Monza, nuova vita per l’ex centro RAI al Parco di Monza
L’ex centro RAI nel Parco di Monza diventa un hospice pediatrico dedicato alle cure palliative pediatriche. Le parole di Martina Sassoli.
Monza e la sua Reggia condividono una relazione profonda, fatta di orgoglio, identità e aspettative spesso tradite. Un patrimonio unico, riconosciuto e ammirato, che però continua a vivere in equilibrio precario tra grandezza storica e limiti gestionali. In questo contesto, il dibattito sul futuro della Villa Reale di Monza torna centrale, intrecciando politica, visione e responsabilità.
Villa Reale di Monza e Consorzio Villa Reale: una svolta non più rinviabile
La scadenza del Consorzio Villa Reale nel 2029 rappresenta molto più di un passaggio amministrativo. È, secondo Martina Sassoli (cons. Regionale Noi Moderati), il momento decisivo per interrompere una gestione definita “minimalista e difensiva” della Villa Reale di Monza e del Parco di Monza.
La consigliera regionale sottolinea come, dopo quasi vent’anni, non sia più sufficiente “presidiare” un bene di tale valore: serve farlo vivere, dotandolo di una visione culturale chiara e di una guida manageriale autorevole.
Nel mirino di Martina Sassoli c’è il meccanismo che vede il sindaco del Comune di Monza automaticamente presidente del Consorzio Villa Reale. Una prassi che, secondo la consigliera, ha finito per limitare ambizione e progettualità, trasformando uno dei complessi monumentali più importanti d’Italia in una struttura gestita con strumenti ordinari e risorse insufficienti.
Fondazione Morandi e IRCCS San Gerardo: il segnale che Monza può crederci
Accanto alle criticità, emerge però una notizia simbolo di ciò che Monza può diventare quando pubblico e privato dialogano davvero. L’aggiudicazione definitiva dell’ex Centro Rai di Gio Ponti alla Fondazione Morandi, destinato a ospitare il primo hospice pediatrico legato all’IRCCS San Gerardo, viene definita da Martina Sassoli “una vittoria della società civile”.
Un esempio concreto di come investimenti, competenze e visione possano generare valore reale, mentre – denuncia la consigliera – la politica resta spesso impantanata nel burocratese. Un contrasto che rafforza l’idea di una Villa Reale di Monza bisognosa di una svolta culturale prima ancora che organizzativa.
Secondo Martina Sassoli, senza un general manager con poteri reali, un comitato scientifico stabile e una proposta culturale riconoscibile, nessuna riforma potrà essere davvero risolutiva. La Villa Reale di Monza merita una guida all’altezza della sua storia, libera da logiche politiche e capace di restituire centralità a un patrimonio che è simbolo non solo della città, ma dell’intero territorio.
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