Fiore a Binario Sport: 'Serie B equilibrata ed incerta, tra Monza e Frosinone dico..'
L'ex centrocampista offensivo della Nazionale ha parlato in esclusiva a Binario Sport
Nella puntata di ieri di Binario Sport, dedicata in primis all'importante sfida cadetta tra Mantova e Monza e condotta da Andrea Rurali, è intervenuto, tra i vari ospiti partecipanti, anche l'ex centrocampista offensivo di Parma, Lazio, Udinese, Valencia e Mantova (tra le altre), Stefano Fiore. Per lui in bacheca due Coppe Italia, due Coppe Uefa, una Supercoppa Europea e 1 Intertoto.
L'intermedio cosentino, che ha a referto anche 38 presenze, 2 reti e 5 assist con la maglia dell'Italia, si è soffermato, tra le varie tematiche trattate, anche sulla volata cadetta per la Serie A diretta, che coinvolge Venezia, Monza e Frosinone, rispondendo ai quesiti di Andrea Rurali e Luca Savarese.
Stefano Fiore a Binario Sport, la sua analisi sulla lotta promozione e l'inizio a Cosenza
La Serie B ci ha sempre riservato, soprattutto nel finale, qualche sorpresa. Sicuramente lassù ci sono le squadre che mi aspettavo, magari non con questo equilibrio. Credo rimarrà tutto così, presumibilmente, fino all'ultima giornata. Questo è il bello della Serie B, paradossalmente anche il Mantova, che è quasi salvo ormai, se dovesse battere le ultime due avversarie, potrebbe raggiungere, potenzialmente, addirittura ii Playoff, qualora girassero bene i risultati. La B è sempre stata così incerta ed equilibrata, quest'anno ancor di più. Bianco è molto giovane da allenatore, però ha ereditato una delle squadre più attrezzate che veniva dalla retrocessione. Questo non rende tutto più semplice ovviamente, però aveva materiale su cui lavorare e ha fatto benissimo. Dicasi lo stesso del Venezia, che invece ha un allenatore abituato a giocarsi i campionati e me lo aspettavo. Probabilmente, fra le tre, è il Frosinone che mi ha sorpreso di più perché non aveva i favori del pronostico; come ho detto poc'anzi, la cadetteria riserva delle sorprese e, seppur non enormemente, i ciociari hanno qualcosa in meno rispetto alle altre due. Questo va a merito di Alvini che ha creato un grande gruppo, gioca bene, mette in difficoltà un po' tutti e se la giocherà fino alla fine. E' tosta comunque. Credo che il Venezia ha sbagliato pochissimo, mi sorprenderebbe che, ad un passo dal traguardo, dovesse fallire, anche se il calcio è imprevedibile. Poi dico 51% Monza, che ha il vantaggio degli scontri diretti, e 49% Frosinone, hanno tutte e due delle partite non semplici. Il Mantova è una squadra che sta bene e lo stesso dicasi della Juve Stabia che in casa è temibile, anche per il terreno di gioco.
Della sfida contro il Monza al 'Brianteo' nella cadetteria1993-94, quando ero ragazzino, non ho un bel ricordo, perché era la domenica che ci lasciò Ayrton Senna. Per me erano le prime apparizioni con il Cosenza tra i cadetti, incrociai i brianzoli sia all'andata che al ritorno. Del mio compagno Aldo Monza ho un bel ricordo, uno dei centrocampisti di quel Cosenza che faceva grandi campionati e che un anno ha sfiorato pure la Serie A. Era una persona molto alla mano e non mi faceva pesare la mia giovane età, una volta era molto più complicato entrare nelle grazie dei titolarissimi; era sempre pronto a scherzare ma mi dava delle belle legnate nelle partitelle, un ragazzo splendido. Florio? Franco (ex Monza dal 1999 al 2002 tra B e C1, n.d.r) è un po' che non lo vedo, mi è capitato di incontrarlo in maniera un po' sfuggente a Cosenza dove ogni tanto facciamo capolino. Credo lui abbia avuto delle esperienze all'estero come allenatore, negli Stati Uniti, ma ogni tanto mi è capitato di rivederlo. Di lui ho un bellissimo ricordo, siamo cresciuti praticamente insieme, anche se lui aveva un anno in meno rispetto a me. Ha esordito un po' prima in Prima Squadra, si diceva un gran bene. Era diverso da me, era più un interditore di mediana, non aveva grandissime qualità ma ai tempi si faceva sentire; disponeva soprattutto di importanti qualità fisiche, è andato addirittura alla Roma e poi ha fatto alcune esperienze in B, tra cui Monza. Secondo me ha raccolto un po' meno di quello che poteva ottenere, ad un certo punto della sua carriera ha fatto altre scelte. E' stato un peccato.
