infortunio
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C’è un sottile confine tra la perseveranza e il destino avverso, e Alessio Cragno sembra purtroppo trovarsi nel bel mezzo di una tempesta perfetta. Dopo otto mesi di stop forzato a causa della rottura del tendine d’Achille, il portiere fiesolano stava finalmente assaporando il ritorno alla normalità. Ma il destino, nel turno infrasettimanale di Serie B tra Reggiana e Südtirol, ha presentato un conto salatissimo proprio nel momento meno opportuno.

Un rientro spezzato: i segnali preoccupanti

Dopo l'ottimo ritorno contro il Venezia, Cragno era stato confermato tra i pali dal tecnico Castori. Al minuto 65', però, il buio: un'uscita fuori dall'area, apparentemente innocua, si è trasformata in un incubo. Il portiere ha avvertito un dolore acuto, lo stesso che lo aveva tormentato per quasi un anno, chiedendo immediatamente il cambio.

Le parole del tecnico Fabrizio Castori nel post-partita pesano come macigni e non lasciano spazio a facili entusiasmi:

"Speriamo non sia una recidiva, però i segnali non sono belli".

La paura è che il tendine d'Achille abbia ceduto nuovamente, proprio mentre l'ex portiere del Monza stava ritrovando fiducia e continuità in Alto Adige.

Fair Play d'altri tempi: Tommaso Fumagalli come Di Canio

In una serata così amara per la carriera di Cragno, il calcio ha saputo però mostrare il suo volto più nobile e umano. Protagonista assoluto, insieme allo sfortunato portiere, è stato l’attaccante della Reggiana Tommaso Fumagalli, autore di un gesto di sportività che ha immediatamente fatto il giro del web, riportando alla memoria il celebre episodio di Paolo Di Canio in Everton-West Ham del 2000.

La dinamica è stata quasi surreale: mentre Cragno si accasciava a terra alzando il braccio per il dolore, Fumagalli si è ritrovato il pallone tra i piedi con la porta completamente sguarnita davanti a sé. Nonostante il risultato fosse ancora in bilico (il Südtirol era in vantaggio per 1-0) e il gol avrebbe potuto riaprire il match, l’attaccante emiliano non ha avuto dubbi. Invece di calciare, si è fermato a pochi metri dalla linea di porta, allargando le braccia per interrompere il gioco e permettere i soccorsi all'avversario.

È stata una scelta di cuore, capace di imporsi sul professionismo esasperato e sulla foga del risultato a ogni costo. Un gesto che ha commosso lo stadio, scatenando applausi scroscianti da parte di tutti i tifosi e attirando i ringraziamenti sinceri dei compagni di Cragno e del collega Micai, che hanno subito riconosciuto la straordinaria caratura morale dell'avversario.

Cosa succederà ora?

Mentre il Südtirol festeggia una vittoria schiacciante per 4-0, l’attenzione rimane tutta sulle condizioni mediche del suo numero uno. Cragno ha lasciato il campo sulle sue gambe, seppur sconsolato, ma solo gli esami strumentali delle prossime ore chiariranno se si tratti di un semplice problema muscolare o della temuta recidiva al tendine.

Per un portiere che ha sfiorato la Nazionale e difeso i pali di Monza e Cagliari, l'augurio di tutto il mondo del calcio è che questo sia solo un piccolo intoppo in un percorso di rinascita già troppo tortuoso.