A Lesmo, nel cuore della Brianza, c'è una villa che racchiude secoli di storia e che negli ultimi anni è diventata uno dei luoghi più riconoscibili dell'epoca di Silvio Berlusconi. È Villa Gernetto, una dimora imponente circondata da un parco storico di circa 350mila metri quadrati, costruita su un luogo che aveva già una funzione strategica molti secoli prima della nascita dell'attuale complesso.

La storia della villa, però, non comincia con Berlusconi e nemmeno con l'attuale edificio. Prima della residenza aristocratica c'era una rocca, poi arrivarono i Mellerio, gli interventi architettonici di Simone Cantoni e Gian Luca della Somaglia, le opere d'arte e un patrimonio botanico di particolare pregio. E nel parco, nel 1818, venne alla luce anche un tesoro di 273 monete auree romane.

È questo intreccio tra storia, architettura, personaggi e curiosità a rendere Villa Gernetto qualcosa di più di una semplice grande residenza brianzola.

Il Monza Primavera a Villa Gernetto
AC Monza/Buzzi

Villa Gernetto a Lesmo: dalla rocca medievale alla dimora dei Mellerio

Il colle del Gernetto aveva una funzione difensiva già tra il V e il VI secolo d.C.. Secondo le informazioni raccolte nel materiale, sul sito sorgeva una rocca fortificata con una torre, utilizzata per proteggere la valle del Lambro e offrire rifugio alle popolazioni provenienti da Milano durante le incursioni barbariche.

La trasformazione in residenza arrivò molti secoli dopo. Nei primi anni del Seicento i Marchesi Molinari acquistarono il nucleo fortificato e lo trasformarono in una residenza di villeggiatura, seguendo il modello delle ville di delizia che in quel periodo si stavano diffondendo tra le famiglie aristocratiche lombarde.

Fu però nel Settecento che il Gernetto assunse gran parte della fisionomia che ancora oggi lo caratterizza. La famiglia Mellerio intervenne sul complesso trasformandolo in una residenza di rappresentanza e di vita mondana, arricchendolo dal punto di vista architettonico e artistico.

La struttura attuale è il risultato di ulteriori interventi realizzati tra la seconda metà del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Tra i protagonisti c'è Simone Cantoni, architetto svizzero-italiano tra i principali interpreti del neoclassicismo lombardo, al quale viene attribuito il progetto del corpo principale della villa, con la facciata simmetrica, i porticati e i dettagli in cotto e ferro battuto.

Nel 1815 arrivò un'altra fase di ampliamento legata a Gian Luca della Somaglia, che intervenne sul cortile d'onore, sulla cappella interna dedicata a San Carlo e sul ponte che collega la villa al parco. A lui viene attribuita anche la sistemazione del giardino terrazzato affacciato verso il paese.

Il parco di Villa Gernetto e le 273 monete romane trovate nel 1818

Uno degli elementi più spettacolari di Villa Gernetto è il suo parco. La superficie indicata nel materiale è di circa 350mila metri quadrati, con una combinazione di giardino all'italiana e parco paesaggistico all'inglese: terrazzamenti, scalinate, fontane e balaustre convivono con aree alberate, radure e vialetti.

Tra le presenze botaniche vengono citate grandi querce e cedri del Libano ultracentenari, oltre a specie rare legate alla passione botanica dei Mellerio. Nel parco si trova anche un laghetto ornamentale.

Ma è soprattutto ciò che è stato trovato sotto quel terreno a rendere particolarmente interessante la storia del Gernetto.

Nel 1818, durante alcuni lavori nel parco, venne scoperto un deposito composto da 273 monete auree romane, datate tra il 408 e il 518 d.C. Il ritrovamento è considerato una delle curiosità archeologiche più importanti legate alla villa e costituisce un'ulteriore testimonianza della frequentazione dell'area in epoca romana.

Il parco, quindi, non è soltanto la cornice scenografica della dimora. È parte integrante della sua storia, con tracce delle diverse epoche che hanno attraversato il colle del Gernetto.

Canova, la cappella e gli interni della storica villa brianzola

La ricchezza di Villa Gernetto non riguarda soltanto l'architettura. Nel primo Ottocento la cappella privata custodiva anche due bassorilievi funebri realizzati da Antonio Canova, insieme ad altre opere di Giuseppe De Fabris, allievo dello scultore neoclassico.

Le opere furono successivamente rimosse e, dopo una lunga vicenda, sono oggi conservate a Palermo, dove vennero acquistate dalla Regione Sicilia nel 1978.

Gli interni della villa erano inoltre caratterizzati da arredi d'epoca, dipinti, pezzi di antiquariato e decorazioni. Il complesso comprende circa 24mila metri quadrati di superficie, ai quali si aggiungono i 350mila metri quadrati del parco. Tra gli spazi interni vengono indicate 60 camere da letto e una sala cinema da 80 posti, utilizzata anche per convegni e presentazioni.

