“Il Monza può, vuole e sa ma non deve dare nulla per scontato”.
Schegge cartesiane vibrano nel pensiero di Paolo Bianco, nel cuore di una mentalità fatta di idee, valori e intenzioni. Il calcio non vive del suo verbo, ma nelle dinamiche di campo e nella voglia di conquistare il risultato. A ogni costo: dando tutto per la maglia, con testa, anima e trasporto.
"Giocare senza tifosi è come ballare senza musica": nel mantra di Eduardo Galeano scorre sangue pallonaro di gente e passione, coi tifosi a sostenere – cantando (e dedicando un coro al Mister) - i giocatori sul rettangolo verde.
Nella settimana (santa della tv) di Sanremo, i biancorossi trasformano la sana “Ossessione” (Samurai Jay) in azione, battendo tra le mura amiche dell’U-Power Stadium la Virtus Entella. 
2-0 costruito e consolidato nella ripresa, completando la partitura di un match contratto e spigoloso nel primo tempo. Ancora una volta le mosse di Bianco fanno la differenza e le scelte dalla panchina producono gli effetti desiderati: con le sostituzioni e un booster di forze fresche il Monza si regala una notte da capolista. 
In testa non a Caso, ma con Giuseppe, l’uomo che sposta l’equilibrio della partita e propizia il sesto successo dei brianzoli nelle ultime 8 giornate. Assist illuminante per Azzi - alchimista dei secondi 45’ – e un paio di cioccolatini per il 2-0 che, però, non vengono scartati dai compagni. Ma il raddoppio si concretizza nel recupero, con Matteo Pessina a suggellare una prestazione romantica – in tandem con l’altro brianzolo Leonardo Colombo - e a consegnare al Monza tre punti fondamentali per la classifica. 

Un match in crescendo, sotto tutti gli aspetti: nel ritmo, nel palleggio, nell'espressione della manovra, nelle giocate corali e nella lucidità delle scelte (come dichiarato da Chiappella in conferenza stampa).

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L'allenatore del Monza Paolo Bianco - Foto MorAle

Monza in crescendo, Entella in calando

“Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra che si vincono i campionati”.
La sintesi di Michael Jordan è l'emblema di ogni sport di squadra. Il talento risolve, ma è il lavoro a farlo brillare.
Lavoro che il Monza sta portando avanti con costanza seguendo, passo dopo passo, i principi del suo allenatore.

Dopo il colpo esterno di Carrara, i biancorossi ospitano in casa la Virtus Entella, predatrice all'andata con l'1-0 firmato da Franzoni su rigore.

Bianco vara l'1-3-5-2: Thiam tra i pali; Birindelli, Delli Carri, Carboni in difesa; Colpani esterno a tutta fascia insieme ad Azzi, con Colombo, Pessina e Hernani nel mezzo (e il brasiliano spesso tra le linee), Petagna e Cutrone in avanti.

Chiappella risponde con l'1-3-4-2-1: Colombi in porta; Parodi, Alberghetti e Marconi nel terzetto difensivo; Mezzoni, Squizzato, Benedetti, Turicchia a centrocampo; Franzoni, Guiu alle spalle di Tirelli. 

Il Monza schiera l'artiglieria pesante non solo in attacco, ma anche a centrocampo e in difesa: la catena di destra vede la combo inedita Birindelli-Colpani, con il 19 nel ruolo di braccetto (di nuovo in stile Carlos Augusto con Stroppa) e il Flaco da esterno, il duo avanzato è ben assortito, con Petagna riferimento per il gioco di sponda e Cutrone più mobile. Una scommessa da parte di Bianco per dare più respiro e spinta alla fase offensiva. Colombo e Pessina governano in mediana, mentre Hernani è libero di variare il suo raggio d'azione, da elastico e collante tra i reparti. 

I biancorossi prendono in mano il match, ma non riescono a sfondare. L’Entella rispetta il piano tattico fornito da Chiappella, difende in blocco basso e chiude gli spazi, stretto in 10 metri sotto palla in protezione della propria porta. La squadra di Bianco fatica a riempire l’area di rigore e a trovare l’imbucata pungente, con due chance – di Colpani e Cutrone – non trasformate. Nel secondo tempo la sinfonia cambia: piovono occasioni, le reti arrivano, la prestazione è roboante. Con lucidità e dominio posizionale, alimentati dallo spirito di una squadra che lotta su ogni pallone per raggiungere l’obiettivo.
L'azione dell'1-0 è orchestrata alla perfezione, con il filtrante di Colombo prolungato da Petagna per Caso a incidere il tap-in di Azzi. I brianzoli continuano a macinare gioco, rischiando pochissimo – solo in alcune transizioni puntualmente disinnescate – e finalizzando meno di quanto creato. Soprattutto dopo il primo vantaggio, con Petagna, Cutrone e Azzi a sprecare tre opportunità clamorose. 

Al 91' è capitan Pessina a chiudere la pratica: Monza-Virtus Entella finisce 2-0.

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L'esultanza di Pessina dopo il gol del 2-0 - Foto MorAle

Vincere convincendo

17 vittorie in 26 giornate: quota 57 in classifica, con 35 punti su 42 conquistati in casa, e vetta raggiunta. 
Il Monza vince un match tutt’altro che banale e convince, liberando nella ripresa i cavalli del suo motore dopo una prima frazione ostica. 
E nonostante ciò, continuano i mugugni di alcuni instancabili tifosi che, di fronte ai numeri e all'evidenza, attaccano l'allenatore come se la squadra fosse ultima. Lo era lo scorso anno, non in questo. Nella stagione attuale, invece, condizioni e ambizioni sono totalmente diverse, con una nuova società che, dal giorno 1, ha dichiarato l'obiettivo (Burdisso: “vogliamo tornare in Serie A”), confezionato una rosa per competere e stare in alto. È vero: le qualità del Monza vengono fuori quando gli altri calano, in particolare nei secondi tempi dove il livello aumenta, così come l'intensità, le attitudini e la cattiveria agonistica.
Anche perché, sottolineava Boskov: “la partita finisce quando l'arbitro fischia” e occorre navigarla per tutti i 90 minuti.
In breve, la massima suprema di Iacopo Badoer è sempre valida, dal 1640: la parola va di moda, il silenzio è saggio. “Un bel tacer non fu mai scritto”.
Il Monza non sbaglia e spunta un'altra casella sul ruolino di marcia, superando l’Entella e mettendo pressione alle dirette concorrenti. E lo fa con grande equilibrio, confermandosi la formazione che subisce di meno in Serie B e tra le prime per occasioni costruite. Ma anche con identità e una connessione che valida la simbiosi tra Bianco e il gruppo. 

11 gare al termine della cadetteria, 11 finali da affrontare al massimo. A partire dalle prossime due trasferte contro Cesena, martedì 3 marzo alle 20, e Spezia, sabato 7 marzo alle 15.00. Consapevoli dei propri mezzi e del fatto che, con la giusta energia e l’apporto di ogni singolo giocatore, tutto è possibile. Senza dimenticare il leitmotiv biancorosso per eccellenza, quello del Presidentissimo Silvio Berlusconi: “chi ci crede combatte, chi ci crede supera tutti gli ostacoli, chi ci crede vince”.

Di Andrea Rurali