Inter-Monza sarà subito un esame importante per la squadra di Ivan Juric. Sabato 22 agosto alle 18.30, a San Siro, i biancorossi affronteranno i campioni d’Italia di Cristian Chivu, reduci da una pre-season positiva e da una rosa profondamente rinnovata in alcuni reparti. Il pronostico parte inevitabilmente dalla parte nerazzurra. Ma l’Inter, pur essendo la squadra da battere, presenta alcune situazioni che il Monza può provare a mettere sotto pressione. Non vere e proprie “debolezze”, quanto zone e momenti della partita nei quali i biancorossi possono cercare di fare male.

Fasce e transizioni: dove il Monza può provare a colpire

Il primo elemento da osservare è la fascia destra dell’Inter. Dopo la partenza di Denzel Dumfries, passato al Real Madrid, la fascia destra dell'Inter non ha ancora un cvero e proprio “proprietario”. I nerazzurri hanno inserito Djed Spence; l’inglese porta caratteristiche importanti, ma deve ancora inserirsi completamente nei meccanismi della squadra. L'alternativa, ad oggi la soluzione più probabile, è Diouf, il francese l'anno scorso l'ha vissuto da seconda linea, mentre ad oggi si è ritrovato ad essere il titolare, almeno per ora, sulla fascia dell'Inter: ecco che potrebbe dover ancora trovare la confidenza e la condizione giusta, andando leggermente in difficoltà nei 90 minuti. Per il Monza potrebbe quindi essere interessante provare ad attaccare quella zona, soprattutto nelle ripartenze. L’obiettivo non sarebbe tanto mettere costantemente in difficoltà uno tra Diouf o Spence, quanto costringere l’Inter a difendere rapidamente dopo una perdita di palla. La transizione è infatti uno degli aspetti sui quali gli avversari dell’Inter hanno cercato maggiormente di lavorare nella passata stagione. Ed è proprio qui che il Monza potrebbe avere una delle sue occasioni migliori.

Il Monza non deve pressare sempre: deve scegliere quando farlo

La squadra di Juric non può pensare di aggredire l’Inter per novanta minuti. La qualità della costruzione nerazzurra, con giocatori come Alessandro Bastoni e i centrocampisti capaci di creare superiorità, renderebbe rischioso un pressing senza equilibrio. La chiave potrebbe quindi essere scegliere i momenti in cui alzare la pressione. Recuperare palla e verticalizzare immediatamente potrebbe essere più utile che provare a dominare il possesso. Il Monza ha già mostrato contro l’Avellino, nel 3-0 del 14 agosto, di poter essere efficace proprio quando riesce a recuperare il pallone e attaccare rapidamente. Naturalmente il livello dell’avversario sarà completamente diverso, ma il principio resta valido: meno tempo l’Inter avrà per sistemarsi, più possibilità avrà il Monza di sorprenderla.

Una difesa cambiata: il fattore dell’affiatamento

Un altro aspetto da tenere d’occhio riguarda la difesa. In estate l’Inter ha salutato giocatori importanti come Stefan de Vrij, Francesco Acerbi e Matteo Darmian, mentre sono arrivati nuovi elementi tra cui John Stones e Djed Spence.  La rosa, sulla carta, resta di altissimo livello. Ma ogni cambiamento comporta un periodo di adattamento. Per il Monza questo può diventare interessante soprattutto se riuscirà a muovere rapidamente la difesa nerazzurra, alternando gioco sulle fasce e attacchi verticali. Non è una questione di qualità individuale: è soprattutto una questione di automatismi.

La chiave della partita

Alla fine, la domanda non è se l’Inter abbia un punto debole evidente. Non lo ha. Il Monza può però provare a cercare alcune crepe: la fascia destra dopo la partenza di Dumfries, gli spazi che possono aprirsi durante le transizioni e gli eventuali problemi di affiatamento di una difesa rinnovata. La strategia più logica sembra quindi chiara: difendere con ordine, scegliere bene quando pressare e attaccare rapidamente gli spazi appena recuperato il pallone. Contro i campioni in carica servirà quasi la partita perfetta. Ma per il nuovo Monza di Juric, San Siro rappresenta anche il primo test per capire quanto la squadra sia già pronta per il livello della Serie A.

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