Arrivano sempre più visitatori, ma Monza perde negozi: la sfida per salvare il commercio
A Monza gli arrivi turistici crescono del 7,3%, ma tra 2023 e 2025 le attività commerciali calano di 366 unità. I dati e le possibili soluzioni.
Monza conquista sempre più turisti, ma perde pezzi del proprio tessuto commerciale. Mentre aumentano i visitatori e i pernottamenti, il numero delle attività all'ingrosso e al dettaglio continua a diminuire. Negli ultimi due anni presi in esame sono 366 le attività commerciali in meno, un calo vicino all'11%. È il quadro emerso durante la commissione consiliare Bilancio e Attività produttive, dove sono stati presentati i dati sull'andamento dell'economia cittadina.
Una situazione apparentemente contraddittoria: Monza diventa più attrattiva per chi arriva da fuori, ma incontra difficoltà nel mantenere la propria rete commerciale. A illustrare i numeri è stato l'assessore Carlo Abbà, sulla base delle rilevazioni della Camera di Commercio e dell'Istat. Il problema, condiviso anche da altre città italiane, riguarda soprattutto il commercio tradizionale, alle prese con il cambiamento delle abitudini di acquisto e la riduzione del potere d'acquisto delle famiglie.
Monza perde 366 attività commerciali: i numeri della trasformazione
Tra il 2023 e il 2025, le attività di commercio all'ingrosso e al dettaglio presenti a Monza sono passate da 3.363 a 2.997, registrando una diminuzione di circa l'11%. Un arretramento che interessa uno dei settori storici dell'economia cittadina.
Nello stesso tempo, però, altre attività hanno registrato una crescita. Tra il 2018 e il 2024, i servizi alle imprese sono aumentati da 1.489 a 1.761, con un incremento del 18,3%, mentre quelli alla persona sono passati da 2.479 a 2.615, segnando un aumento del 5,5%.
Secondo Abbà, a pesare sul commercio sono soprattutto la diffusione dell'e-commerce, l'inflazione e l'incertezza economica. L'assessore ha richiamato anche la perdita del 10% del potere d'acquisto tra il 2022 e il 2025, evidenziando come il fenomeno non riguardi soltanto Monza. Anche Milano, ad esempio, ha visto diminuire le proprie imprese commerciali, passate da circa 43mila a 36.300 tra il 2018 e il 2025.
Il turismo cresce: oltre 62mila arrivi in sei mesi
Se il commercio fatica, il turismo racconta una storia diversa. Nel primo semestre del 2026 Monza ha registrato 62.399 arrivi, con una crescita del 7,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Ancora più marcato l'aumento dei pernottamenti, passati dai 122.206 del primo semestre 2025 ai 137.445 del 2026, pari a un incremento del 12,5%. La permanenza media dei visitatori supera i due giorni.

A cambiare sono anche le preferenze per il soggiorno. Le strutture extra-alberghiere rappresentano ormai il 41,7% dei pernottamenti, contro il 38,9% dell'anno precedente. Il comparto dispone di 2.289 posti letto, con un tasso teorico di occupazione del 13,9%, mentre gli alberghi contano 918 posti letto e un tasso del 48,5%.
Numeri che confermano la crescente capacità della città di attirare visitatori, ma che aprono anche una questione: come trasformare questa maggiore presenza turistica in benefici per le attività commerciali locali?
Confcommercio: ristoranti favoriti dai turisti, abbigliamento in difficoltà
A sottolineare la necessità di collegare la crescita turistica allo sviluppo economico è Alessandro Fede Pellone, segretario di Confcommercio Monza.
"In città arrivano più persone grazie al turismo, ma ora bisogna capire come trasformare questi numeri in sviluppo", osserva Pellone.
Il settore della ristorazione, secondo il rappresentante dell'associazione, riesce a beneficiare dell'aumento dei visitatori. Diversa la situazione per il commercio tradizionale: "Sono soprattutto i negozi di abbigliamento e accessori a essere in crisi", spiega.
L'aumento degli arrivi turistici, dunque, non produce automaticamente una crescita uniforme delle attività economiche. E il problema non riguarda esclusivamente il centro storico, ma anche le aree periferiche, dove Confcommercio individua ulteriori margini di sviluppo.
Affitti, tasse e negozi sfitti: le possibili soluzioni per Monza
Per rilanciare il commercio cittadino, l'assessore Abbà indica una serie di possibili interventi. Tra questi figurano nuovi spazi di socialità, eventi, iniziative del Distretto urbano del commercio (DUC) e servizi condivisi per la logistica.
L'amministrazione riconosce tuttavia i limiti di un intervento economico diretto a sostegno delle singole imprese. Secondo Abbà, servono anche misure che coinvolgano Stato, Regione e Camera di Commercio, soprattutto sul fronte della fiscalità e degli affitti.
Proprio il costo dei locali è uno dei temi centrali anche per Confcommercio. Tra le soluzioni indicate figurano una minore pressione fiscale, strumenti come la cedolare secca e gli accordi in deroga, oltre alla possibilità di incentivare i pop-up store, ossia negozi temporanei, e altri utilizzi degli spazi commerciali rimasti vuoti.
La sfida per Monza sarà quindi riuscire a far convivere due trasformazioni: da una parte una città che attira sempre più visitatori, dall'altra un commercio tradizionale che deve trovare nuove condizioni per continuare a operare.
Il turismo cresce e i servizi si espandono, ma per le attività commerciali il percorso resta più difficile. Il passo successivo sarà capire come fare in modo che le persone che scelgono Monza per una visita o un soggiorno contribuiscano anche alla vitalità economica delle sue strade.



