Tra i giovani accompagnati in Questura dopo gli scontri nel centro di Milano di domenica 18 ottobre 2026 ci sono anche ragazzi provenienti da Monza e dalla Brianza. La mattina di lunedì 19 ottobre, davanti agli uffici di via Fatebenefratelli, diversi familiari hanno atteso notizie dei figli, alcuni dei quali minorenni. Le testimonianze raccolte dalla stampa raccontano lo sconcerto di genitori che, fino a poche ore prima, pensavano che i ragazzi fossero semplicemente usciti con gli amici.

scontri a Milano

Scontri a Milano, una madre di Monza informata nel cuore della notte

Tra le testimonianze raccolte da MonzaToday c’è quella di una madre che non riusciva a spiegarsi perché il figlio fosse andato a Milano. La donna pensava che il ragazzo stesse trascorrendo la domenica con gli amici e ha raccontato di essere stata informata dell’accaduto soltanto nel cuore della notte.

«Non so perché mio figlio è venuto a Milano, lui non partecipa mai alle manifestazioni», ha detto ai giornalisti davanti alla Questura.

Secondo il suo racconto, a informarla sarebbe stato il figlio maggiore, nei confronti del quale non era stato adottato alcun provvedimento. La donna ha descritto il ragazzo come tranquillo e mai coinvolto in precedenza in episodi simili.

La sua testimonianza restituisce il clima di apprensione vissuto dalle famiglie radunatesi in via Fatebenefratelli, in attesa di capire che cosa fosse successo ai propri figli e quale fosse la loro situazione.

Da Monza a Milano, la preoccupazione di una famiglia

Anche il Corriere della Sera, nell’edizione milanese del 19 ottobre, ha raccolto la testimonianza di una donna ucraina la cui famiglia vive a Monza. La madre ha raggiunto la Questura in treno dopo aver appreso che il figlio era stato arrestato.

La donna ha raccontato che per il ragazzo era la prima volta a Milano con quella compagnia di amici. Le aveva detto che sarebbe andato in Duomo, senza che la famiglia immaginasse quanto sarebbe accaduto nel centro cittadino.

Alla preoccupazione per la sorte del figlio si è aggiunto il timore delle conseguenze dell’arresto e delle spese legali. Una situazione che evidenzia anche il peso dell’incertezza per i familiari, chiamati a orientarsi in una vicenda complessa mentre attendono informazioni dagli uffici di polizia.

Le indagini sugli scontri e le posizioni ancora da chiarire

I disordini sono scoppiati durante la manifestazione del Movimento Italia in Piazza e hanno coinvolto diverse strade del centro di Milano, con scontri con le forze dell’ordine, danneggiamenti e saccheggi. La DIGOS sta proseguendo gli accertamenti per identificare altri presunti responsabili degli episodi violenti.

La presenza di giovani provenienti da Monza e dalla Brianza tra le persone accompagnate in Questura non consente, da sola, di attribuire loro la responsabilità di specifiche condotte. Per ciascuno è necessario distinguere la posizione procedurale dagli eventuali comportamenti contestati, che dovranno essere valutati sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.

Le testimonianze dei familiari restituiscono intanto il lato meno visibile di quanto accaduto a Milano: ore di attesa, domande senza risposta e la necessità di comprendere che cosa sia successo ai ragazzi e quali conseguenze dovranno affrontare.

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