Un vecchio sito industriale, terreni da bonificare e, più avanti, un edificio residenziale con parcheggi pubblici. In via Silvio Pellico 41, a Monza, si prepara a cambiare volto un’area oggi dismessa, sulla quale il Comune ha appena compiuto un passaggio decisivo: il progetto di bonifica è stato approvato e la Conferenza dei Servizi si è conclusa positivamente, sia pure con una serie di prescrizioni tecniche.

Il provvedimento riguarda il sito identificato come MB033.0116, dove le indagini ambientali hanno accertato la presenza di contaminazione nel terreno in alcuni punti dell’area. Prima di pensare a ruspe, nuove costruzioni e parcheggi, insomma, bisognerà fare i conti con quello che è rimasto sotto terra.

E i numeri non sono piccoli: il progetto prevede la rimozione di circa 405,6 metri cubi di materiale, pari a 689,5 tonnellate.

Dall’ex sito industriale a case e parcheggi pubblici

Oggi in via Pellico 41 si trovano un capannone industriale dismesso, una palazzina adibita a uffici e uno spazio esterno in parte pavimentato.

Il futuro immaginato per quest’area è molto diverso. Il progetto edilizio prevede infatti la demolizione delle strutture esistenti e la successiva realizzazione di un edificio residenziale, dotato anche di piano interrato, insieme a parcheggi pubblici.

Ma la trasformazione urbanistica dovrà aspettare. La priorità, stabilita dagli atti comunali, è riportare il terreno entro i limiti previsti dalla normativa per le destinazioni che avrà domani.

Cosa è stato trovato nel terreno

Le verifiche ambientali sono andate avanti attraverso più fasi, dalle prime indagini al piano di caratterizzazione svolto anche in contraddittorio con ARPA Lombardia.

Negli accertamenti sono emersi, in punti specifici del sito, superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione. La documentazione tecnica di ARPA riporta, tra gli elementi rilevati nelle diverse campagne di indagine, superamenti riferiti a metalli come cromo, nichel, piombo e mercurio, con limiti differenti a seconda della futura destinazione delle varie porzioni dell’area.

La parte nord, quella destinata all’edificio residenziale, dovrà infatti rispettare i parametri più restrittivi previsti per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale. La zona sud, prevista come parcheggio pubblico, viene invece valutata secondo i limiti previsti per la destinazione commerciale e industriale, a condizione che venga effettuato il frazionamento catastale prescritto dal Comune.

Tre scavi per portare via il terreno contaminato

La soluzione scelta è quella più concreta: scavare e rimuovere il terreno interessato, per poi conferirlo a un impianto autorizzato di trattamento o recupero.

Sono previste tre distinte aree di scavo, individuate sulla base delle indagini effettuate nel sito. Complessivamente si stima la rimozione di 689,5 tonnellate di materiale.

Il progetto, presentato per conto di Edil System Srl, ha ricevuto le valutazioni di Provincia di Monza e Brianza, ARPA Lombardia e ATS Brianza. Gli enti hanno posto condizioni e prescrizioni che sono state recepite nel provvedimento comunale.

ARPA, in particolare, ha chiesto controlli anche durante e dopo gli scavi, con campionamenti del fondo e delle pareti, riservandosi la possibilità di aumentare punti e profondità delle verifiche qualora durante i lavori emergessero nuove evidenze.

Prima la bonifica, poi il cantiere edilizio

Il via libera non significa che da domani possano partire le costruzioni. Anzi.

Il Comune ha stabilito espressamente che nelle aree interessate dalla bonifica non potranno essere svolte altre attività edilizie non necessarie alla bonifica stessa fino alla certificazione finale rilasciata dalla Provincia di Monza e Brianza.

Prima dell’avvio dovrà inoltre essere presentata e accettata una polizza fideiussoria da 25.315 euro. I lavori di bonifica dovranno partire entro 90 giorni dal ricevimento del provvedimento ed essere conclusi entro sei mesi dall’inizio, salvo eventuali proroghe.

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La data di apertura del cantiere dovrà essere comunicata ad ARPA, Provincia, ATS e Comune con almeno 15 giorni di anticipo.

Solo al termine delle operazioni arriverà il vero esame: analisi, certificati, documentazione sul materiale rimosso e controlli serviranno a dimostrare che gli obiettivi di bonifica sono stati effettivamente raggiunti.

Via Pellico 41, dunque, è destinata a cambiare. Ma prima di costruire il nuovo bisognerà sistemare ciò che il vecchio ha lasciato nel terreno. E su questo, almeno negli atti, non sono previste scorciatoie.