Per Criscitiello c’è una soluzione per salvare il calcio italiano e porta ad un ex Monza
Criscitiello rilanciava Galliani in FIGC già prima della disfatta Italia: “Serve una guida forte per rifondare il sistema”
La crisi del calcio italiano non nasce oggi - o meglio ieri sera - e non si esaurisce in una singola sconfitta contro la Bosnia. È un processo lungo, fatto di segnali ignorati, riforme rimandate e un sistema che fatica a rinnovarsi davvero. Negli ultimi anni, tra risultati altalenanti e un’identità tecnica sempre più fragile, il movimento ha mostrato crepe evidenti.
Il dibattito si riaccende puntualmente nei momenti più difficili, quando emergono analisi, critiche e proposte di cambiamento. Dai settori giovanili alla gestione federale, passando per infrastrutture e modelli economici, ogni livello viene messo sotto osservazione.
In questo contesto, le voci più critiche chiedono interventi immediati e strutturali, sottolineando come non bastino più soluzioni tampone o scelte di breve periodo. Serve, secondo molti, una guida forte e riconoscibile.
E già nelle ore precedenti l’ennesima delusione azzurra, il confronto si è acceso ulteriormente, coinvolgendo anche figure di primo piano del panorama mediatico e calcistico.

Disfatta Italia e FIGC: la proposta di Criscitiello su Galliani
Pur ancora non cosciente di quella che sarebbe stata la disfatta dell'Italia e quindi il mancato accesso ai Mondiali, il direttore di Sportitalia Michele Criscitiello aveva già rilanciato con forza una proposta già avanzata in passato: affidare un ruolo chiave in FIGC a Adriano Galliani.
Secondo Criscitiello, il sistema calcio italiano è “morto, sepolto” e necessita di una figura capace di intervenire in modo rapido e incisivo. Nel suo intervento, il giornalista ha sottolineato come serva qualcuno con esperienza, peso politico e conoscenza profonda delle dinamiche del calcio italiano.
La candidatura di Galliani viene descritta come una soluzione temporanea ma necessaria: una figura in grado di “mettere una pezza” e avviare un processo di riforme strutturali nel giro di pochi anni.
Galliani in FIGC: riforme calcio e ruolo politico
Nel dettaglio, Criscitiello ha evidenziato come FIGC abbia bisogno di una guida capace di operare anche sul piano politico, oltre che sportivo. Un aspetto ritenuto fondamentale per sbloccare riforme su più livelli.
Tra i temi citati: la revisione dei campionati, il rilancio dei settori giovanili, la sostenibilità economica del sistema e la modernizzazione delle infrastrutture. Interventi che, secondo il giornalista, richiedono una figura con relazioni istituzionali solide.
In questo senso, Galliani rappresenterebbe un profilo ideale per esperienza e capacità di mediazione, anche grazie al suo ruolo istituzionale. L’obiettivo, nelle parole di Criscitiello, sarebbe quello di guidare una fase di transizione di due o tre anni, per poi lasciare spazio a una nuova governance.
Crisi calcio italiano: sistema da rifondare dopo la disfatta Italia
L’analisi si allarga poi alla crisi del calcio italiano, definita strutturale e non legata a singoli allenatori o cicli tecnici. Nel mirino finiscono organizzazione, programmazione e sviluppo dei talenti.
Criscitiello aveva insistito sul fatto che anche un’eventuale qualificazione ai Mondiali (come ben sappiamo, non avvenuta) non avrebbe cambiato la sostanza del problema: il sistema, così com’è, continuerebbe a produrre le stesse criticità.
Da qui la necessità di una rifondazione complessiva, che parta dalla governance e arrivi fino alla base del movimento. Una trasformazione che, secondo questa visione, non può più essere rimandata.



