Evaristo Beccalossi, addio al genio ribelle: a Monza una storia poco raccontata
Dall’Inter alla Brianza: gol, talento e quell’episodio al Gran Premio che svela il suo carattere
Ci sono giocatori che attraversano le epoche senza perdere identità, capaci di restare impressi nella memoria collettiva per uno stile unico, quasi fuori dal tempo. Numeri dieci che non si limitavano a giocare, ma interpretavano il calcio con una cifra personale, riconoscibile in ogni tocco.
In un calcio sempre più codificato, fatto di schemi e automatismi, figure come queste diventano ancora più rare. E proprio per questo, quando se ne va uno di loro, resta la sensazione di aver perso qualcosa che difficilmente tornerà.
Tra Milano e la Brianza, tra stadi storici e pomeriggi di provincia, il suo nome è rimasto legato a un’idea romantica del pallone. Un talento anarchico, capace di accendersi all’improvviso e cambiare una partita con una giocata.
Un filo che lega mondi diversi, ma che trova anche a Monza un capitolo spesso meno raccontato, e proprio per questo oggi ancora più significativo.

Morte Beccalossi, il ricordo del Monza e della sua carriera
È morto Evaristo Beccalossi, ex fantasista dell’Inter e anche del Monza, figura iconica del calcio italiano tra gli anni Settanta e Ottanta. Aveva 69 anni (avrebbe compiuto i 70 il 12 maggio). La notizia della morte Beccalossi ha rapidamente fatto il giro del mondo sportivo, riaccendendo il ricordo di un giocatore capace di dividere e incantare.
Dopo gli anni più celebri in nerazzurro, Beccalossi ha vestito anche la maglia del Monza, lasciando un segno nella stagione 1985-86. In Brianza ha collezionato 15 presenze e 3 gol, ma soprattutto ha portato quella qualità tecnica che lo aveva reso unico, diventando uno dei nomi più prestigiosi passati da quelle parti.
Beccalossi e il Monza, tra talento e aneddoti legati alla Brianza
Il legame tra Beccalossie il Monza non si esaurisce nei numeri. Tra gli episodi più ricordati c’è una partita al Sada contro il Cesena, in cui il fantasista fu protagonista con una doppietta, lasciando il segno in una delle sue prestazioni più incisive in biancorosso.
Ma c’è anche un lato più curioso che unisce Beccalossi alla città. Durante la sua esperienza al Monza, raccontò di aver saltato un allenamento per assistere al Gran Premio di Formula 1 a Monza, riuscendo persino a entrare nel box Ferrari e a incontrare Gilles Villeneuve. Un episodio che gli costò una multa, ma che racconta bene il carattere libero e fuori dagli schemi del giocatore.
Inter e Monza ricordano Beccalossi, un numero dieci diverso
Nel corso della sua carriera, Beccalossi è stato soprattutto un simbolo dell’Inter, con cui ha vinto e costruito la parte più importante del suo percorso. Ma il passaggio al Monza rappresenta un tassello significativo, soprattutto per il valore che un profilo del genere ha avuto per il club brianzolo.
La morte di Beccalossi riporta così alla luce anche questo capitolo, spesso meno celebrato ma fondamentale per comprendere l’impatto del giocatore. Un talento che ha attraversato categorie e contesti diversi, lasciando ovunque un segno riconoscibile.
Alla famiglia Beccalossi giungano le condoglianze dell'intera redazione di Monza-News.



