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Alessandro Sorrentino (fonte foto sito ufficiale del Monza)
Alessandro Sorrentino (fonte foto sito ufficiale del Monza)

Tre minuti, solo tre minuti per parlarti di me….recita una canzone del gruppo salentino i Negramaro. Fortunatamente in Monza-Lecce i tre minuti di Alessandro Sorrentino non sono indicativi del percorso umano e professionale del portiere classe 2002. Mister Palladino gli ha concesso il posto dell’infortunato Di Gregorio e Alessandro ha risposto presente. 

L’esordio in Serie A per chi ha calcato solo i campi di periferia e competizioni minori è sicuramente un traguardo vissuto con emozione e voglia di far bene a prescindere dagli imprevisti del campo. Sorrentino-Caldirola, “un errore di incomprensione”, così definito da Mister Palladino, l’azione che ha causato il rigore del Lecce. Il carattere e il bel gioco del Monza non sono rimasti a guardare e dopo il pareggio di Andrea Colpani la squadra brianzola ha avuto nitide occasioni per portare a casa i tre punti. In porta nessuna sbavatura, solo un ragazzo che ha aspettato con tenacia la sua occasione.

Nato a Guardiagrele, inizia la sua avventura nel mondo del calcio all’età di 6 anni, ma in un altro ruolo. Solo più avanti dopo l’indisponibilità di un compagno, allenatore e destino decidono di cambiargli posizione, ed è lì che nasce il portiere Sorrentino. Formato nel Pescara, squadra abituata a lanciare giovani talenti, debutta in prima squadra nel 2021 in Coppa Italia fino ad arrivare allo stage del CT Mancini a Coverciano nel 2022. Poi l’approdo in biancorosso.

Lo scorso anno il suo contributo fuori dal campo non è mancato, vicino alla squadra e attento ai movimenti dei suoi compagni di reparto per “rubare” ogni dettaglio e continuare ad imparare e crescere. Quei tre minuti iniziali del match di domenica potevano spaventare un ragazzo che si affacciava nel maggior campionato italiano, ma è dagli errori che si superano alcuni limiti e si rafforza la consapevolezza di poter fare grandi cose. “Sorrentino è un giocatore forte, sia io che la società crediamo in lui, ha fatto una bella prestazione”, queste le parole al termine del match di mister Raffaele Palladino. Coraggio, talento e capacità di aspettare il momento giusto sono gli ingredienti per farsi spazio tra le scelte di un allenatore e soprattutto in un rettangolo verde.