Troppi gol al passivo, occorre invertire il trend. La mia ricetta è molto semplice: giocare con un centrocampista in più
Il punto di Paolo Corbetta dopo la sconfitta interna col Napoli
Troppi gol al passivo, occorre invertire il trend. La mia ricetta è molto semplice: giocare con un centrocampista in più.
Mi spiace dover ripetere lo stesso concetto su cui insisto da diverse settimane, ma anche la gara con il Napoli ha evidenziato che il Monza ha un problema enorme di non facile soluzione.
La squadra di Juric combatte, ci mette l’anima, non si arrende mai, non sfigura davanti ad avversari ben più quotati. Ma subisce gol quasi ad ogni incursione dell'avversario di turno. E per fortuna che tra i pali c'è un signor portiere, anche ieri sera incolpevole in occasione di ogni gol del Napoli ed autore di un paio di parate clamorose che hanno evitato di subire un punteggio da set tennistico.
E allora, che fare? Non sta a me dirlo, c'è un allenatore esperto che si chiama Ivan Juric, in cui ho la massima fiducia. Io posso solo continuare a proporre la mia ricetta, quella in cui la medicina si chiama centrocampo a cinque. Prendo atto che il tecnico croato ha dichiarato che “lo schema 3-5-2 sarebbe per me una sconfitta perché significa non essere più propositivi”.
Monza, occorre invertire il trend
Potrei dire a mister Juric che l’Inter gioca con questo schema, ma non mi pare che quella nerazzurra sia una squadra poco propositiva. Comunque sia, Juric è il tecnico del Monza, io sono solo uno che esprime un parere per tentare di invertire il trend che vede il Monza subire una rete ogni 37 minuti ed essere ad oggi la formazione con più gol al passivo al pari del Sassuolo. Penso che la vera sconfitta, l’unica che conta all’atto pratico, sia quella che si matura sul campo, quella che il Monza ha subito in 6 giornate su 9 in questo scorcio iniziale del campionato.
C'è tuttavia, occorre prenderne atto, un solo enorme ostacolo che rende difficile l’utilizzo di uno schieramento tattico diverso da quello finora sempre proposto da Juric. L'ostacolo è che, giocando col modulo 3-5-2, la batteria di trequartisti di cui è ricco l'organico biancorosso (Robinson, Ngonge, Zeballos, Colpani, Forson e, all'occorrenza, Mota e Cutrone) non avrebbe molto spazio.
Ad eccezione proprio di Mota e Cutrone che agirebbero da seconda punta al fianco di quell’inaspettato fenomeno che si sta rivelando essere Gustavo Varela. Io non penso che con un atteggiamento tattico più prudente l’attaccante portoghese sarebbe penalizzato. E quando là davanti hai uno come lui, i gol arrivano. Ma servono a poco se dietro continui a subire in quantità smisurata.
Posso comprendere che tale filosofia di gioco possa piacere poco a Juric, ma, fino a prova contraria, sono i risultati a fare la classifica. La forma è sempre importante, ma la sostanza lo è molto di più.
Paolo Corbetta

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