Tre volte in pericolo di vita: come la Chirurgia Vascolare del San Gerardo ha salvato un 85enne
Tre emergenze in quattordici anni, un intervento particolarmente complesso e un nuovo lieto fine all'ospedale di Monza.
Tre volte in pericolo di vita, tre volte salvato dalla Chirurgia Vascolare dell'ospedale San Gerardo di Monza. Protagonista della vicenda è un uomo di 85 anni, arrivato per la terza volta in quattordici anni ad affrontare una gravissima complicanza legata a un aneurisma dell'aorta addominale. L'ultimo episodio si è verificato nel 2026, quando il paziente è stato ricoverato d'urgenza al Pronto Soccorso della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori con fortissimi dolori addominali.
Gli accertamenti hanno evidenziato una nuova rottura dell'aorta, questa volta provocata dal distacco della ricostruzione chirurgica effettuata nel 2024. Una situazione potenzialmente letale, che ha richiesto l'intervento immediato dell'équipe di Chirurgia Vascolare diretta dal dottor Vittorio Segramora.
L'operazione, particolarmente complessa, è riuscita perfettamente. Il paziente è stato dimesso dopo pochi giorni in buone condizioni di salute, tornando alla propria quotidianità dopo aver superato un'altra emergenza.

San Gerardo, tre interventi in quattordici anni per salvare il paziente
La storia clinica dell'85enne comincia nel 2012, quando il San Gerardo era già intervenuto per trattare un voluminoso aneurisma dell'aorta addominale. In quell'occasione era stata utilizzata una tecnica endovascolare, con l'inserimento di un'endoprotesi: una sorta di rivestimento interno del vaso sanguigno, progettato per escludere l'aneurisma dal normale flusso di sangue senza dover sostituire chirurgicamente l'intero tratto di aorta interessato.
Il trattamento aveva funzionato per diversi anni. Nel 2024, però, l'endoprotesi aveva perso la propria efficacia. Secondo quanto ricostruito dall'ospedale, il paziente non si era sottoposto ai controlli periodici previsti dopo l'intervento. L'aneurisma si era così nuovamente rotto, provocando una grave emorragia interna.
Anche in quella circostanza l'uomo era stato trasportato d'urgenza al San Gerardo. I chirurghi avevano dovuto rimuovere la precedente endoprotesi, trattare l'aneurisma e ricostruire l'aorta attraverso un innesto aorto-aortico.
Sembrava che la vicenda fosse arrivata alla conclusione. Nel 2026, invece, una nuova complicanza ha riportato l'85enne in sala operatoria. Questa volta il problema riguardava proprio la ricostruzione eseguita nel 2024: si era verificato un distacco anastomotico, ovvero una separazione nel punto in cui il tessuto dell'aorta era stato collegato chirurgicamente all'innesto. La conseguenza era stata una nuova rottura aneurismatica.
L'intervento ibrido della Chirurgia Vascolare: endoprotesi e bypass
Per affrontare la terza emergenza, l'équipe guidata dal dottor Vittorio Segramora ha scelto una strategia ibrida, combinando chirurgia endovascolare e tradizionale.
Da una parte, attraverso l'inguine, è stata inserita una nuova endoprotesi tubulare all'interno della precedente ricostruzione. Contemporaneamente, i chirurghi hanno realizzato un bypass per ripristinare un adeguato afflusso di sangue agli arti inferiori.
Una procedura complessa, affrontata in emergenza e resa possibile dalla disponibilità di tecnologie, competenze specialistiche e personale qualificato.
«È un caso singolare e particolarmente complesso – spiega il dottor Segramora, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare dell'IRCCS San Gerardo –. La prima cosa che questa vicenda ci ricorda è quanto siano importanti i controlli nel tempo dopo un intervento di chirurgia vascolare. Anche quando un intervento è stato eseguito con successo, possono verificarsi, a distanza di anni, complicanze che devono essere individuate e trattate tempestivamente».
Il direttore della Chirurgia Vascolare sottolinea anche che le complicanze tardive sono rare, ma possono presentarsi persino dopo procedure eseguite correttamente, soprattutto nel trattamento endovascolare degli aneurismi.
Segramora ha voluto ringraziare tutti i professionisti coinvolti: «Il risultato favorevole, però, non è mai il risultato di una sola persona: è il frutto di un lavoro di équipe che coinvolge numerose professionalità».
Dall'assistenza iniziale garantita da AREU al trasporto in ospedale, dal riconoscimento dell'emergenza da parte del Pronto Soccorso all'attivazione dell'Anestesia e Rianimazione, fino ai chirurghi vascolari, al personale di sala operatoria e ai Tecnici di Radiologia: ogni passaggio è stato determinante.
San Gerardo unico ospedale della provincia nel Gruppo A per le patologie aortiche
La vicenda dell'85enne mette in evidenza anche il ruolo dell'ospedale monzese nella rete regionale dedicata alla chirurgia vascolare.
Con la deliberazione regionale n. XII/6657, Regione Lombardia ha istituito la nuova Rete di Chirurgia Vascolare per la presa in carico dei pazienti con patologie dell'aorta. La classificazione dei centri tiene conto di diversi parametri, tra cui competenze specialistiche, tecnologie disponibili, volumi di attività ed esiti delle procedure.
La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza è stata inserita nel Gruppo A, il livello di maggiore complessità. Si tratta della categoria riservata ai centri in grado di affrontare l'intero spettro delle patologie aortiche, sia toraciche sia addominali, comprese le procedure più complesse con endoprotesi personalizzate e ramificate.
Il San Gerardo risulta inoltre l'unico ospedale della provincia di Monza e Brianza inserito in questa categoria, secondo quanto comunicato dalla struttura sanitaria.
«Essere inseriti tra i centri di Gruppo A significa assumersi una responsabilità importante: essere pronti a trattare anche le patologie aortiche più complesse e le emergenze che richiedono un elevato livello di specializzazione, tecnologie avanzate e un'organizzazione capace di intervenire rapidamente», conclude Segramora.
Una vicenda conclusa positivamente, ma che lascia anche un'indicazione importante: dopo un intervento per aneurisma dell'aorta, i controlli periodici restano fondamentali per individuare tempestivamente eventuali complicanze.
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