Monza da record: i numeri del Tempio della Velocità
Velocità, vittorie, pubblico e primati: scopri i numeri che hanno trasformato l'Autodromo di Monza nel leggendario Tempio della Velocità.

Lo chiamano Tempio della Velocità e non è semplicemente un soprannome.
Alla vigilia del GP d'Italia 2026 abbiamo raccolto alcuni numeri che spiegano perché l'Autodromo Nazionale Monza rappresenti un luogo unico nella storia della Formula 1.
1922: l'anno in cui nasce Monza
L'Autodromo venne costruito nel 1922, diventando il terzo circuito permanente al mondo dopo Brooklands e Indianapolis.
L'inaugurazione ufficiale avvenne il 3 settembre. Una settimana più tardi, il 10 settembre, Monza ospitò il secondo Gran Premio d'Italia automobilistico.
5,793 chilometri
È la lunghezza dell'attuale circuito utilizzato dalla Formula 1.
La gara viene disputata sulla distanza di 53 giri, per oltre 306 chilometri complessivi.
250,706 km/h
È la velocità media mantenuta da Max Verstappen nel GP d'Italia 2025.
Il pilota Red Bull completò la gara in 1h13'24"325, stabilendo il record del Gran Premio più veloce nella storia del Mondiale di Formula 1.
Il precedente record apparteneva a Michael Schumacher e resisteva dal 2003.
Naturalmente era stato stabilito anche quello a Monza.
1'18"792
È il tempo con cui Verstappen conquistò la pole position nel 2025.
Un giro percorso a una velocità media impressionante, che conferma quanto Monza continui a rappresentare il riferimento assoluto quando si parla di velocità in Formula 1.
1'20"901
È invece il giro più veloce in gara dell'attuale configurazione, realizzato da Lando Norris nel 2025.
La media? 257,781 km/h.
20 vittorie Ferrari
Nel 2024 Charles Leclerc ha regalato alla Ferrari la ventesima vittoria a Monza.
Un numero storico: Ferrari è diventata la prima squadra nella storia della Formula 1 a vincere venti volte sullo stesso circuito.
5 vittorie per Schumacher
Michael Schumacher ha vinto cinque volte il GP d'Italia a Monza con la Ferrari: 1996, 1998, 2000, 2003 e 2006.
Un rapporto speciale quello tra il campione tedesco e il circuito brianzolo, iniziato trent'anni fa con la vittoria del 1996.
0,01 secondi
Monza è velocità, ma anche scie e arrivi in volata.
Il GP d'Italia 1971 rimane uno degli esempi più incredibili.
Peter Gethin vinse davanti a Ronnie Peterson con appena 0,01 secondi di vantaggio. I primi cinque piloti arrivarono racchiusi in appena 0,61 secondi.
Quella gara vide otto diversi leader e 26 cambi ufficiali al comando.
10 chilometri
Per comprendere quanto fosse differente l'automobilismo del passato basta ricordare la configurazione utilizzata dopo la ricostruzione del 1955.
Unendo il circuito stradale alla pista di alta velocità si otteneva un tracciato complessivo di 10 chilometri, comprendente le spettacolari curve sopraelevate.
Oggi quelle strutture rappresentano uno dei simboli più affascinanti dell'Autodromo.
369.041 presenze
Non sono soltanto le monoposto a stabilire record.
Nel 2025 il GP d'Italia ha registrato 369.041 presenze complessive durante il weekend, oltre il 10% in più rispetto all'anno precedente.
Solo nella giornata di domenica furono registrati oltre 122 mila spettatori.

Una sola assenza dal 1950
Il Mondiale di Formula 1 nasce nel 1950.
Da allora il Gran Premio d'Italia si è corso a Monza ogni anno tranne uno: 1980, quando la gara venne disputata a Imola.
Un dato che spiega meglio di molti altri quanto Monza sia parte integrante della storia del Campionato del Mondo.
I numeri raccontano una leggenda
1922, 5,793 km, oltre 250 km/h di media, venti vittorie Ferrari, quasi 370 mila presenze.
Ma i numeri raccontano soltanto una parte della storia.
Per capire davvero Monza bisogna trovarsi sul rettilineo quando ventidue monoposto arrivano alla prima variante, camminare sotto le vecchie sopraelevate o vedere migliaia di tifosi correre verso il podio al termine della gara.
È allora che si comprende perché, dopo oltre un secolo, questo circuito continui a essere chiamato semplicemente:
il Tempio della Velocità.



