Castagne in Brianza, cinque luoghi dove andare in autunno
Dove raccogliere castagne in Brianza? Da Montevecchia a Rezzago, cinque luoghi tra boschi, sentieri e antiche selve castanili.
L’autunno cambia il volto della Brianza e, quando nei boschi iniziano a comparire i ricci, torna anche la voglia di una passeggiata alla ricerca delle castagne. Dalle colline di Montevecchia fino alle selve del Triangolo Lariano, il territorio offre diversi luoghi dove il castagno fa ancora parte del paesaggio. Ma c’è una regola da tenere bene a mente prima di partire: un bosco ricco di castagni non significa automaticamente che le castagne siano liberamente raccoglibili. Proprietà private, aree protette, recinzioni e regolamenti locali possono cambiare le condizioni di accesso e raccolta. Per una giornata d’autunno, ecco quindi cinque luoghi della Brianza e dell’Alta Brianza dove il castagno è una presenza caratteristica, da esplorare sempre rispettando sentieri, proprietà e indicazioni sul posto.
1. Montevecchia e il Parco della Valle del Curone
È probabilmente uno dei territori brianzoli più immediatamente associati alla ricerca delle castagne. Il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone comprende numerosi boschi e sentieri sulle colline lecchesi e rappresenta una delle mete indicate anche dal portale turistico regionale per la raccolta delle castagne in Alta Brianza. Il castagno è documentato anche nella rete dei sentieri del Parco. L'ente segnala però un aspetto fondamentale: molti boschi sono di proprietà privata. Per questo la raccolta deve essere limitata alle castagne presenti sui sentieri, senza entrare nei terreni recintati o nelle proprietà private. Montevecchia offre inoltre un elemento che rende la passeggiata particolarmente interessante: oltre al bosco, ci sono le vedute sulla Brianza e il paesaggio della Valle del Curone. Una destinazione che permette quindi di trasformare la ricerca delle castagne in una vera escursione autunnale.
2. Colle Brianza e il Monte di Brianza
Per chi vuole rimanere nel cuore della Brianza lecchese, un'altra zona da prendere in considerazione è quella del Monte di Brianza, tra Colle Brianza e i territori circostanti. Qui la presenza storica del castagno è particolarmente significativa. Un itinerario regionale tra Airuno e Valgreghentino attraversa infatti un'area che un tempo era una vasta selva castanile: la coltivazione delle castagne rappresentava una risorsa importante per le popolazioni del Monte di Brianza, anche dal punto di vista economico. Il valore di questa zona non è quindi soltanto paesaggistico. Il castagno ha lasciato una traccia nella storia rurale della Brianza, quando i suoi frutti costituivano una componente importante dell'alimentazione delle famiglie. Anche in questo caso, però, è fondamentale distinguere tra bosco con presenza di castagni e area nella quale è consentita la raccolta: prima di riempire il cestino bisogna verificare le indicazioni presenti sul posto e rispettare eventuali proprietà private.
3. La Selva di Enco a Rezzago
Spostandosi verso il Triangolo Lariano, la Selva di Enco a Rezzago è uno dei luoghi più caratteristici legati al castagno. Il Comune di Rezzago documenta direttamente la presenza del Castagneto, o Selva, di Enco, mentre il portale regionale descrive la selva come una vasta area caratterizzata dalla presenza di castagni secolari. È un luogo dove la storia del castagno è ancora particolarmente evidente. Le fonti regionali ricordano persino la presenza di incisioni e targhe sugli alberi, testimonianza dell'antico sistema dello ius plantandi, attraverso il quale alcune famiglie potevano piantare castagni sul suolo pubblico e beneficiarne dei frutti. Il Comune ha inoltre documentato le tradizionali giornate autunnali dedicate alla raccolta delle castagne nella Selva di Enco. Qui il consiglio è particolarmente semplice: seguire i percorsi e le indicazioni presenti nella selva, senza uscire dai tracciati o raccogliere in aree private.
4. Caglio e la zona di Campoè
Anche Caglio, nell'Alta Brianza comasca e nel Triangolo Lariano, è una zona dove il castagno caratterizza il paesaggio. Un itinerario regionale con partenza da Campoè descrive un percorso di circa 3 chilometri, classificato come facile, che attraversa un ambiente nel quale si alternano faggi, radure, castagni e betulle. La stessa area è inserita nella rete di itinerari che collega Caglio, Rezzago e la zona di Madonna di Campoè. Il castagno, dunque, non è un elemento occasionale, ma fa parte della vegetazione che caratterizza diversi tratti del territorio. Anche per Caglio vale però la stessa attenzione degli altri luoghi: la presenza di castagni lungo un itinerario non equivale a un'autorizzazione generale alla raccolta. Chi vuole portare a casa le castagne deve verificare le regole applicabili all'area e non raccogliere all'interno di proprietà private o zone con divieti.
5. Valbrona e le selve del Triangolo Lariano
Il quinto territorio da segnare sulla mappa porta ancora più a nord, nel Triangolo Lariano: è la zona di Valbrona. Il portale turistico regionale inserisce Valbrona, insieme a Barni, Rezzago e Caglio, tra le località del Triangolo Lariano dove il castagno rappresenta una presenza storica e paesaggistica importante e dove viene indicata la possibilità di raccogliere castagne. È un'area interessante soprattutto per chi vuole abbinare la ricerca delle castagne a una passeggiata nei paesaggi prealpini. Il territorio del Triangolo Lariano conserva infatti una forte relazione storica con il castagno, che per secoli ha avuto un ruolo nell'economia e nell'alimentazione locale. Anche qui, tuttavia, la regola resta la stessa: prima di raccogliere bisogna verificare sul posto eventuali divieti, limiti o indicazioni relative alla proprietà dei boschi.
Dove andare a castagne in Brianza: la regola da non dimenticare
La Brianza offre quindi diverse possibilità per una giornata nei boschi, ma la raccolta richiede più attenzione di quanto possa sembrare. Il caso del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone è particolarmente chiaro: l'ente gestore ricorda che gran parte dei boschi è privata e invita a raccogliere esclusivamente le castagne che si trovano sui sentieri, rispettando recinzioni e aree di proprietà.
Per questo, prima di partire è bene considerare tre aspetti:
sentiero: rimanere sui percorsi autorizzati;
proprietà: non entrare nei boschi privati o nelle aree recintate;
regole locali: verificare eventuali divieti o disposizioni specifiche della zona.
Il punto, alla fine, non è soltanto quanto sarà pieno il cestino. Una castagnata in Brianza può diventare anche un modo per riscoprire un paesaggio che conserva ancora le tracce della propria storia rurale, dai castagneti di Montevecchia alla Selva di Enco.
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