È morto a Roma il regista Tinto Brass, maestro del cinema erotico italiano. Si è spento la mattina del 4 novembre 2026, intorno alle 10:30. 

A darne notizia sono stati la moglie, Caterina Varzi, e i figli Bonifacio e Beatrice. I funerali, secondo quanto riferito dall’ANSA, si svolgeranno in forma privata.

Le condizioni di salute del cineasta erano da tempo critiche. Negli ultimi mesi la moglie aveva raccontato le difficoltà affrontate dal regista, costretto a vivere nella sua abitazione di Isola Farnese, alle porte di Roma, in seguito a due frane che avevano reso impraticabile la strada d’accesso.

La situazione aveva complicato anche l’accesso alle cure mediche. Per raggiungere la strada era necessario percorrere una scalinata di 141 gradini, un ostacolo per Brass, che aveva bisogno di assistenza.

Lo scorso maggio, dopo un aggravamento delle sue condizioni, l’intervento dei soccorsi aveva evitato conseguenze più gravi. Dopo il ricovero in ospedale, il regista era rientrato nella sua casa. La famiglia aveva anche scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per segnalare la situazione.

Morto Tinto Brass, dagli inizi a Parigi alla Nouvelle Vague

Nato a Milano il 26 marzo 1933, Tinto Brass si laureò in giurisprudenza a Venezia. I suoi primi film affrontarono temi sociali e sperimentali: tra questi ‘Chi lavora è perduto’, incentrato sulla ribellione giovanile, e i successivi ‘Col cuore in gola’, ‘L’urlo’ e ‘Nerosubianco’, usciti tra il 1967 e il 1969.

Tinto Brass, il maestro del cinema erotico italiano

Nel corso della sua carriera Brass ha costruito uno stile riconoscibile, diventando uno dei nomi più noti del cinema erotico italiano. Regista, sceneggiatore e montatore, ha attraversato decenni di cinema lasciando un’impronta personale e spesso controversa.

Tinto Brass, 5 curiosità sulla sua vita che pochi conoscono

Tinto Brass è uno dei registi più conosciuti e controversi del cinema italiano. Celebre soprattutto per le sue pellicole erotiche, ha attraversato oltre sessant'anni di storia del cinema, costruendo una carriera ricca di incontri, provocazioni e successi. Ma dietro il personaggio pubblico si nascondono aspetti della sua vita che molti non conoscono. Ecco cinque curiosità su Tinto Brass che raccontano un volto meno noto del celebre regista veneziano.

Il suo vero nome non è Tinto Brass

Non tutti sanno che il vero nome del regista è Giovanni Brass. Nato a Milano il 26 marzo 1933, ha compiuto 93 anni nel 2026. Il soprannome Tinto gli venne dato da bambino e richiama il celebre pittore veneziano Tintoretto. Un nome destinato a diventare famoso nel mondo del cinema italiano.

Prima del cinema erotico lavorò con Roberto Rossellini

La carriera di Tinto Brass è iniziata molto lontano dalle pellicole che lo hanno reso celebre. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza, si trasferì a Parigi, dove lavorò alla prestigiosa Cinémathèque française.

Successivamente collaborò con importanti registi, tra cui Roberto Rossellini e Joris Ivens. I suoi primi lavori erano caratterizzati da una forte componente sperimentale, politica e provocatoria.

Il suo primo film ebbe problemi con la censura

Nel 1963 Brass realizzò il suo primo lungometraggio, In capo al mondo, che incontrò difficoltà con la censura.

Secondo quanto raccontato dallo stesso regista, gli venne chiesto di modificare il film. Brass decise invece di ripresentarlo senza cambiamenti sostanziali, ma con un titolo differente: Chi lavora è perduto.

Un episodio che testimonia il suo rapporto spesso conflittuale con le convenzioni e le regole del cinema dell'epoca.

Sua moglie era la figlia del fondatore dell'Harry's Bar

Un aspetto meno conosciuto della vita privata di Tinto Brass riguarda il matrimonio con Carla Cipriani, soprannominata Tinta.

Carla era la figlia di Giuseppe Cipriani, fondatore del celebre Harry's Bar di Venezia, uno dei locali più famosi al mondo.

La coppia rimase unita per circa mezzo secolo e dal matrimonio nacquero due figli, Beatrice e Bonifacio. Carla, che collaborò anche professionalmente con il marito, morì nel 2006.

Nel 2017 il regista si è sposato con Caterina Varzi.

È stato anche giurato al Festival di Berlino

Prima di essere identificato soprattutto con il cinema erotico, Brass aveva conquistato una notevole considerazione internazionale per il suo stile sperimentale.

Nel 1972 entrò nella giuria del Festival internazionale del cinema di Berlino, uno degli appuntamenti cinematografici più prestigiosi del mondo.

Nel 2002 la Cinémathèque française gli dedicò inoltre una retrospettiva dal titolo Elogio della carne, riconoscendo il valore e l'originalità del suo percorso artistico.

La storia di Tinto Brass, dunque, non è soltanto quella di un regista provocatorio, ma anche quella di un autore che ha attraversato epoche e generi molto differenti, lasciando un segno riconoscibile nel cinema italiano.

Con la sua scomparsa, il cinema italiano perde una figura eccentrica e anticonvenzionale, capace di dividere pubblico e critica e di trasformare l’erotismo in una cifra centrale del proprio percorso artistico.

Brass
Foto YouTube 

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