Sono più antiche della Villa Reale: presto queste campane torneranno a suonare
Ultimi lavori sulle campane della Villa Reale di Monza: i bronzi del 1771 torneranno a suonare con il restauro dello storico orologio.

Ancora pochi interventi e le campane della Villa Reale di Monza potranno tornare a suonare. Il restauro conservativo che interessa una parte della Reggia del Piermarini è infatti entrato nella fase conclusiva e coinvolge anche i due antichi bronzi collocati sul tetto dell’ala sud.
Le campane risalgono al 1771 e facevano parte del sistema collegato all’orologio della Villa Reale. Con la conclusione dei lavori torneranno quindi a svolgere quella funzione che, in passato, permetteva ai rintocchi di scandire le ore e la vita quotidiana della Reggia.
L’intervento, avviato con il sostegno della Maison Louis Vuitton, riguarda inoltre il grande orologio da torre e la facciata dell’ala sud rivolta verso il cortile d’onore.
Le campane della Villa Reale verso il ritorno in funzione
I lavori sulle due campane sono ormai nella parte finale.
Non si tratta soltanto di recuperare due manufatti storici da conservare sul tetto della Villa, ma anche di riportare in funzione il sistema dell’orologio al quale erano collegate.
Il meccanismo verrà aggiornato attraverso l’installazione di nuovi dispositivi indicati come Swiss Made, governati da una centrale madre oraria con controllo GPS.
La tecnologia moderna prenderà quindi il posto dell’antico sistema per garantire il funzionamento dell’orologio e dei rintocchi.
Il vecchio apparato, però, non verrà eliminato.
Secondo quanto riportato, il sistema meccanico originario è ancora integro e perfettamente conservato e sarà successivamente esposto all’interno di una sala dell’edificio, d’intesa con la Soprintendenza.
Un orologio che scandiva la vita quotidiana della Reggia
Il funzionamento originario era completamente meccanico.
Un sistema di pesi e ingranaggi, ricaricato periodicamente, permetteva all’orologio di mantenere il movimento e comandava automaticamente i rintocchi delle campane.
Quei suoni erano quindi parte della vita quotidiana della Villa Reale e accompagnavano le giornate all’interno della residenza.
Con il nuovo intervento si manterrà la funzione storica del complesso, affidandone però il funzionamento a una tecnologia contemporanea.
È uno degli aspetti più interessanti del restauro: il meccanismo antico verrà conservato come testimonianza storica, mentre l’orologio potrà tornare concretamente a funzionare.
Le campane furono fuse nel 1771 da Bartolomeo Bozzo
A rendere ancora più particolare la storia sono le iscrizioni presenti sui due bronzi.
Le campane furono fuse nel 1771 da Bartolomeo Bozzo, maestro campanaro attivo in numerosi edifici religiosi dell’area milanese.
Una delle marche utilizzate dall’artigiano era “Bartholomeus bozzius medisis fudit”. Un’altra formula con cui firmava le sue opere era invece “bartolomeo bozzo me fecit”.

Nel corso della sua attività Bozzo lavorò per edifici e chiese importanti, tra cui Sant’Ambrogio, Sant’Eustorgio, San Vincenzo in Prato e Santa Maria al Paradiso.
Il suo nome è legato anche al Duomo di Monza.
Le sue campane erano apprezzate, secondo quanto riportato, tanto per la qualità tecnica della fusione quanto per quella acustica.
Il mistero della data: le campane sono più antiche della Villa Reale
C’è poi un particolare che rende la vicenda ancora più interessante.
Le campane portano la data del 1771, mentre la costruzione della residenza destinata all’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Lorena iniziò soltanto nel 1777.
Sei anni di differenza.
Il materiale disponibile non fornisce una spiegazione definitiva e, proprio per questo, la datazione viene indicata come elemento capace di aprire nuovi interrogativi sulla storia dei due bronzi.
Nel 1771 si verificò però un avvenimento importante per la famiglia asburgica.
Il 15 ottobre di quell’anno, il diciassettenne Ferdinando d’Asburgo-Lorena sposò nel Duomo di Milano la ventunenne Maria Beatrice d’Este.
Le nozze furono accompagnate da grandi celebrazioni e, per diversi giorni, le campane dei principali edifici religiosi milanesi suonarono per festeggiare l’ingresso del nuovo governatore.
Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non è però possibile stabilire un collegamento certo tra quelle celebrazioni e le campane successivamente collocate sulla Villa Reale.
Un altro pezzo della Reggia torna a vivere
Il restauro porta quindi verso la conclusione un intervento che unisce facciata, orologio e campane dell’ala sud.
E per Monza il risultato più percepibile arriverà probabilmente proprio dall’alto della Reggia.
Dopo il recupero e la rimessa in funzione dell’orologio, i due bronzi settecenteschi potranno tornare a fare ciò per cui furono costruiti: suonare.
Un piccolo elemento della vita della Villa Reale che, dopo secoli di storia, è pronto a tornare nel presente.
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