Parola ai tifosi: approfittiamo della “premiazione” di due tifosi che si sono aggiudicati il premio mensile  del Concorso pronostici Andros Monza, che consiste in un'intervista al nostro sito, per tastare loro il polso sul bel momento dei biancorossi.

Pino Giltri 

Si è aggiudicato il premio per il mese di febbraio ed è in buona posizione nella graduatoria generale del concorso:  

Cosa fai o facevi nella vita oltre a tifare Monza?

Monzese DOC, sono felicemente in pensione da oltre 10 anni, attorniato da quattro nipotini che mi mantengono in grande attività. Sono medico e ho lavorato per oltre trent'anni al nostro Ospedale S.Gerardo.

           Perché hai scelto di tifare proprio per il Monza?

E' la squadra della mia città, ho cominciato a seguirla intorno ai 15 anni, portato al vecchio Sada da mio cugino. Il ricordo preciso più antico che conservo è lo spareggio di Bergamo con il Como per la promozione in serie B, con lo storico gol di Maggioni.

 Cosa ne pensi del Monza attuale? Ce la faremo a risalire in A?

Del Monza di Paolo Bianco penso un gran bene, mi sembra una squadra compatta e coesa che dopo i tentennamenti iniziali ha acquisito grande consapevolezza dei suoi mezzi e si sta calando sempre più nel ruolo di leader della categoria. Credo nella promozione, anche se il lotto delle avversarie è agguerrito e ci sarà da battagliare fino all'ultima giornata.

 Qual è il tuo ricordo più bello legato al Monza?

Vista la mia lunga militanza da tifoso, i ricordi sono tanti, tuttavia non ho mai provato una gioia più grande di quella della sera del 29 maggio 2022 dopo la finale con il Pisa con la promozione in Serie A.

 E, viceversa, qual è stata la tua delusione più grande?

Ricordo ancor oggi con grande dolore 3 sconfitte che vissi da spettatore allo stadio sempre in trasferta, in momenti decisivi per la squadra: a Modena col Monza di Magni, a Portogruaro contro il Venezia col Monza di Asta e, infine la più amara di tutte, col Pisa nella finale segnata dall'invasione di campo degli assatanati tifosi toscani.

Come vivi la partita, da casa o allo stadio?

Dopo quasi trent'anni vissuti da abbonato fedele, quest'anno, dopo l'amarezza della retrocessione 2025, sono rimasto a casa dove, comunque, seguo assiduamente le dirette delle partite. Ma in occasione degli ultimi scontri decisivi, conto senz'altro di ritornare sulle tribune del Brianteo.


C’è stata una partita o un giocatore che ti ha entusiasmato più degli altri?

Per il giocatore, ritorno ai miei primi anni di tifo e metto al primo posto Claudio Sala, il poeta del gol, dotato di una classe cristallina che mi affascinò e che non ho più dimenticato.

Per la partita, cito di nuovo Pisa-Monza di 4 anni fa, per l'emozionante altalena di segnature e per l'esaltante risultato finale.

da Andros ci sono i prodotti ufficiali dell'AC Monza
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Guido Scarampella 

Si è aggiudicato il premio per il mese di gennaio ex-equo con altri due concorrenti:

Cosa fai nella vita oltre a tifare Monza?

Sono Agente di Commercio, vendo lubrificanti nel settore Metal Working.

Perché hai scelto di tifare proprio per il Monza?

Era la squadra della mia città e, poco alla volta, mi sono appassionato. La prima volta fu uno 0-0 contro il Perugia; ero già grandicello, avevo circa 14 anni, e andai con un mio compagno delle medie. Ricordo che a quei tempi c’erano spesso articoli sul Monza anche sui quotidiani nazionali. Poi ho iniziato a conoscere persone che andavano allo stadio e così è diventato un modo per stare assieme e coltivare una passione comune.

 Cosa ne pensi del Monza attuale? Ce la faremo a risalire in A?

Il Monza attuale è ben gestito. Certo, non avere più un presidente-primo tifoso è una sensazione strana:  ci eravamo un po' abituati ma mi pare sia arrivata gente serie, meglio così che in mano a qualche avventuriero, come capitato in un recente passato. Quest’anno mi sarei aspettato una stagione interlocutoria, magari con i play-off da quinti o sesti classificati; invece non hanno svenduto i giocatori e ora ci ritroviamo in una posizione di classifica ottima e con una rosa ben attrezzata. Devo dire che Burdisso non ha sbagliato un solo acquisto. Da tifoso, alla promozione voglio e devo crederci; dai Bagaj!

Qual è il tuo ricordo più bello legato al Monza?

Senza dubbio la vittoria dello spareggio a Pisa che ci ha portato in Serie A. Vedere la squadra della propria città raggiungere il massimo traguardo è un’emozione che ripaga anni di attesa.

E, viceversa, qual è stata la tua delusione più grande?

La retrocessione, il rigore sbagliato da Eddy Bivi in Pescara – Monza (se avessimo vinto, saremmo stati salvi) e il successivo spareggio perso contro il Messina, dopo un arbitraggio scandaloso (Beschin di Legnago).

Come vivi la partita, da casa o allo stadio?

Ora abito a Milano, per cui seguo principalmente da casa, anche se qualche partita a Monza o in trasferta la faccio sempre volentieri. 

C’è stata una partita o un giocatore che ti ha entusiasmato più degli altri?

Lo spareggio vinto a Pisa per la Serie A. Mi è sembrato di vivere un sogno per come è arrivato quel giorno e per l’andamento della partita; una trasferta epica, vissuta come piace a me: viaggio in buona compagnia (uno dei quali era un tifoso, con cui mi avete messo in contatto voi, per organizzare la trasferta a Perugia), pranzetto, visita alla torre con mio figlio e partita. Quando il giorno dopo mi sono svegliato, avevo paura di aver sognato! Di giocatori che mi hanno entusiasmato ne ricordo diversi, però uno che sfruttasse le occasioni come Soragna non lo ricordo più: ogni pallone era un'occasione e i suoi tiri erano sempre nello specchio della porta. Probabilmente non lo ricordano in molti a causa della categoria in cui eravamo quando giocava con noi, ma se andiamo a vedere la percentuale di palloni sfruttati bene, penso sia negli ultimi anni quello con la cifra più alta

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