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foto Pagina Facebook Michele Di Gregorio
foto Pagina Facebook Michele Di Gregorio

Michele Di Gregorio, portiere del Monza, ha parlato aTuttosport, dove ha spaziato su vari argomenti.

Ecco le sue dichiarazioni riprese da Tmw, partendo dall'Inter:

"Nel gruppo interista si stava bene, c'era serenità nel lavorare. Un'esperienza che porto con me oggi. Vecchi? Mi preferiva Radu. Se non giochi sei offuscato dalla rabbia e certe scelte non le capisci. Mi ha detto una frase che mi è servita: 'Radu ha più talento, però tu sei un gran lavoratore. È la tua strada, c'è chi arriva prima e chi dopo'".

Dopo la Serie C tra Renate e Novara, il Monza.
"Se ti chiamano Berlusconi e Galliani... Per prima cosa mi hanno detto: 'Dobbiamo andare in A'. Amo le sfide, il messaggio era chiaro a tutti. Ci siamo riusciti e posso dire oggi che sapevo che mi sarei fermato per qualche anno. Monza è casa mia".

Domani il Torino, con cui avete esordito in Serie A.
"Abbiamo celebrato con una maglietta speciale che conservo. La società mi ha fatto fare un quadro apposta per la parata su Radonjic".

C'era chi la pensava riserva di Cragno.
"Quando lo hanno preso umanamente mi ha reso. Ho pensato che non mi sarei dato per vinto. Mi sono allenato forte e sono stato il titolare. Ale (Cragno, ndr) mi piaceva come portiere, l'ho apprezzato anche umanamente quando è arrivato. C'è stata una competizione rispettosa".

Chi è il suo modello?
"I portieri di oggi sono più coinvolti, una linea guida nella fase difensiva. Maignan dà molto in questo senso, ma io mi rivedo in Handanovic. Un esempio negli anni all'Inter, un leader silenzioso".

Cos'è per lei Galliani?
"Il secondo anno di B perdiamo a Perugia quando bastava vincere per salire. Ti aspetti rabbia e nervosismo, lui ci dice che mercoledì andiamo a cena, che faremo i playoff e saliremo in Serie A. Era convinto ed ha aiutato. È molto presente con noi".

E Berlusconi?
"Emozionante incontrarlo di persona, trasmetteva la sua ambizione a tutti. Non è cambiato nulla (dopo la sua morte, ndr): Galliani dice che il presidente avrebbe voluto continuare a combattere, credere, vincere. Se siamo in un contesto così è grazie al presidente: ora a Monza si tifa Monza, non siamo più la seconda scelta".

Sorpreso dalla scelta Palladino?
"Ci veniva a vedere quando allenava la Primavera, mostrava voglia di imparare e carisma. Non abbiamo trovato un sergente ma uno che voleva darci mano in una situazione difficile. Avevamo un punto".

Colpani è da Nazionale?
“Per me sì. Ha qualità e intelligenza, riempie gli spazi, segna in ogni modo. In quattro anni ha avuto una crescita importante”