Barillà a Monza-News: 'Monza e Parma verranno fuori, il mio futuro...'
Il doppio ex ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni nella settimana della sfida

Reduce dalla vittoria contro il Torino in Coppa Italia, il Monza si prepara alla trasferta di domenica al Tardini contro il Parma che, al contrario dei biancorossi, ha subito una clamorosa eliminazione dalla competizione per mano della Cremonese.
La gara di Parma potrebbe essere l’occasione per vedere all’opera i nuovi innesti biancorossi, a partire dal portiere Törnqvist — arrivato in settimana alla corte di Juric in prestito dal Como —, oltre che per testare le qualità della rosa al completo che, dal punto di vista del gioco, ha comunque messo in difficoltà Inter e Udinese nonostante le due sconfitte iniziali.
Abbiamo avuto il piacere di parlare di entrambe le realtà con l’ex centrocampista Antonino Barillà, doppio ex del match. Ecco le sue parole in esclusiva ai microfoni di Monza-News.
IL MOMENTO DEI DUE CLUB
‘Monza e Parma hanno iniziato il campionato con due sconfitte, ma il Monza viene dalla vittoria di Torino in Coppa Italia, un risultato importante, al contrario del Parma che ha perso con la Cremonese. Sono convinto però che, con le rose che Cuesta e Juric hanno a disposizione, alla lunga verranno fuori tutte le loro qualità.
Il Parma ha voluto dare continuità al progetto sposando la causa di Cuesta e cambiando relativamente poco. Il Monza, dal canto suo, ha fatto vedere cose importanti in queste tre partite tra campionato e Coppa e — come detto prima — mi auguro che possa ingranare. Spero che a fine campionato entrambe raggiungano i propri obiettivi’
GLI ANNI A PARMA E IL MONZA DI BERLUSCONI E GALLIANI
‘A Parma ho vissuto il periodo più felice della mia carriera. Eravamo un gruppo affiatato e compatto, che ogni squadra temeva di affrontare. Lì mi sono tolto soddisfazioni importanti, come la promozione in Serie A e il 3-3 allo Juventus Stadium. Ad oggi sono rimaste pochissime persone dell'epoca perché, giustamente, con il cambio di proprietà è cambiato tutto. Sono felicissimo per il portiere Corvi: è cresciuto molto e si vedeva già dai tempi delle giovanili che aveva ottime qualità.
Per quanto riguarda il Monza, non potevo proprio dire di no alla chiamata del dottor Galliani: nel 2020 ho accettato di scendere di categoria sposando la causa biancorossa. Il primo anno in rosa avevamo giocatori importanti come Boateng e Balotelli, che andavano a mille in allenamento e hanno trascinato la squadra in diverse partite. Avevamo anche giovani incredibili come Di Gregorio, Frattesi e Carlos Augusto, che poi hanno fatto benissimo in Serie A. Purtroppo in quell’annata, nonostante l’obiettivo fosse la promozione diretta, abbiamo avuto molti problemi e ci siamo fermati in semifinale playoff contro il Cittadella dopo il terzo posto in campionato. Era una situazione assurda a causa del Covid: non appena rientrava un giocatore, si fermava subito un altro. Brocchi non ha mai potuto contare sulla rosa al completo ed è stato complicato gestire quell'emergenza. Nonostante questo, sia Berlusconi che Galliani non ci hanno mai fatto mancare il loro appoggio, e questo è stato fondamentale per noi e per i tifosi.
L’anno successivo, purtroppo, ho subito la lesione totale dei tendini del flessore: mi sono dovuto operare e sono rimasto fuori sette mesi. Di comune accordo con la società ho optato per la rescissione, così da fare spazio ad altri innesti, e sono andato all’Alessandria dove però ho giocato poco perché mi trascinavo ancora i postumi dell'infortunio. Sono stato comunque felicissimo per la promozione in Serie A dei miei compagni nel 2022’
IL LEGAME CON GLI EX COMPAGNI A MONZA
‘Dany Mota ha caratteristiche importanti, è un grandissimo investimento per il Monza e il gol fatto contro il Torino ne è la dimostrazione. Purtroppo gli manca quella continuità che lo renderebbe perfetto per la categoria. Anche Colpani è un ottimo giocatore e lo ha dimostrato con quella rete al Brianteo contro l’Udinese. In carriera io sapevo bene quali fossero i miei limiti, ma ho lavorato sodo per colmare le mie lacune, andando sempre a mille: sono contentissimo del mio percorso e penso che sia Andrea sia Dany debbano fare lo stesso’
IL RITORNO A CASA E IL FUTURO
‘Dopo i sei mesi in Serie C a Viterbo sono tornato alla Reggina in Serie D. Lo dovevo alla mia famiglia, che mi ha sempre seguito ovunque, ai miei figli e a mia moglie che è di Reggio. Sono stati tre anni importanti, anche se ci è mancata un po' di fortuna per centrare la promozione in C. La vecchia proprietà non ci ha mai fatto mancare il supporto e ha sempre lavorato per il bene della Reggina.
Attualmente ho conseguito il patentino da direttore sportivo e mi sto guardando intorno, gestendo nel frattempo le mie attività a Reggio Calabria. Sono il primo tifoso della Reggina — che oggi fa capo a Lotito e ha giustamente cambiato molte cose — e mi auguro di vederla tornare presto nelle categorie che merita. Allo stesso modo, spero che Monza e Parma raggiungano i rispettivi traguardi in massima serie’
A cura di Antonio Scirtò

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