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Verso Monza - Juve, l'ex bianconero Birindelli: 'Ecco per chi tiferò domenica tra la mia ex squadra e mio figlio'

Scritto da Redazione  | 

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex difensore bianconero dal 1997 al 2008, Alessandro Birindelli, per parlare approfonditamente del momento in casa Juve e non solo: Potrete riascoltare uno stralcio dell’intervento a “Cose di Calcio” in onda su Radio Bianconera (visibile dal bouquet di Sportitalia canale 60). Avvio di stagione sicuramente non all'altezza delle aspettative, quale è la tua opinione sulla Juve? "Vedo una squadra in difficoltà in diverse cose, non solo sullo sviluppo del gioco ma anche a livello fisico. A parte i primi quarti d'ora, la Juve subisce sempre l'avversario e non riesce mai ad imporre un ritmo e una intensità differente. E' la colonna vertebrale quella più in crisi, parlo di Bonucci, Cuadrado, Vlahovic che nelle ultime partite sta facendo un po' di fatica. Queste situazioni portano a questa classifica e a questi risultati". Mi hai citato Cuadrado, un giocatore di 34 anni che forse non regge più le troppe partite a settimane ed appare già a settembre un po' usurato. "E' dall'inizio dell'anno che non dribbla, crea superiorità, crossa e tira in porta. Non vorrei che il pensiero della sosta mondiale avesse un po' condizionato la scelta della preparazione, sono delle supposizioni che uno fa in base all'andamento della squadra in campo. Avevo parlato di Cuadrado proprio perché è uno dei giocatori simbolo di questi ultimi anni". Ti è mai capitato di vivere in carriera una situazione del genere? "Sì, mi è capitato nel corso della mia permanenza nella Juventus: in occasione delle dimissioni di Lippi, e poi anche durante il secondo anno di Ancelotti. In quel periodo non riuscivamo a fare risultato e a giocare in maniera fluida, eravamo lenti, compassati e alla prima occasione prendevamo gol. Questa Juve la vedo un po' fragile psicologicamente, oltre al fatto che la condizione fisica è poco brillante e non c'è fluidità nelle giocate. Questi sono tutti dettagli che, messi insieme, fanno perdere le sicurezze acquisite dai leader durante il tempo". Sei fiducioso? La Juve tornerà a far bene? "Loro hanno bisogno di confronto e capire quali siano le problematiche, ci vorrà molta autocritica da parte di tutti. Allegri è il comandante e ci mette la faccia, però ci sono 15/20 persone sotto di lui che lavorano per la squadra. C'è chi dovrà parlare della condizione fisica, chi dell'aspetto mentale, chi far provare nuove soluzioni in campo". Allegri sta vivendo delle grandissime difficoltà, a tuo parere riuscirà a remare nella direzione giusta o si farà sommergere dalla travolgente marea? "Credo che l'allenatore debba trovare delle soluzioni nuove e risolvere, ma in questo momento è un po' in difficoltà. Non è solo una questione tattica, ma per una serie di motivi che passano dalla condizione fisica-mentale e dalla disponibilità tattica della squadra. La squadra vorrebbe, ci prova, pressano anche alti, ma dopo un quarto d'ora si sono spenti. Speriamo che i suoi interventi e quelli dello staff siano mirati affinché i giocatori riescano a trovare autostima e condizione, magari in attesa di quelli che dovranno rientrare dall'infortunio". Se non si vedranno questi interventi e Allegri insieme al suo staff non dovesse trovare le giuste soluzioni, il suo futuro potrebbe essere già scritto. No? "Non ho presente quali siano le idee della dirigenza e i problemi in profondità della squadra, se dovessero prendere una decisione è perché avranno valutato ogni aspetto. Dal punto di vista personale, speriamo di non arrivarci". Come la vedi la trasferta di Monza? "Sono partite trabocchetto, è vero che il Monza non è partito benissimo ma è una delle più leggibili tra quelle che devono salvarsi. In settimana hanno cambiato guida tecnica, a dir la verità non conosco bene Palladino come allenatore. Quel che so è che si ispira a Gasperini e Juric, quindi penso vorrà un gioco a tutto campo. Sicuramente sarà una sfida da prendere con le pinze, ci vorrà il piglio giusto e la determinazione delle grandi occasioni". Domanda secca: tiferai più per la Juve o per Samuele? "La juventinità c'è sempre, quello non scomparirà mai, ma vorrei che Samuele e il Monza portassero a casa un risultato positivo. Mi piacerebbe vedergli fare una buona prestazione contro un grande club. Il Monza è una buona squadra e vorrei che si salvasse, è un club che sta investendo molto a livello di settore giovanile e di infrastrutture con il nuovo stadio e il centro sportivo. Vorrei restasse in A". Scommetti sul passaggio del turno dei bianconeri in Champions? "Sono sempre fiducioso e ottimista, poi in questo momento bisogna esserlo. E' giusto prefissarsi dei traguardi, perché così significa che ci stai provando. Se invece parti già battuto e sfiduciato, poi ti crei sempre degli alibi. E quindi non va bene. La squadra deve essere convinta, recuperare e cercare di partita in partita di far meglio. Credo in questa Juve".