Fiore sull'esperienza a Parma
Il Parma finale di Tanzi è arrivato a competere per lo Scudetto perché è stata una squadra che si è trasformata, cresciuta negli anni e sono arrivati man mano campioni straordinari. Nel '98 riuscimmo a vincere Coppa Italia, Coppa Uefa e ci giocammo il campionato con la Juventus. Però il Parma di Scala era quello di cui tutti eravamo innamorati, anche io che lo seguivo da distanza, era una favola, questa città di provincia che giocava un calcio meraviglioso e cominciava a dare fastidio alle grandi, imponendosi a livello europeo come nessuno aveva fatto. Una bellissima parentesi, avere quel tipo di squadra in provincia non era assolutamente semplice, merito a Tanzi per averla creata; anche se poi il finale non è stato degno di quello fatto prima, ma in quegli anni ha creato grandi soddisfazioni.
Fiore sull'esperienza a Padova
In quegli anni mister Sandreani aveva creato un grande gruppo, una situazione molto fertile, un mix di giovani e di esperti ben affiatati, un gruppo ben consolidato ed unito. Io ero giovane e non fu un grandissimo anno per me; ero in prestito e svolgevo il militare, quindi stavo via fino al venerdì, il mister non riusciva molto a lavorare su di me, non fu una stagione da ricordare, la squadra è poi retrocessa in B nonostante Goran Vlahović e Nick Amoruso in avanti, che fecero molto bene. Sandreani poi si è costruito negli anni una carriera rispettabile, entrando nello staff di Antonio Conte. E' una persona che ha sempre masticato un certo tipo di calcio ed è molto bravo.
Fiore sugli allenatori che ha avuto nella sua carriera
Sia nelle esperienze positive che negative, ho cercato sempre di prendere il meglio da tutti, anche con chi ho avuto meno feeling; sono tutte esperienze che hanno contribuito a formarmi. Ho avuto la fortuna di avere grandissimi allenatori che mi hanno insegnato tanto. Non mi hanno (ride, n.d.r.) trasmesso la voglia di allenare, ho scelto di non farlo perché non è un ruolo adatto a me. Mi vedo più in altre vesti. E' un mestiere difficile, che dà comunque la possibilità di dare forma a le tue idee.
Fiore sulla super partita di Champions League Psg-Bayern Monaco e le differenza col calcio della sua epoca
Ho letto le dichiarazioni sulla Gazzetta del mio ex compagno Melli che non era molto d'accordo su chi diceva che era stata una partita fantastica. Da spettatore credo che anche lui si sia divertito, da appassionato non si possono non apprezzare le bellezze dei protagonisti in campo. Sono d'accordo che si sono visti anche tanti errori e le difese non hanno mostrato delle cose da evidenziare. Io sto nel mezzo, preferisco vedere più una partita così che, non me ne vogliano, Milan-Juventus. Da amante del calcio, dico che Kompany e Luis Enrique stanno dando valore a ciò che hanno, non hanno voluto dimostrare che sono bravi ad allenare. Io ho visto otto fenomeni per squadra, che hanno giocato senza troppi tatticismi, con continui uno contro uno e la palla principalmente nella metà campo offensiva delle due squadre. Quando hai dei giocatori talmente bravi è meglio dare loro libertà di fare, piuttosto che soffocarli in tatticismi. Io preferisco una lettura di questo tipo. Tanti allenatori, anche laddove non c'è molto materiale, vogliono fare vedere che sono ‘giochisti’ e poi magari alcuni portieri si fanno gol da soli. Detto questo ci vuole anche un compromesso, salvaguardando ogni tanto la fase difensiva. Atletico-Arsenal sono invece due squadre che hanno meno qualità generale, seppur elevatissima; è inferiore alle altre due, ma dispongono una dose tattica che serve nel calcio. Abbiamo visto due gare all'opposto, un po' per filosofie diverse, un po' per qualità di giocatori. Nel calcio si può giocare in tanti modi. L'allenatore bravo è quello che sa valorizzare al meglio quello che ha.
Fiore sui giocatori attuali in cui si rivede
Per caratteristiche, visto anche che ricopre la posizione di campo dove avrei voluto giocare molto di più, dico che mi rivedo un po' in Reijnders. Sugli italiani menziono Pellegrini della Roma. Poi ognuno ovviamente è unico e ha le sue peculiarità.
Fiore sull'Europeo 2000 che lo ha visto protagonista
L'esperienza più bella di un giocatore. L'orgoglio di rappresentare il tuo Paese in una competizione è fantastico, si sogna da ragazzino la maglia della Nazionale, è il massimo che puoi raggiungere. Giocare quell'Europeo da protagonista ha reso meno amaro il drammatico finale sportivo; sono arrivato ad un passo, insieme ai miei compagni, dalla vittoria, che probabilmente avremmo anche meritato. Il fatto di essere entrato in Nazionale a febbraio e poi a giugno mi sono trovato all'Europeo da titolare, con una squadra clamorosa, è un dolce amaro che mi ha sempre accompagnato. E' chiaro che il rammarico ti viene rivedendo ogni tanto le immagini, soprattutto il gol di Wiltord a pochi secondi dalla fine. Dico sempre che Trezeguet ci ha tolto e poi dato, la differenza che io nel 2006 non c'ero.
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