Tumore al pancreas
Tumore al pancreas

Un primato mondiale arriva dall’Italia. Al Policlinico Gemelli è stata eseguita per la prima volta una nuova procedura sperimentale contro un tumore al pancreas non operabile utilizzando una speciale “colla radioattiva”.

La paziente trattata è una donna di 63 anni affetta da adenocarcinoma duttale del pancreas localmente avanzato. L’intervento rientra in uno studio clinico internazionale e rappresenta il primo utilizzo al mondo di questa tecnologia.

Come funziona la “colla radioattiva”

Il trattamento utilizza una sostanza chiamata YntraDose, contenente particelle di Ittrio-90, un radioisotopo capace di emettere radiazioni beta.

La sostanza viene iniettata direttamente nella massa tumorale attraverso un ago e sotto guida diagnostica. Una volta depositata, la matrice biologica trattiene il materiale radioattivo all’interno della lesione, con l’obiettivo di concentrare le radiazioni sul tumore e limitare l’esposizione dei tessuti circostanti.

L’obiettivo: rendere operabili alcuni tumori oggi non operabili

La sperimentazione punta a verificare se il trattamento possa ridurre la massa tumorale al punto da permettere, in alcuni casi, un successivo intervento chirurgico.

La procedura sulla prima paziente è durata circa un’ora ed è stata eseguita in anestesia locale con minima sedazione. Non sono state registrate complicanze immediate.

Una tecnologia sviluppata da un’azienda italiana

Dietro YntraDose c’è anche un elemento tutto italiano: la tecnologia è sviluppata da BetaGlue Therapeutics, società biotecnologica con sede a Milano.

Il trattamento rientra in uno studio multicentrico che coinvolge Italia, Belgio e Regno Unito.

Una sperimentazione ancora da valutare

Il primo trattamento rappresenta un risultato importante, ma non significa che la nuova tecnica sia già diventata una terapia standard.

Serviranno ulteriori dati per valutarne sicurezza, efficacia e capacità reale di modificare il percorso terapeutico dei pazienti con tumore pancreatico non operabile.