è interessata da persistenti emissioni odorigene moleste provenienti, secondo quanto riportato dal gruppo provinciale Brianza Rete Comune, dalla zona industriale di via Milano. Gli odori, descritti come riconducibili a bitume e plastica bruciata, si sarebbero propagati anche nei territori circostanti.

Il fenomeno ha provocato numerose segnalazioni da parte dei cittadini. Nel comunicato del gruppo provinciale vengono riferiti anche bruciore agli occhi e alla gola, cefalee e conati di vomito tra alcuni residenti. Le segnalazioni non riguardano soltanto Ceriano Laghetto e Solaro, ma anche i vicini comuni di Limbiate, Cesano Maderno e Cogliate.

Di fronte alla situazione, il gruppo Brianza Rete Comune ha depositato un’interrogazione al presidente della Provincia di Monza e della Brianza, chiedendo di chiarire quali attività siano state avviate e quali ulteriori interventi possano essere messi in campo.

Villaggio Brollo, le verifiche già avviate dai Comuni

Nel testo dell’interrogazione, il consigliere provinciale Vincenzo Di Paolo ricorda che le Amministrazioni comunali di Ceriano Laghetto e Solaro si sono già attivate, mantenendo il confronto con i cittadini, raccogliendo le segnalazioni e svolgendo sopralluoghi.

I Comuni si sono inoltre interfacciati con ARPA per l’attivazione di rilevazioni mirate. Secondo Brianza Rete Comune, però, è necessario che anche la Provincia intervenga nell'ambito delle proprie competenze, affiancando le amministrazioni locali nelle attività già in corso.

“Siamo davanti a una situazione che richiede il massimo livello di coordinamento istituzionale,” dichiara Di Paolo. “È indispensabile lavorare a fianco dei Comuni per garantire il rispetto dei requisiti ambientali e, soprattutto, per tutelare il diritto alla salute delle persone. Abbiamo chiesto che la Provincia si attivi immediatamente, per quanto di sua competenza, per supportare le azioni in corso e fare totale chiarezza sulla provenienza di questi odori molesti.”

La questione riguarda quindi non soltanto l'origine degli odori, ma anche la verifica delle attività presenti nell'area industriale e del rispetto delle relative autorizzazioni.

L'interrogazione alla Provincia: verifiche sulle attività e monitoraggio dell'aria

Attraverso l’interrogazione, Brianza Rete Comune chiede alla Provincia di indicare quali azioni siano attualmente in corso per individuare con certezza le fonti delle emissioni e per verificare la conformità delle attività produttive rispetto alle autorizzazioni rilasciate.

Un altro punto riguarda gli esiti delle attività già svolte. “Vogliamo sapere quali siano le risultanze delle attività espletate fino a questo momento e se si ritenga necessario attivare procedimenti per il ripristino delle condizioni di conformità” spiega Di Paolo.

Il gruppo provinciale propone inoltre di valutare insieme ad ARPA l’eventuale installazione di una postazione fissa di rilevamento nell’area di Villaggio Brollo. L'obiettivo indicato è quello di disporre di un monitoraggio continuo della qualità dell’aria, così da fornire elementi più concreti sulla situazione e risposte ai cittadini che hanno segnalato i disagi.

Al momento, sulla base del materiale fornito, non sono disponibili i risultati delle rilevazioni ARPA né un’individuazione ufficiale della fonte delle emissioni. Anche gli effetti sulla salute riportati nel comunicato sono da considerare come sintomi riferiti dai residenti e non come una valutazione sanitaria attribuita a un ente competente.

La richiesta del centrosinistra in Provincia arriva dunque mentre sono già in corso le attività di verifica sollecitate dai Comuni. Saranno gli accertamenti degli enti competenti a chiarire l’origine dei miasmi e l’eventuale presenza di irregolarità nelle attività produttive dell’area.

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