Il difensore centrale del Monza Luca Ravanelli, fresco di conquista della Serie A (sono quattro ora le promozioni dai cadetti alla massima serie per luo) e dei conseguenti festeggiamenti tra Stadio e centro Monza col bus scopetto, ha rilasciato un'intervista al giornale online il Dolomiti

Ecco alcuni estratti delle dichiarazioni del centrale difensivo, classe 1997 di Montevaccino (frazione di Trento), grande protagonista a livello di prestazioni (33 presenze, impreziosite da 2 gol ed altrettanti assist) anche in questa prima stagione in Brianza.

Monza in Serie A, Ravanelli a il Dolomiti: alcuni estratti

Le promozioni ottenute sono tutte belle, ovviamente diverse tra di loro, ma tutte significative e indimenticabili. Adesso, però, avrei proprio voglia di giocare in Serie A, per vedere se ci posso stare. Mamma mia, venerdì sera abbiamo rischiato veramente grosso. Dopo la vittoria all'andata, forse è subentrato un po' di rilassamento, in modo assolutamente inconscio, e abbiamo fatto fatica, contro un Catanzaro che, giustamente, è venuto qui e ha giocato con lo spirito di chi non ha più nulla da perdere. Insomma, è stata dura, ancora di più per me, visto che ho dovuto guardare la partita dalla panchina dopo l'infortunio patito nel corso del match d'andata. Però, al netto dell'ultima partita, la nostra è una promozione strameritata: abbiamo fatto 76 punti che, se andiamo indietro di quattro-cinque-sei anni, sarebbero bastati eccome per arrivare secondi o addirittura vincere il campionato e salire, dunque, direttamente in Serie A. Ce la siamo sudata sino alla fine, ma il risultato ce lo siamo guadagnato eccome sul campo.

Monza in A, Ravanelli ha poi continuato

Stavolta mi piacerebbe proprio andarci e vedere se posso stare anche "là sopra". Il desiderio l'ho sempre avuto, ovviamente, e tale possibilità non mi è mai stata concessa. Lo scorso anno, invece, sono stato io ad accettare la proposta del Monza e ho scelto di tornare in Serie B, anche se mister Nicola mi aveva detto che nella rosa ci sarei potuto stare. Non sarei partito con i "galloni" del titolare, ma me la sarei giocata, però ho avuto qualche problema con il direttore sportivo e, allora, quanto è arrivata la proposta del mio attuale club non ci ho pensato su nemmeno un secondo. Monza è una piazza fantastica, il centro sportivo di Monzello è il più bello nel quale ho avuto modo di lavorare e non ha nulla da invidiare a quello dei top club italiani e c'era la volontà di tornare subito in A. Per me non è stato un declassamento ma una grande sfida da affrontare e vincere. Rifarei questa scelta cento volte. A livello personale mi sento di aver fatto un ottimo campionato, peccato per i playoff, ai quali sono arrivato con qualche problemino fisico che mi ha condizionato e non poco. La "ciliegina" sulla torta è stato l'infortunio patito a Catanzaro nella partita d'andata, che mi ha costretto a saltare il ritorno, però sono soddisfatto e contento di aver dato il mio contributo alla causa. Per me, da difensore, è motivo d'orgoglio che la nostra difesa sia la seconda meno battuta del campionato alle spalle del Venezia. Sono sempre stato umile e semplice e non vedo perché devo cambiare, anche se vinco un campionato, due, tre, quattro. Secondo me la differenza la fanno le persone che hai al tuo fianco, la famiglia, ma anche la fidanzata e gli amici. Tutti mi trasmettono sempre grande normalità e sono esattamente lo stesso ragazzo che, giovanissimo, ha lasciato il Trentino per andare a Parma, poi si è trasferito a Sassuolo e, successivamente, ha iniziato il proprio cammino nel calcio dei grandi.

Monza in A, Ravanelli sulla città di Monza

E' una città molto bella. All'inizio, lo ammetto, avevo un po' paura perché pensavo, non conoscendola, che fosse un "quartierone" di Milano e io, insomma, sono un amante della montagna, del verde, degli spazi aperti. Mi piace rilassarmi all'aria aperta. E sono rimasto piacevolmente stupito: ho preso casa vicino al Parco, che è enorme e meraviglioso e nel quale mi "immergo", leggendo un libro, quando voglio staccare. E anche il centro è veramente splendido. Scelta "top" anche da questo punto di vista. La mia famiglia e i miei amici sono venuti a Monza per la sfida decisiva contro il Catanzaro e ho festeggiato anche con loro. E io, un paio di volte, sono andato a vedere loro che giocano nel Montevaccino, in Seconda Categoria.

Monza in A, Ravanelli sui social e il futuro

I social li uso pochissimo e non mi diverte nemmeno guardarli. Non mi piacciono proprio. La playstation, invece, è un hobby e, da quel punto di vista, sono un po' "nerd". Adesso che convivo con la mia fidanzata, nasce qualche discussione. Ma, come ho detto, preferisco divertirmi in modo più semplice, forse sono un po' "all'antica", ma va benissimo così. L'importante adesso è riposarsi. Festeggio, recupero, mi godo gli affetti e poi vediamo cosa mi riserverà il futuro. Non ho fretta.

Per leggere l'intervista integrale: (clicca qui) 

Festeggiamenti

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