L'ayatollah Ali Khamenei sarebbe morto nell'attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi a Teheran. La notizia è stata rilanciata dal Times of Israel citando fonti israeliane, secondo cui il corpo della Guida Suprema iraniana sarebbe stato recuperato dalle macerie del compound colpito dai raid.

Secondo le stesse ricostruzioni, un'immagine del corpo sarebbe stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu e al presidente americano Donald Trump. L'emittente israeliana Channel 12 sostiene che il complesso residenziale della Guida Suprema sarebbe stato distrutto da decine di bombe.

Le comunicazioni a Washington

Negli stessi momenti, l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, avrebbe informato diversi funzionari americani dell'uccisione dell'ayatollah. A riferirlo è Axios, che parla di aggiornamenti diretti forniti ai vertici politici a Washington.

trump

Per ore, tuttavia, la sorte di Khamenei è rimasta incerta. Le informazioni diffuse da Israele hanno progressivamente rafforzato la tesi della morte della Guida Suprema.

Le dichiarazioni di Netanyahu

Nel pomeriggio italiano, il premier Netanyahu ha parlato pubblicamente dell'operazione affermando che il sito dove si trovava "il tiranno che ha diffuso il terrorismo nel mondo" è stato distrutto. Le sue parole hanno contribuito ad alimentare l'ipotesi della morte di Khamenei.

La versione di Teheran

Dall'Iran, però, sono arrivate comunicazioni contrastanti. Un portavoce del ministero degli Esteri ha dichiarato che sia Khamenei sia il presidente Masoud Pezeshkian sarebbero "sani e salvi".

Teheran ha confermato invece che, nell'attacco al compound, sarebbero morti il genero e la nuora della Guida Suprema.

Una situazione ancora fluida

Le notizie diffuse da Israele e le smentite provenienti dall'Iran delineano uno scenario ancora in evoluzione. La dinamica dell'attacco, l'entità dei danni e le eventuali conseguenze politiche restano al centro dell'attenzione internazionale, in un contesto già segnato da forte tensione tra le parti.