Berlusconi
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Alla vigilia di Monza-Udinese, abbiamo provato a fare un esercizio particolare: immaginare che cosa direbbe oggi Silvio Berlusconi vedendo il Monza nuovamente in Serie A, ma con una nuova proprietà e all’inizio di un capitolo completamente diverso della propria storia.

Una precisazione fondamentale: quella che segue è un’intervista immaginaria, un esercizio narrativo realizzato da MonzaNews. Le risposte non sono dichiarazioni reali di Silvio Berlusconi e non devono essere considerate o attribuite come tali.

Un modo per ricordare il presidente che, insieme ad Adriano Galliani, acquistò il Monza nel 2018 e lo accompagnò dalla Serie C fino alla prima storica promozione in Serie A.

“Vedere il Monza in Serie A fa sempre piacere”

Presidente, sabato si giocherà Monza-Udinese: che effetto le farebbe vedere di nuovo il Monza in Serie A con un’altra proprietà?

«Sicuramente fa grande piacere vedere il Monza tornare nel campionato che merita, la Serie A. Noi abbiamo fatto un capolavoro sportivo, portando i biancorossi dalla C alla massima serie per la prima volta nella storia, ed è qualcosa che resterà per sempre nella storia. Ora è giusto si apra questo nuovo capitolo.

Vedere oggi una nuova proprietà fa un certo effetto al cuore, è normale; ma l’importante è che chi è arrivato dopo di noi conservi la nostra stessa ambizione e voglia di sognare in grande».

Dalla Serie C alla A: “Sapevamo esattamente cosa fare”

Quando nel 2018 acquistò il Monza, pensava davvero di poterlo portare in Serie A? E oggi sarebbe soddisfatto di quello che ha costruito?

«Certo che ci pensavo, altrimenti non avrei deciso di comprare il club. Quando, con il dottor Galliani, abbiamo deciso di comprare il Monza l’abbiamo fatto con un solo obiettivo: quello di portarlo ai vertici del calcio italiano.

Sapevamo che la strada era lunga, ma sapevamo esattamente cosa fare. E oggi, guardando indietro, sono assolutamente soddisfatto: abbiamo fatto qualcosa che non era mai riuscito a nessuno in 110 anni di storia».

Il rapporto con Galliani: “Molto più di un collaboratore”

Che cosa ha rappresentato Adriano Galliani in questa seconda avventura nel calcio?

«Adriano è molto più di un collaboratore, è un fratello, un amico straordinario con cui ho condiviso i più grandi successi della mia vita imprenditoriale e sportiva.

Senza di lui tutto questo non sarebbe stato neanche immaginabile. E poi è stato lui a propormi di comprare il Monza: se oggi il Monza è a questi livelli lo deve soprattutto a lui, non bisogna mai dimenticarlo».

Il ritorno immediato in Serie A

Presidente, come avrebbe vissuto la scorsa stagione del Monza in Serie B e che emozione avrebbe provato nel vederlo tornare subito in Serie A?

«Sarebbe stato un campionato duro, difficile, una vera e propria battaglia. Vederli lottare, soffrire e poi riconquistare la Serie A al primo colpo sarebbe stata un’emozione fortissima, di quelle che fanno battere il cuore.

Il DNA che avevamo trasmesso alla società era un DNA sano, forte, vincente. Ritornare subito nella massima serie dimostra che il Monza non è stato una meteora, ma una realtà solida, organizzata, fatta per durare. L’auspicio è che questa promozione sia solo l’inizio».

Berlusconi e il governo Meloni: la risposta che possiamo immaginare

L’intervista immaginaria si sposta infine anche sul terreno politico.

Presidente, Giorgia Meloni governa ormai da diversi anni. Si riconoscerebbe nelle scelte di questo governo?

«Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Giorgia Meloni, all’interno della coalizione di centrodestra che abbiamo contribuito a costruire e a portare al successo. Il governo sta lavorando con impegno in una fase storica complessa e la stabilità che sta garantendo al Paese è un valore importante».

Parole, è bene ribadirlo, immaginate e non realmente pronunciate da Silvio Berlusconi. Un piccolo gioco giornalistico per provare a guardare il Monza di oggi attraverso la voce e lo stile di uno dei presidenti che hanno cambiato per sempre la storia del club biancorosso.

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