metro monza

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M5 verso monza: ritardi sotto accusa tra ambiente e salute

I ritardi nel prolungamento della metropolitana M5 fino a Monza finiscono al centro di una nuova polemica. L’associazione HQMonza annuncia un doppio passo formale: un esposto alla Commissione Europea e una denuncia alla Procura.

Al centro della contestazione c’è un legame diretto tra lo stallo dell’opera e l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute pubblica nell’area Milano-nord, che include anche Monza.


Gara d’appalto ancora bloccata: promesse disattese

Secondo l’associazione, negli ultimi mesi si sono susseguite rassicurazioni e scadenze mai rispettate. Il progetto del prolungamento sarebbe pronto e completo dal punto di vista tecnico, ma fermo in attesa del decreto ministeriale finale necessario per avviare la gara d’appalto.

Una situazione che si trascina da circa nove mesi, mentre i tempi complessivi dell’opera restano già molto lunghi: circa un anno per la gara, cinque anni per la realizzazione e un ulteriore anno per collaudi e test.


Inquinamento e decessi: numeri che pesano

HQMonza richiama dati di istituti di ricerca europei per sostenere la propria posizione. Nell’area tra Milano e Monza si registrerebbero ogni anno circa 5mila morti premature legate alle polveri sottili e altre 2mila associate ai livelli elevati di biossido di azoto.

Secondo analisi internazionali, il bacino urbano Milano-nord risulterebbe tra i più colpiti in Europa per mortalità legata all’inquinamento atmosferico.

Un quadro che, secondo l’associazione, rende ancora più urgente la realizzazione di infrastrutture in grado di ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria.


Esposto alla commissione europea e denuncia in procura

Di fronte a quella che viene definita una situazione non più sostenibile, HQMonza ha deciso di passare alle vie formali.

Metropolitana M5
Metropolitana M5

Da un lato è in preparazione un esposto alla Commissione Europea per presunta omissione rispetto agli obblighi comunitari. Dall’altro, una denuncia alla Procura basata sull’articolo 452-bis del codice penale, relativo ai reati ambientali.

Secondo l’associazione, le istituzioni hanno il dovere di adottare misure strutturali e durature per il risanamento dell’aria, come già richiesto anche da sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.


Pressioni sugli enti locali: “servono azioni concrete”

Nel mirino finiscono anche gli enti territoriali. HQMonza sottolinea come, nonostante alcuni segnali di sollecito da parte della Regione Lombardia e interrogazioni parlamentari, la situazione resti ferma.

In particolare, viene chiesto un cambio di passo ai Comuni direttamente coinvolti, a partire da Monza, affinché esercitino una pressione più incisiva per sbloccare l’iter.

L’obiettivo è chiaro: accelerare un’opera considerata strategica non solo per la mobilità, ma anche per la salute pubblica.


Un’infrastruttura chiave per il futuro dell’area milano-nord

Il prolungamento della M5 rappresenta uno degli interventi più attesi per migliorare i collegamenti tra Milano e la Brianza.

Secondo HQMonza, però, il tempo perso rischia di avere conseguenze concrete e misurabili, non solo sul piano dei trasporti, ma anche su quello sanitario e ambientale.