Quanto siamo davvero felici al lavoro? A Monza l’evento che prova a cambiare il modo di vivere l’azienda
Allo Sporting Club di Monza l’evento HappyEnterprise di MBCIRCLE ha acceso i riflettori su benessere aziendale, inclusione e lavoro sostenibile
Quanto siamo davvero felici nel mondo del lavoro? La domanda è semplice, quasi brutale. Ma in una Brianza abituata a correre, produrre, innovare e inseguire nuovi obiettivi, fermarsi anche solo per porsela non è affatto scontato.
Giovedì 25 giugno, allo Sporting Club di Monza, è andato in scena HappyEnterprise, il seminario promosso da MBCIRCLE e dedicato a imprenditori, manager, responsabili HR e professionisti del territorio. Una mattinata di confronto, raccontata anche nel servizio video realizzato da MonzaNews, per provare a guardare l’impresa da una prospettiva diversa: non solo risultati, numeri e performance, ma anche benessere, chiarezza organizzativa, inclusione e qualità della vita sul posto di lavoro.
Al centro dell’incontro un tema sempre più attuale: costruire ambienti professionali più sostenibili dal punto di vista umano, oltre che economico. Perché il benessere aziendale non può essere soltanto una parola da inserire in una presentazione, ma deve diventare metodo, organizzazione e cultura quotidiana.
HappyEnterprise Monza, il lavoro visto da una prospettiva nuova
L’appuntamento di HappyEnterprise a Monza ha messo attorno allo stesso tavolo mondo dell’impresa, istituzioni, professionisti e realtà impegnate nell’innovazione sociale. Il punto di partenza è stato chiaro: per lavorare meglio non basta aumentare strumenti, riunioni e obiettivi. Serve anche rendere più chiari i processi, più comprensibili i ruoli e più sostenibili le relazioni dentro le aziende.
A portare il saluto istituzionale sono stati anche Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, e Carlo Abbà, assessore al Commercio del Comune di Monza. Una presenza che ha dato ulteriore peso a un tema ormai centrale anche per il territorio: la qualità del lavoro non riguarda solo le singole aziende, ma il futuro stesso del sistema produttivo brianzolo.
Nel servizio video di MonzaNews viene raccontata proprio questa sfida: portare nella Brianza produttiva una riflessione concreta su felicità, organizzazione e inclusione. Una riflessione che non riguarda solo le grandi aziende, ma anche le piccole e medie imprese del territorio, spesso chiamate a gestire cambiamenti sempre più rapidi.
AutAcademy e il modello HappyEnterprise
Protagonista della mattinata è stato il team di AutAcademy, con gli interventi di Fabio Gadina, Simona Ravera e Paolo Ciabattoni, che hanno presentato il modello HappyEnterprise, nato dagli studi sul cervello predittivo e sull’autismo.
Il messaggio emerso è forte: molte inefficienze aziendali non dipendono dalle persone, ma da processi poco chiari, comunicazioni ambigue e contesti che generano un carico cognitivo troppo alto. In altre parole: spesso non è il lavoratore a non funzionare, ma l’organizzazione attorno a lui a rendergli tutto più complicato.
Da qui nasce un cambio di prospettiva interessante anche per le imprese della Brianza. Ciò che è indispensabile per una persona autistica — chiarezza, prevedibilità, comunicazione senza ambiguità — può diventare un vantaggio per tutti.
Meno confusione significa meno stress. Meno ambiguità significa meno errori. E un’organizzazione più chiara può aiutare ogni lavoratore a sentirsi più sicuro, più coinvolto e più efficace.
Benessere aziendale Brianza, inclusione e impresa al centro del confronto
AutAcademy ha portato anche dati e riflessioni su una realtà in crescita nel nostro Paese: quella dei ragazzi e degli adulti nello spettro autistico. Un tema che riguarda la scuola, le famiglie, il mondo del lavoro e le imprese, chiamate oggi a superare una logica puramente assistenziale per costruire percorsi veri di autonomia, formazione e inserimento professionale.
Il tema dell’inclusione nel lavoro diventa così una questione culturale, ma anche organizzativa. Non si tratta soltanto di “inserire” una persona in azienda, ma di creare condizioni in cui quella persona possa esprimere competenze, talento e potenzialità. E spesso, per farlo, bisogna ripensare il modo stesso in cui un’azienda comunica, distribuisce i compiti e accompagna i propri collaboratori.
Tra i momenti più apprezzati della mattinata anche la tavola rotonda con le testimonianze di Katia Saporito, Quality Engineer Manager di Docebo, e Luca Giacobbe, COO di Banca Investis. Due esperienze concrete che hanno mostrato come l’inserimento di collaboratori autistici possa contribuire non solo a un percorso di inclusione, ma anche a migliorare la chiarezza dei processi, l’efficienza dei team e la qualità complessiva dell’organizzazione.
È qui che il tema della “neuroarmonia” diventa qualcosa di più di una definizione: un modo nuovo per leggere le differenze, trasformandole in una leva di crescita e non in un problema da gestire.
MBCIRCLE, imprese e territorio: il percorso riparte in autunno
Per MBCIRCLE, l’evento allo Sporting Club di Monza ha rappresentato anche la conclusione del primo ciclo di seminari del 2026. Un percorso che ha confermato il ruolo della rete come promotrice di una cultura d’impresa capace di mettere insieme innovazione, inclusione, formazione e sviluppo del territorio.
Dopo la pausa estiva, la programmazione riprenderà in autunno, con nuovi appuntamenti e due contest previsti nel mese di ottobre.
Il messaggio finale, però, resta quello più importante: il benessere aziendale non nasce per caso. Si costruisce con ascolto, metodo, organizzazione e capacità di mettere davvero le persone al centro.
E forse proprio da una Brianza abituata a correre può arrivare una domanda nuova: non solo quanto produciamo, ma quanto stiamo bene mentre lavoriamo.
Guarda il servizio video realizzato da MonzaNews con le interviste e il racconto della mattinata.
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