Quei cartelli misteriosi a Milano: cosa c’entrano le Olimpiadi
Da giorni a Milano compaiono cartelli con sigle incomprensibili. Non sono per i cittadini: ecco cosa indicano e perché annunciano le Olimpiadi.
Negli ultimi giorni, a Milano e nell’hinterland, stanno comparendo cartelli stradali insoliti, pieni di sigle misteriose e frecce che sembrano parlare un linguaggio in codice. Non indicano vie, quartieri o destinazioni turistiche. E infatti non sono pensati per i cittadini.
Sono segnali legati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e hanno una funzione precisa: guidare l’enorme macchina organizzativa olimpica che si sta mettendo in moto proprio in queste settimane.
Ecco cosa significano davvero.
Perché stanno comparendo questi cartelli ora
Le Olimpiadi non iniziano il giorno della cerimonia inaugurale.
Iniziano anni prima, quando vanno testati percorsi, flussi, logistica, sicurezza e tempi di percorrenza.
Milano sarà uno dei nodi centrali dell’evento, soprattutto per:
- media internazionali
- staff organizzativi
- dirigenti sportivi
- logistica olimpica
- gestione delle delegazioni
Questi cartelli servono a far muovere rapidamente chi lavora ai Giochi, evitando interferenze con la segnaletica tradizionale e riducendo il rischio di errori.
Non è segnaletica per cittadini o automobilisti
Chiariamo subito un punto: non sono indicazioni stradali “pubbliche”.
- Non servono ai residenti
- Non servono ai turisti
- Non sostituiscono i normali cartelli urbani
Sono segnali funzionali interni, pensati per:
- veicoli accreditati
- staff con badge
- trasporti olimpici
- operatori della sicurezza
Dopo l’evento, verranno rimossi o coperti.
OVM – PVM: il cuore della gestione olimpica

La sigla OVM–PVM indica Olympic Venue Management / Paralympic Venue Management.
In pratica:
- uffici di coordinamento
- sale operative
- gestione degli impianti
- controllo degli eventi sportivi
Sono i luoghi dove si prendono decisioni operative in tempo reale.
Chi lavora qui gestisce orari, flussi, emergenze e protocolli.
Se qualcosa va storto, è lì che si interviene.
OFH: gli hotel della “famiglia olimpica”
OFH significa Olympic Family Hotel.
Non sono alberghi qualunque.
Ospitano:
- atleti
- allenatori
- dirigenti
- delegazioni ufficiali
Hanno livelli di sicurezza dedicati, accessi controllati e protocolli specifici.
Le frecce servono a far arrivare rapidamente i mezzi accreditati, evitando percorsi casuali o congestionati.
MMC: il centro nevralgico dei media mondiali
MMC sta per Main Media Centre.
È uno dei luoghi più importanti di tutta l’Olimpiade.
Da lì passano:
- giornalisti
- televisioni
- broadcaster internazionali
- uffici stampa
È il posto dove si costruisce il racconto globale dei Giochi.
Un errore logistico lì significa ritardi, caos e figuracce mondiali.
OLC: il cervello della logistica
OLC significa Olympic Logistics Centre.
Qui succede tutto ciò che non si vede in TV:
- movimentazione dei materiali
- gestione dei mezzi
- accrediti
- forniture
- coordinamento dei trasporti
Il simbolo a bersaglio indica un polo logistico, non una destinazione “visibile”.
È una segnaletica pensata per chi sa già dove deve andare.
Perché usano sigle e non nomi chiari
È una scelta voluta.
- Riduce la confusione per i cittadini
- Evita il sovraccarico informativo
- Permette comunicazioni rapide tra addetti
- Usa un linguaggio standard internazionale
Chi non è autorizzato non ha motivo di seguirli.
Chi è autorizzato li riconosce immediatamente.
Un segnale che le Olimpiadi stanno davvero arrivando
Questi cartelli sono piccoli, ma dicono una cosa enorme: Milano è già dentro l’Olimpiade.
Non è più un progetto astratto.
È una macchina che si sta accendendo pezzo dopo pezzo.
E come sempre, prima arrivano la logistica, l’organizzazione e il lavoro invisibile.
Poi arriverà lo spettacolo.
In sintesi
- Non sono cartelli per cittadini
- Sono segnali tecnici olimpici
- Servono solo a staff e mezzi accreditati
- Spariranno dopo il 2026
Ma intanto raccontano una verità semplice:
le Olimpiadi Milano-Cortina non stanno arrivando.
Sono già qui.



