Il fotoreporter milanese che arriva a Vimercate e resta incantato dal suo ponte più antico
Dal racconto storico alla videoproiezione artistica, il Ponte di San Rocco torna protagonista grazie allo sguardo di chi lo ha scoperto oggi.
Tra storia, memoria e identità, i luoghi simbolo delle città raccontano spesso vicende che attraversano i secoli. Architetture antiche, tradizioni popolari e interventi contemporanei convivono in un dialogo continuo capace di restituire significati nuovi al patrimonio esistente.
Anche nei centri della Brianza non mancano esempi in cui passato e presente si intrecciano, offrendo a cittadini e visitatori occasioni di scoperta inattese. In questi contesti, la valorizzazione culturale diventa uno strumento per rileggere ciò che il tempo ha trasformato o cancellato.
È proprio attraverso iniziative artistiche e narrazioni condivise che alcuni monumenti tornano al centro dell’attenzione pubblica, recuperando il loro ruolo originario nella vita della comunità.
Un caso recente arriva dal territorio vimercatese, dove un ponte storico è tornato protagonista grazie a un progetto capace di unire ricerca, emozione e tecnologia.

Storia del Ponte di San Rocco a Vimercate tra origini romane e leggenda
Nel corso di un video pubblicato su LinkedIn dal fotoreporter Andrea Cherchi, viene raccontato il Ponte di San Rocco di Vimercate, definito come un luogo di grande fascino storico e artistico.
Secondo quanto spiegato da Giovanni Fumagalli, il Ponte di San Rocco ha origini romane: le arcate e l’ossatura risalgono infatti al III secolo d.C., lungo l’asse del decumano est-ovest che conduceva verso l’esterno della città. In epoca medievale la struttura fu fortificata e rialzata in due fasi, diventando una delle sette porte medievali del borgo, allora circondato da mura in parte ancora visibili.
Al ponte è legata anche una leggenda seicentesca collegata alla peste che colpì il Nord Italia. Durante una processione con la statua della Madonna, portata dalla chiesa principale lungo l’attuale via Cavour, si narra che la statua si rivoltò verso la chiesa una volta giunta sul ponte. I fedeli, impressionati dalla scena, riportarono la statua all’interno dell’edificio sacro e, secondo la tradizione, la peste cessò in quel momento.
Videoproiezione artistica sul Ponte di San Rocco tra memoria e installazione
Il racconto prosegue con la presentazione di una videoproiezione realizzata per restituire alla città un frammento della propria memoria storica e artistica. Il progetto è stato sviluppato insieme ai tre artisti locali Stefano, Giovanni ed Emilio Gianni e rievoca dipinti oggi quasi del tutto scomparsi, circa il 90% del totale, realizzati nel 1856 dal pittore milanese Gaetano Barrabini.
L’installazione, inaugurata circa un mese fa, ha suscitato forte emozione nello stesso Fumagalli già alla vista del primo bozzetto. Le immagini proiettate mostrano San Rocco, indicato come protettore degli animali, la Madonna col Bambino al centro – in riferimento al miracolo legato alla peste – Santo Stefano, patrono di Vimercate, e infine San Cristoforo.
L’iniziativa, raccontata nel video di Cherchi, rappresenta così un modo per riportare alla luce la storia del Ponte di San Rocco attraverso una narrazione visiva contemporanea capace di coinvolgere la comunità.



