Siniscola, Claudio Stangoni rimuove gli ombrelloni lasciati dai turisti
Claudio Stangoni è diventato virale a Siniscola dopo aver rimosso gli ombrelloni “segnaposto” lasciati dai turisti sulla spiaggia.
“La spiaggia è di tutti, non solo dei turisti”. È il messaggio che ha fatto diventare virale sui social Claudio Stangoni, 51 anni, sardo e residente a Siniscola, protagonista di un video nel quale raccoglie e rimuove dalla spiaggia gli ombrelloni lasciati come “segnaposto” dai bagnanti. A raccontare la sua storia è Fanpage.it, che ha intervistato Stangoni dopo la diffusione del filmato. L’uomo, operaio da 24 anni, spiega di aver sempre considerato la tutela della spiaggia una questione di rispetto per il territorio. Non rimuove gli asciugamani, precisa, ma interviene quando trova ombrelloni, lettini e altri oggetti lasciati in spiaggia per occupare il posto. Il video, registrato da un amico e successivamente pubblicato dallo stesso Stangoni sul suo canale TikTok, ha raccolto numerose condivisioni e commenti, nella maggior parte dei casi positivi.
Siniscola, perché Claudio Stangoni rimuove gli ombrelloni “segnaposto”
Stangoni racconta di essere intervenuto in questo modo già prima che il video diventasse virale. Il motivo, nelle sue parole, è legato soprattutto al rapporto con il luogo in cui è cresciuto. Da ragazzo, racconta, andava al mare con la famiglia e arrivava presto per trovare posto, ma alla fine della giornata portava via tutto. Una differenza che, secondo lui, emerge quando vede alcuni turisti lasciare ombrelloni e lettini sulla spiaggia per tutta la durata della vacanza, come se quel tratto di arenile fosse riservato. Il suo intervento, spiega, non riguarda soltanto gli oggetti lasciati sulla spiaggia. Stangoni racconta di aver richiamato anche persone che lasciavano rifiuti o compivano comportamenti che, a suo giudizio, danneggiavano il territorio. La sua posizione è netta, ma accompagna il racconto con un'altra precisazione: i turisti sono ben accetti, perché la Sardegna è considerata da Stangoni un luogo ospitale. Il punto, per lui, è che le stesse regole devono valere per tutti.
“I turisti vanno educati”: dalla sabbia raccolta ai bisogni del cane
Nell'intervista Stangoni racconta anche altri episodi che, secondo la sua esperienza, mostrano quanto sia importante spiegare ai visitatori le regole da rispettare. In un caso recente, riferisce di aver fermato una donna che stava raccogliendo sabbia e conchiglie dalla spiaggia. Alla contestazione, la donna avrebbe risposto di non conoscere il divieto. In un'altra occasione, invece, Stangoni racconta di aver rimproverato una persona perché non aveva raccolto i bisogni del proprio cane. La risposta ricevuta — secondo il suo racconto — è stata: “Se li può sciacquare in mare”. È proprio su questi episodi che Stangoni insiste sul concetto di educazione. Racconta di provare inizialmente a spiegare le regole con calma, ma ammette che il tono può cambiare quando dall'altra parte trova maleducazione. Il suo messaggio, però, non è rivolto soltanto ai turisti. “L’educazione ci vuole da entrambe le parti”, afferma nell'intervista a Fanpage.it.
Una battaglia che Claudio Stangoni dice di portare avanti da sempre
La popolarità è arrivata soltanto adesso, con il video diventato virale, ma Stangoni racconta che la sua attenzione verso il comportamento dei visitatori risale a quando era ragazzo. Secondo il 51enne di Siniscola, chi vive nella comunità locale conosce bene il valore del territorio e presta particolare attenzione a ciò che accade sulle spiagge. Da qui la sua convinzione che non sia sufficiente essere turisti per ignorare le regole, così come non sarebbe una giustificazione non conoscere un determinato divieto. La frase che sintetizza il suo punto di vista è quella pronunciata dopo la diffusione del video: la Sardegna è un luogo che considera un paradiso e proprio per questo, sostiene, deve essere rispettato. Il video gli ha dato una notorietà che non aveva cercato. A suo dire, è stato semplicemente un amico a riprenderlo con il cellulare. Stangoni lo ha poi pubblicato su TikTok e, da lì, sono arrivate le condivisioni. La maggioranza dei commenti ricevuti, racconta, è stata positiva, anche se non sono mancate critiche. Intanto la sua storia ha riportato al centro una questione che riguarda il rapporto tra turismo, rispetto delle spiagge e convivenza con le comunità locali.
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