La trasformazione del Monza dopo la fine della gestione Fininvest passa da una filosofia tutta americana, ma con una guida operativa italiana. È questo il quadro tracciato da La Gazzetta dello Sport in un approfondimento dedicato alle proprietà statunitensi delle neopromosse in Serie A, dove il club brianzolo viene indicato come uno degli esempi più significativi del nuovo corso del calcio italiano. Dopo il completamento del passaggio di proprietà al fondo statunitense Beckett Layne Ventures, la società ha avviato un progetto che punta sulla sostenibilità, sulla crescita del settore tecnico e sulla costruzione di un modello destinato a durare nel tempo.

Lauren Crampsie

Monza, il progetto di Beckett Layne Ventures per la Serie A

Lo scorso 26 giugno si è completato il closing che ha sancito il definitivo passaggio del Monza nelle mani del fondo americano Beckett Layne Ventures, chiudendo l'era iniziata con la famiglia Berlusconi.

Secondo quanto ricostruito dalla Rosea, il fondo, fondato nel 2018 da Brandon Berger e Lauren Crampsie – oggi presidente del Monza – opera nei settori dello sport, dei media e dell'intrattenimento.

Pur con una proprietà statunitense, la gestione quotidiana resta affidata a un management italiano. L'amministratore delegato Mauro Baldissoni e il direttore tecnico Francesco Vallone sono infatti i principali riferimenti del nuovo corso, che ruota attorno al progetto denominato "Monza Drive", un nome che richiama uno dei simboli più conosciuti della città nel mondo, la Formula 1.

L'obiettivo dichiarato è costruire un club sostenibile, con una struttura organizzativa condivisa e una crescita che non dipenda esclusivamente dai risultati della prima squadra.

Dal vivaio al mercato: come cambia il modello biancorosso

La strategia illustrata dalla Gazza si fonda su un sistema integrato che coinvolge ogni livello della società.

Il Monza può contare su oltre 40 società affiliate, una rete di scouting che monitora circa 65 mila calciatori e 2 mila allenatori, oltre a una metodologia comune destinata ad accompagnare la crescita dei giocatori dalle giovanili fino alla prima squadra.

«Il club viene prima di tutto, nessuno è al di sopra, tutti devono condividere la stessa modalità operativa», ha spiegato Mauro Baldissoni, sintetizzando la filosofia del nuovo assetto societario.

Anche il mercato segue questa impostazione. Con Ivan Juric in panchina, le prime operazioni del nuovo corso hanno portato agli arrivi di Varela, Mangas, Akinsanmiro, Kouadio e Foe Ondoa, oltre ai riscatti di Lorenzo Lucchesi e Patrick Cutrone, tasselli individuati per costruire una rosa funzionale al progetto tecnico.

Le proprietà americane crescono in Serie A

L'approfondimento de La Gazzetta dello Sport evidenzia come il Monza non rappresenti un caso isolato. In Serie A sono ormai numerosi i club controllati da proprietà statunitensi, una tendenza che coinvolge anche altre neopromosse come Venezia e Frosinone.

Se ogni società interpreta in modo diverso il modello americano, il filo conduttore resta la ricerca di una gestione strutturata, sostenibile e orientata al lungo periodo. Nel caso del Monza, il progetto punta a consolidare la presenza in Serie A attraverso organizzazione, sviluppo del settore tecnico e una visione industriale del club.

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