Ramadan 2026 al via: date, regole e come si vive (anche in Brianza)
Il mese sacro tra digiuno, preghiera e comunità locale: cosa succede davvero tra lavoro, iftar e solidarietà quotidiana.
Il mese del digiuno resta uno dei momenti più intensi e riconoscibili del calendario religioso mondiale: non è solo astinenza dal cibo, ma un tempo di riflessione, preghiera e incontro. In molte comunità locali questo periodo diventa occasione per rinsaldare legami, scoprire tradizioni altrui e mettere alla prova lucidità e resistenza quotidiana. In Brianza la presenza di famiglie e lavoratori musulmani rende il tema vicino: nei cantieri, nelle fabbriche e negli oratori si avverte già l’atmosfera di preparazione. Prima di ogni dettaglio pratico, vale la pena capire cosa rende questo mese così singolare nelle abitudini di chi lo vive.
Ramadan, osservazione della luna e calendario
Sarà la luna a decidere, come sempre. Questo pomeriggio alle 17:20 l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Unione Astrofili Italiani e il Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma si collegano in diretta (anche su Google Meet) per avvistare la prima falce di luna crescente. Se tutto va come previsto dagli astronomi, il Ramadan 1447 AH inizierà stasera al tramonto di martedì 17 febbraio oppure domani sera 18 febbraio, con il primo giorno di digiuno mercoledì 18 (o giovedì 19). Finirà intorno al 19-20 marzo.
Da noi in Brianza, tra un capannone di Lissone e una ditta di Desio, tanti colleghi e vicini vivono già da ore questo conto alla rovescia. E non è solo “digiuno”: è un mese che mette alla prova corpo, anima e portafoglio.
Come si vive il Ramadan 2026 in Brianza: suhur e iftar
La vita quotidiana durante il Ramadan 2026 si articola su rituali ormai consolidati: la sveglia dell’suhur all’alba, il digiuno dall’alba al tramonto e la cena di rottura, l’iftar, che spesso arriva come momento comunitario. In molte famiglie brianzole l’iftar è condiviso in famiglia o al centro: il Centro Islamico di Monza organizza cene e serate aperte che favoriscono l’incontro con i non musulmani. La pratica richiede adattamenti: lavorare con turni di 8-10 ore mantenendo il digiuno è una prova fisica non indifferente, e la solidarietà tra colleghi diventa fondamentale (pausa coperta, caffè al tramonto, ecc.).
Regole, esenzioni e numeri: digiuno, esenzioni e dati ISMU
Non tutti sono obbligati a digiunare: sono esentati bambini, malati, donne in gravidanza o in allattamento, anziani fragili e chi svolge lavori pesanti. Chi non può osservare il digiuno per motivi documentati può recuperare i giorni o fare la fidya (donazione per sfamare chi è in bisogno). Sul piano statistico, nel mondo ci sono circa 2 miliardi di musulmani; in Italia, secondo i dati ISMU del 2025, gli stranieri di fede musulmana sono circa 1,7 milioni (a cui aggiungere i cittadini italiani di origine musulmana). In Lombardia la comunità è tra le più numerose e i centri di preghiera sul territorio sono molto frequentati.
La dimensione sociale in Monza e in provincia: comunità e convivenza
Nella vita sociale brianzola il Ramadan 2026 è anche occasione di scambio culturale: eventi come “Saperi e Sapori” nascono proprio per far incontrare parrocchiani e musulmani intorno a tavole comuni. A Monza e nei comuni limitrofi (tra cui Desio e Lissone) la convivenza è praticata da anni: dall’iftar in oratorio a iniziative comuni per scoprire abitudini alimentari e religiose. L’Oratorio di San Biagio è tra i luoghi che ospitano momenti condivisi e iniziative interreligiose.
Curiosità e giorni chiave: Laylat al-Qadr e tradizioni locali
Tra le notti del mese, la Laylat al-Qadr — prevista intorno al 16-17 marzo 2026 — è considerata “migliore di mille mesi” e molti musulmani la passano in preghiera. La parola Ramadan richiama antiche radici arabe che parlano di caldo e aridità: una memoria delle prime pratiche nel deserto. In Brianza, il mese tende a nutrirsi anche di scambio: si scopre che il couscous può convivere con la polenta taragna, e che piccoli gesti sul posto di lavoro hanno grande valore.



