Il mondo è bello perché è vario. Questa frase è un proverbio molto diffuso ed utilizzato nel gergo comune. Ha il suo aspetto positivo, quello in cui si celebra la diversità come ricchezza e valorizzazione di opinioni e gusti differenti. Poi c’è il taglio negativo, quello che amplifica i differenti modi di guardare alle cose che ha spirito ironico. E’ a questo secondo taglio a cui mi riferisco.

Il mondo è bello perché è vario

Il mondo è bello perché è vario, in quanto c’è ancora qualcuno che trova il modo di denigrare il lavoro e la figura di Paolo Bianco. Un tecnico che ha portato il Monza a rifilare un secco 6 a 0 nel doppio confronto col Palermo, la squadra che lo scorso agosto era considerata la netta favorita per conquistare il primo posto nel campionato di serie B dai maggiori analisti e dalle società di scommesse. Bianco è l’allenatore che ha costruito un gruppo che, nonostante quell’eccessiva abbondanza che può creare dissapori nello spogliatoio, è unito più che mai nel raggiungere il traguardo prefissato. I più attenti si saranno accorti che, terminata la gara col Palermo, i giocatori sostituiti nel corso dell’incontro sono tornati in campo per festeggiare il rotondo successo coi compagni. Bianco è il mister che ha una capacità di “lettura” delle partite in corso che raramente mi era capitato di trovare in passato, non solo sulla panchina biancorossa ma anche in contesti più prestigiosi.

Il mondo è bello perché è vario perché, forse, qualcuno avrebbe preferito Inzaghi a Bianco. Io no, statene certi. Il mister del Palermo ha detto ieri sera a fine gara che la sua squadra ha giocato ieri a Monza la miglior partita della stagione. Contento lui…Io penso che, qualunque fosse stato il livello della prestazione, non avrei molta stima di un tecnico che si lascia andare ad una tale dichiarazione dopo aver perso la gara con un punteggio perentorio. Io mi tengo stretto Paolo Bianco, che mi ha fatto vedere un Monza dirompente e devastante contro quel Palermo che pensava di fare un solo boccone della squadra di casa per via del tifo sugli spalti.  

Mi tengo stretto un mister che ha ricostruito il morale di una squadra nata sulle ceneri della scorsa stagione. Un allenatore che, terminate le interviste in sala stampa, ha abbracciato con grande intensità umana Giangiacomo Magnani, giocatore del Palermo da lui allenato nella stagione 2017/2018 al Siracusa e a cui Bianco è stato vicino negli ultimi tempi per via di un grave problema di salute avuto dalla moglie dello stesso calciatore.

Ed ora, testa a martedì con la trasferta di Reggio Emilia. Mi aspetto che la difesa, che non ha fatto toccare palla a Pohjanpalo, continui con la medesima attenzione; che il centrocampo mostri solidità e costanza nel supportare le sgroppate sulla fascia sinistra di un Paulo Azzi irrefrenabile e uomo assist; che l’attacco sia quello che nelle ultime 4 gare ha portato in dote 10 reti. Avanti tutta, non buttiamo al vento quanto di buono messo in cascina nel big match di ieri col Palermo.   

Paolo Corbetta

Corbetta

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