L'ultimo saluto di Igor Protti: il calcio piange una delle sue storie più vere
La famiglia ha annunciato la scomparsa dell’ex attaccante e ha condiviso il suo ultimo saluto: il cordoglio del calcio italiano.

C’è chi lascia un segno con i gol e chi lo lascia anche nel modo in cui vive il calcio.
Igor Protti apparteneva a questa seconda categoria: un attaccante capace di diventare simbolo, prima ancora che statistiche.
La sua storia sportiva ha attraversato piazze caldissime e momenti molto diversi, ma sempre con la stessa impronta.
Ed è proprio per questo che la notizia della sua scomparsa pesa più di una normale pagina di cronaca.

La famiglia ha annunciato che Igor Protti è morto nella notte. Nel messaggio lasciato dallo stesso ex attaccante e condiviso dai suoi cari si legge:
"Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale.
Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato.
Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato.
Sperando che sia un arrivederci e non un addio".Per chi volesse porgere l’ultimo saluto, dalle 15 di oggi il feretro si troverà presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza.
Igor Protti, una carriera che ha lasciato il segno
Protti è stato uno dei pochi calciatori della storia italiana a riuscire nell’impresa di diventare capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1, con un percorso costruito soprattutto tra Livorno e Bari, le due piazze che più di tutte hanno legato il suo nome alla memoria dei tifosi. Nel 2026 il Comune di Livorno gli aveva consegnato la Livornina d’oro, con una cerimonia partecipata e molto sentita.
Igor Protti e il rapporto con la malattia
Negli ultimi mesi Protti aveva raccontato pubblicamente la sua battaglia contro un tumore al colon. Il 5 luglio 2025 aveva spiegato di aver scoperto la malattia e di aver già affrontato un primo intervento chirurgico e le cure successive; a settembre aveva poi parlato del peggioramento, con il coinvolgimento anche delle vertebre. Da allora non sono mancati attestati di affetto da parte di tifosi, ex compagni e club che lo avevano accompagnato lungo tutta la carriera.



