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Il legame indissolubile di Elio Vittorini e Ginetta Varisco

Il 12 febbraio 1966 segnava la fine del viaggio terreno di Elio Vittorini, maestro indiscusso della letteratura italiana del Novecento. Nonostante le battaglie contro un implacabile male, la sua ultima volontà non era quella di riposare nella sua Sicuracusa natale, né nella Milano che lo vide concludere il suo percorso di vita, bensì a Concorezzo, in Brianza, accanto alla sua amata Ginetta Varisco.

Concorezzo: crocevia di destini e amori proibiti

Elio Vittorini
Elio Vittorini

Negli anni '30, l’incontro tra Vittorini e Ginetta Varisco, erede di una famiglia industriale di Concorezzo, avrebbe segnato l’inizio di un amore tanto proibito quanto indomabile. Entrambi già legati da matrimoni non felici, si trovarono uniti da un sentimento che avrebbe superato ogni barriera sociale e legale dell’epoca.

Un amore al di là delle convenzioni

Nonostante le restrizioni dell’Italia del tempo, che non riconosceva il divorzio, Vittorini e Ginetta riuscirono a liberarsi dei loro precedenti legami in Svizzera. Dagli anni '50, vissero insieme a Milano, condividendo passioni, ideali liberali e un’intensa vita culturale, fianco a fianco con giganti come Hemingway e Calvino.

La tomba di Concorezzo: simbolo di un amore eterno

La tomba dello scrittore a Concorezzo non è solo un luogo di riposo, ma il simbolo di un amore che ha trascinato con sé storie, passioni e ideali di un’intera epoca. È qui che Vittorini, dopo aver espresso il desiderio in una lettera, riposa accanto a Ginetta, nella cappella di famiglia dei Varisco.

La memoria di questo amore così potente e genuino è oggi custodita non solo nella tomba, ma anche nei giardini della biblioteca di Concorezzo, dedicati dalla comunità locale a questi due straordinari protagonisti della storia culturale italiana.

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