San Gerardo di Monza tra i centri lombardi per la chirurgia dell’aorta
L’ospedale brianzolo inserito nel Gruppo A della nuova rete regionale, riservato alle strutture in grado di trattare l’intero spettro delle patologie aortiche
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Il San Gerardo di Monza sarà uno dei punti di riferimento della Lombardia per il trattamento delle patologie dell’aorta, comprese le situazioni più complesse. La Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori è stata inserita da Regione Lombardia nel Gruppo A della nuova Rete regionale della Chirurgia Vascolare, approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso.
Il nuovo modello punta a rendere più omogenea, sicura ed efficace l’assistenza, indirizzando ogni paziente verso la struttura più adatta in base alla complessità della patologia, alle competenze disponibili, alle tecnologie, ai volumi di attività e agli esiti delle cure.
Il San Gerardo nel Gruppo A della rete lombarda
Il Gruppo A riunisce i centri capaci di trattare l’intero spettro delle patologie aortiche. Ne fanno parte 17 strutture lombarde, tra le quali il San Gerardo di Monza.
Questi ospedali possono intervenire anche sui casi più complessi e utilizzare tecniche avanzate, comprese le endoprotesi personalizzate o ramificate. Per il trattamento della patologia aortica, i centri individuati devono garantire in via generale almeno 30 interventi all’anno, eseguiti con chirurgia tradizionale o con procedure endovascolari, oltre alla capacità di gestire le eventuali complicanze.
L’inserimento nel livello più completo della rete riconosce quindi al presidio monzese un ruolo di primo piano nella presa in carico dei pazienti con malattie acute e croniche dell’aorta.
Come funzionerà la nuova Rete della Chirurgia Vascolare
La rete è articolata in tre gruppi con funzioni differenti. Oltre ai centri del Gruppo A, il Gruppo B comprende quattro strutture autorizzate a trattare la patologia dell’aorta addominale. Nel Gruppo C rientrano invece gli ospedali di Cremona e Sondalo, mantenuti per garantire tempi di risposta adeguati in territori con condizioni geografiche particolari e percorrenze più lunghe verso gli altri centri.
La posizione delle due strutture del Gruppo C sarà rivalutata entro dodici mesi sulla base dei volumi di attività e degli esiti clinici.
Il sistema prevede inoltre percorsi condivisi tra ospedali e professionisti. Nei casi di emergenza dovrà essere assicurato il trasferimento tempestivo del paziente verso il centro in grado di effettuare il trattamento necessario. La rete della Chirurgia Vascolare lavorerà in collegamento con le altre reti dell’area cardio-cerebro-vascolare, comprese quelle dedicate a infarto, ictus e riabilitazione cardiovascolare.
Dal 2027 gli interventi solo nei centri individuati
La riorganizzazione entrerà pienamente a regime il 1° gennaio 2027. Da quella data, le strutture pubbliche e private accreditate che non figurano nei Gruppi A, B o C non potranno erogare a carico del Servizio sanitario regionale gli interventi sulla patologia aortica previsti dal nuovo modello.
Secondo Bertolaso, la nuova rete servirà a rafforzare il collegamento tra le strutture e a garantire risposte più tempestive, soprattutto nelle emergenze. L’assessore ha precisato che l’obiettivo non è togliere servizi ai territori, ma organizzare meglio competenze e professionalità per offrire cure più sicure e di qualità.
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