Il complesso comprende anche Villa Boffalora e le antiche scuderie, elementi che testimoniano la precedente vocazione agricola e residenziale della proprietà.

Da Credito Italiano a Fininvest: la nuova vita di Villa Gernetto

Nel Novecento la storia della villa cambia ancora. Nel 1975 il complesso venne acquistato dal Credito Italiano, che lo trasformò in un centro di formazione per il personale. Successivamente la proprietà passò a Pirelli & C. Real Estate.

La svolta arrivò nel 2007, quando Fininvest Sviluppi Immobiliari S.p.A., controllata da Silvio Berlusconi, acquisì Villa Gernetto con l'obiettivo di trasformarla in un centro di alta formazione e rappresentanza politica e culturale.

Nel 2008 partirono i lavori di recupero affidati allo Studio Magnano & Partners di Macherio. Il progetto interessò la villa, le strutture annesse e gli spazi esterni, con interventi dedicati anche agli affreschi, alle decorazioni e agli impianti.

Il risultato fu una dimora nuovamente destinata a eventi, incontri e ricevimenti di alto profilo.

L'Università del pensiero liberale e il sogno di Berlusconi

Uno dei capitoli più particolari della storia recente di Villa Gernetto è legato a un progetto fortemente voluto da Berlusconi: l'“Università del pensiero liberale”, indicata anche come Universitas Libertatis.

L'idea era trasformare la villa in un centro di formazione destinato alla futura classe dirigente, ispirato ai valori del liberalismo e della cultura occidentale. Il progetto prevedeva aule, spazi all'aperto per le lezioni, foresterie e il coinvolgimento di docenti internazionali.

L'iniziativa, tuttavia, non arrivò alla piena realizzazione. Il materiale indica investimenti complessivi superiori ai 75 milioni di euro tra acquisto, ristrutturazione e arredi e descrive Villa Gernetto come il simbolo di un progetto rimasto incompiuto.

Villa Gernetto tra politica, ricevimenti e il legame con il Monza

Negli anni successivi la villa è diventata anche una delle location più note della stagione politica e pubblica di Berlusconi.

Tra gli episodi ricordati nel materiale c'è l'incontro con Vladimir Putin nell'aprile 2010, quando Villa Gernetto ospitò il faccia a faccia tra i due leader.

Nel marzo 2022, invece, la cappella della villa fu teatro del matrimonio simbolico tra Berlusconi e Marta Fascina, una cerimonia priva di valore legale alla quale parteciparono familiari, amici e personalità del mondo politico e imprenditoriale.

E poi c'è il calcio, con un legame particolarmente forte per la Brianza. Dopo l'acquisto del Monza nel 2018, Villa Gernetto divenne sede dei ritiri prepartita della squadra durante l'era Berlusconi. Gli ampi spazi e la tranquillità del parco contribuirono a trasformarla in uno dei luoghi legati alla quotidianità del club.

Il rapporto con il Monza andò oltre i ritiri: nel materiale viene ricordato anche il ruolo della villa nell'ambito degli incontri societari e dei momenti di convivialità tra dirigenti, giocatori e ospiti. Villa Gernetto finì così per entrare nella narrazione della rinascita biancorossa culminata con la storica promozione in Serie A nel 2022.

La leggenda della dama e le altre curiosità di Villa Gernetto

Come molte dimore storiche, anche Villa Gernetto ha le sue storie non documentate ma tramandate nel tempo.

Il materiale parla della leggenda di una dama ottocentesca, il cui fantasma sarebbe stato avvistato nei pressi della fontana centrale del parco. Si tratta, appunto, di una leggenda e non di un fatto storico documentato.

Più concreto è invece il recupero di elementi emersi durante i restauri, tra cui affreschi nascosti sotto strati di calce. E tra gli alberi del parco spicca un grande cedro del Libano, indicato nel materiale come ultrabicentenaria presenza di particolare interesse.

È anche questo contrasto tra documenti, architettura, archeologia e racconti tramandati a rendere il Gernetto una delle dimore più singolari della Brianza.

Villa Gernetto resta sottoposta a vincolo paesaggistico e culturale e riconosciuta come bene di interesse storico-artistico. La proprietà è privata e l'accessibilità non è sempre garantita, mentre nel corso degli anni il complesso è stato utilizzato per eventi, ricevimenti e occasioni speciali.

Una villa nata su una rocca, diventata residenza aristocratica, poi centro di formazione, luogo di grandi eventi e infine uno degli indirizzi più conosciuti della storia recente del Monza. Il Gernetto, a Lesmo, conserva così dentro e intorno ai suoi edifici una parte importante della storia della Brianza.

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