Non solo Kinský: il precedente dell'ex portiere del Monza
Errori e sostituzioni: non solo il poriere del Tottenham, la parabola di un ex portiere del Monza

Il debutto in Champions League è il sogno di ogni calciatore, ma per il portiere del Tottenham Antonín Kinský, la serata di martedì si è trasformata in un vero e proprio incubo. Schierato a sorpresa dal tecnico Igor Tudor al posto del titolare Guglielmo Vicario, il giovane estremo difensore ceco è rimasto in campo appena 17 minuti nel match contro l'Atletico Madrid, terminato con una pesante sconfitta per 5-2.
Una serata da dimenticare
La prestazione di Kinský è stata segnata da incertezze clamorose. Dopo appena cinque minuti, uno scivolone durante un rinvio ha regalato ad Ademola Lookman la possibilità di innescare il gol di Marcos Llorente. Pochi minuti dopo, la situazione è precipitata: prima il gol di Griezmann, viziato da un errore di van de Ven, e poi il terzo sigillo, arrivato al quindicesimo minuto su un altro rinvio sfortunato di Kinský che ha permesso a Julián Álvarez di andare a segno. A quel punto, Tudor ha deciso di richiamarlo in panchina, una scelta tecnica drastica per proteggere il ragazzo da un tracollo psicologico ancora peggiore.
Il parallelo con Stefano Gori: da Perugia alla rinascita
Episodi così traumatici possono segnare una carriera, ma non necessariamente chiuderla. La storia recente del calcio italiano offre un parallelo significativo: quello di Stefano Gori.
Il 5 aprile 2023, durante il match di Serie B tra Perugia e Reggina, anche Gori visse un momento difficilissimo. Due errori su calci di punizione — con il secondo particolarmente emblematico, in cui il portiere si trascinò il pallone oltre la linea — spinsero il tecnico Castori a sostituirlo con Furlan per evitargli un’umiliazione maggiore.
L'importanza della resilienza
Proprio come accadde a Gori, anche Kinský si trova ora a dover gestire il peso di un errore sotto i riflettori. Tuttavia, la carriera dell'italiano dimostra che la risalita è possibile. Dopo l'esperienza a Perugia e una stagione da terzo portiere a Monza, Gori ha saputo rialzarsi con una determinazione ammirevole. Lo scorso anno allo Spezia si è imposto come uno dei migliori interpreti del campionato cadetto, e oggi, con la maglia dell'Union Brescia, si sta confermando un portiere di categoria superiore.
Il percorso di Gori insegna che un cambio per scelta tecnica non è una sentenza definitiva, ma una pausa necessaria per resettare. Sebbene i contesti — la Champions League per Kinský e la Serie B per Gori — siano profondamente diversi, la lezione rimane la stessa: la forza di un portiere si misura non da quante volte cade, ma dalla capacità di reagire dopo una serata di pioggia a Madrid o in Umbria.
La stagione a Monza
Nella stagione a Monza Gori ha ricoperto il ruolo di terzo portiere alle spalle di Di Gregorio e Sorrentino e mister Paladino non gli ha concesso nemmeno un minuto lasciando così il Monza senza presenze ufficiali. Queste furono le sue parole di addio al Monza:
"È stata un'annata diversa dal solito. Sono cresciuto tanto sia dal punto di vista sportivo che umano. Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo viaggio: i compagni, il mister, lo staff, la società e i tifosi. Farò tesoro di tutto ciò che ho imparato da questa esperienza".



