Una gara da quasi 1,25 miliardi di euro, un aumento dell’offerta di circa il 25% e un piano che prevede l’acquisto di 657 nuovi autobus, dei quali 240 elettrici. È il progetto con cui l’Agenzia del Trasporto pubblico locale di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia vuole riorganizzare i collegamenti automobilistici del bacino a partire dal 1° gennaio 2028.

La procedura, pubblicata all’inizio di maggio, è suddivisa in quattro lotti e avrà una durata di sette anni. Due ambiti riguardano direttamente la Brianza: il lotto dedicato al Nord-Ovest milanese e alla Brianza occidentale, del valore di 367,9 milioni di euro, e quello relativo al Nord-Est milanese e alla Brianza, da 334,5 milioni.

La gara interessa i servizi interurbani e suburbani delle province coinvolte, oltre al servizio urbano di Lodi. Resta invece escluso il trasporto urbano di Monza, che viene affidato attraverso una procedura autonoma.

Due lotti della maxi gara coinvolgono Monza e la Brianza

Il valore complessivo indicato per l’affidamento è di 1,248 miliardi di euro. La suddivisione territoriale comprende quattro aree:

  • Sud-Ovest milanese, per 179,8 milioni di euro;
  • Nord-Ovest milanese e Brianza occidentale, per 367,9 milioni;
  • Nord-Est milanese e Brianza, per 334,5 milioni;
  • Sud-Est milanese, Lodi e Lodigiano, per 366,1 milioni.

La configurazione è stata studiata per rendere ciascun lotto autonomo dal punto di vista operativo e consentire la partecipazione alla gara anche a operatori diversi dai principali gestori già presenti sul territorio.

Per Monza e la Brianza, il nuovo assetto dovrebbe incidere soprattutto sui collegamenti interurbani, sulle direttrici dei pendolari e sull’integrazione con le stazioni ferroviarie e il sistema tariffario STIBM.

Non rientrano invece nella gara i servizi urbani del Comune di Monza, così come quelli di Milano e Pavia.

Più corse e oltre 44 milioni di chilometri ogni anno

Uno degli obiettivi principali è l’aumento delle percorrenze complessive. Il servizio dovrebbe passare dagli attuali 34,9 milioni di vetture-chilometro annui a circa 44,4 milioni, con una crescita media dell’offerta vicina al 25%.

L’incremento dovrebbe concentrarsi principalmente:

  • sui collegamenti diretti verso Milano;
  • sulle linee utilizzate dai pendolari;
  • sulle coincidenze con il servizio ferroviario regionale;
  • sui collegamenti trasversali tra i diversi poli urbani;
  • nelle aree interessate da una crescita della popolazione residente.

Orari e frequenze dovranno essere ripensati per rendere gli autobus più competitivi rispetto all’automobile privata e meglio integrati con i treni di Trenord e con la rete metropolitana milanese.

Il progetto prevede inoltre una nuova organizzazione della rete, distinta tra linee primarie, secondarie e terziarie, insieme all’introduzione di servizi flessibili nelle zone dove la domanda è più bassa.

In arrivo 657 nuovi autobus, 240 saranno elettrici

Il rinnovo della flotta è uno degli elementi più rilevanti dell’intera gara. All’avvio dei nuovi contratti, previsto per il 1° gennaio 2028, saranno necessari complessivamente 1.076 autobus.

La distribuzione prevista è la seguente:

  • 159 autobus per il lotto 1;
  • 338 per il lotto 2;
  • 254 per il lotto 3;
  • 325 per il lotto 4.

La maggior parte dei mezzi sarà composta da autobus da 12 metri. Sono inoltre previsti veicoli articolati da 18 metri, autobus medi, superlunghi e corti.

Prima dell’inizio del servizio, i nuovi gestori dovranno acquistare 484 autobus, dei quali 99 finanziati con contributi pubblici e 385 attraverso risorse proprie degli operatori.

Durante i sette anni di affidamento dovranno poi essere sostituiti altri 173 mezzi arrivati al termine della propria vita tecnica. Il totale raggiungerà così 657 nuovi autobus.

Un terzo della flotta sarà elettrico alla fine del contratto

Il bando prevede l’acquisto di 240 autobus elettrici, finanziati con fondi pubblici che copriranno l’80% del loro valore.

Per gli altri 417 mezzi non viene invece imposta un’alimentazione precisa. Saranno i gestori a scegliere la tecnologia, rispettando i requisiti della gara e le normative in vigore.

Alla fine dei sette anni, la flotta dovrebbe essere composta per il 33% da autobus elettrici e per il restante 67% da veicoli ibridi o diesel Euro VI.

L’obiettivo è ridurre l’età media dei mezzi, migliorare l’affidabilità del servizio e offrire autobus più confortevoli, limitando allo stesso tempo consumi ed emissioni.

Puntualità, pulizia e informazioni influiranno sui compensi

La gara introduce anche un nuovo modello contrattuale, definito “gross cost incentivante”.

Il rischio legato agli incassi dei biglietti resterà in capo all’ente affidante, mentre gli operatori riceveranno un corrispettivo per il servizio prodotto. Una parte della remunerazione dipenderà però dal raggiungimento di specifici standard di qualità.

Saranno valutati, tra gli altri elementi:

  • puntualità e regolarità delle corse;
  • affidabilità del servizio programmato;
  • disponibilità dei mezzi;
  • pulizia degli autobus;
  • qualità percepita dai passeggeri;
  • funzionamento dei sistemi tecnologici;
  • informazioni fornite agli utenti;
  • trasmissione dei dati operativi.

Gli operatori che garantiranno prestazioni migliori potranno ricevere incentivi, mentre il mancato rispetto degli standard potrà comportare penalizzazioni.

Autobus controllati attraverso dati in tempo reale

I nuovi affidatari dovranno fornire all’Agenzia un flusso costante di informazioni sull’andamento del servizio.

Il sistema dovrebbe consentire di controllare quasi in tempo reale la posizione dei mezzi, la regolarità delle corse, il numero dei passeggeri e il funzionamento degli strumenti destinati all’informazione dell’utenza.

I dati serviranno sia a verificare le prestazioni dei gestori sia a migliorare la futura pianificazione delle linee.

La digitalizzazione rappresenta quindi una parte centrale della gara, insieme all’aumento delle corse e al rinnovo del parco autobus.

Clausola sociale per tutelare i lavoratori

Il bando prevede anche una clausola sociale per proteggere il personale impiegato nei servizi interessati dal cambio di gestione.

scioperot rasporti

In caso di subentro di un nuovo operatore, i lavoratori dovranno essere trasferiti dal gestore uscente all’aggiudicatario nel rispetto della normativa e del Contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri.

La misura punta a garantire la continuità del servizio e a conservare le competenze maturate dagli addetti.

Offerte entro il 30 settembre, servizio dal 2028

Le aziende interessate dovranno presentare le proprie offerte entro il 30 settembre 2026. Successivamente inizierà la valutazione tecnica ed economica delle proposte.

I nuovi contratti dureranno sette anni e dovrebbero partire il 1° gennaio 2028. Prima del subentro, i gestori selezionati dovranno organizzare il personale, predisporre gli investimenti e acquistare i mezzi richiesti.

Per la Brianza, la gara promette un aumento consistente del servizio interurbano e suburbano. L’impatto reale sui singoli comuni e sulle diverse linee potrà però essere valutato soltanto quando saranno disponibili il disegno dettagliato della rete, gli orari e le frequenze previste per ciascun collegamento.

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