Sette persone hanno cinque giorni per lasciare l'ex Centro di Accoglienza Giovanni Paolo II di via Tazzoli, a Monza. Il sindaco ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente che dispone lo sgombero dell'immobile per ragioni di sicurezza, dopo che i sopralluoghi degli enti competenti hanno evidenziato condizioni di degrado igienico-sanitario e accumuli abusivi di rifiuti. Il provvedimento arriva alla vigilia dell'apertura del cantiere di riqualificazione dell'edificio, prevista per la prossima settimana.

L'intervento interesserà la struttura di via Tazzoli 29, in concessione alla Cooperativa Sociale Monza 2000, e prevede un investimento complessivo di 2,3 milioni di euro. Il progetto di coprogettazione, già approvato dal Consiglio comunale, entra così nella fase operativa. Le prime lavorazioni saranno propedeutiche alla rimozione delle parti in amianto presenti nell'immobile, un passaggio che rende necessario liberare gli spazi interessati dai lavori.

Centro di accoglienza di Monza, 89 persone ricollocate: sette rifiutano le alternative

Dei 96 ospiti presenti nella struttura, 89 hanno già trovato una sistemazione alternativa. Secondo quanto comunicato dal Comune di Monza il 16 ottobre, per 17 persone seguite dai Servizi Sociali sono state messe a disposizione residenze temporanee idonee, mentre gli altri ospiti ricollocati hanno individuato ulteriori soluzioni abitative.

Resta tuttavia irrisolta la situazione degli ultimi sette ospiti, che, stando alla comunicazione dell'amministrazione, hanno finora rifiutato tutte le alternative proposte. Per loro l'ordinanza firmata dal sindaco il 15 ottobre stabilisce un termine di cinque giorni per lasciare l'edificio, così da consentire lo sgombero dell'area e l'avvio degli interventi programmati.

Rifiuti abbandonati e degrado: cosa hanno scoperto i controlli

La decisione dell'amministrazione è stata adottata anche alla luce degli accertamenti condotti da ATS, Settore Ambiente del Comune e Guardie Ecologiche Volontarie. Durante i sopralluoghi è stata riscontrata una situazione di degrado igienico-sanitario, accompagnata dalla presenza di quantitativi di rifiuti accumulati abusivamente nell'area destinata al cantiere.

monza

Il Comune ha quindi disposto lo sgombero per motivi di sicurezza. Alla Cooperativa Sociale Monza 2000 spetterà il compito di provvedere alla rimozione e allo smaltimento di tutti i rifiuti presenti, oltre al ripristino dello stato dei luoghi. Le operazioni dovranno essere completate entro sette giorni dallo sgombero.

Lavori da 2,3 milioni di euro: si parte con gli interventi sull'amianto

La riqualificazione dell'ex Centro di Accoglienza Giovanni Paolo II rappresenta l'ultima fase di un percorso amministrativo già avviato nei mesi scorsi con l'approvazione della coprogettazione da parte del Consiglio comunale.

Il cantiere prenderà il via nella settimana successiva al 16 ottobre, inizialmente con le attività preparatorie necessarie alla rimozione delle parti contenenti amianto. L'investimento complessivo previsto per la riqualificazione ammonta a 2,3 milioni di euro.

Prima dell'avvio delle lavorazioni sarà necessario completare la liberazione dell'immobile e affrontare la situazione dei rifiuti presenti nell'area. Il Comune non ha indicato ulteriori dettagli sulle modalità di esecuzione dello sgombero nel caso in cui le sette persone ancora presenti non lascino spontaneamente la struttura entro il termine stabilito.