climatizzazione

Quando finisce l’estate, il condizionatore esce lentamente dalla vita quotidiana. Si chiudono le finestre, si smette di cercare il telecomando e lo split resta lì, appeso al muro, in attesa del caldo successivo.

Spegnere tutto e dimenticarsene per otto o nove mesi, però, non è la soluzione migliore. Dopo settimane di lavoro quasi continuo, filtri e parti interne possono aver raccolto polvere, sporco e umidità. Il risultato può presentarsi puntualmente alla prima accensione dell’anno successivo: cattivi odori e un apparecchio meno efficiente.

Per evitarlo non servono grandi interventi. Prima della pausa invernale bastano alcune operazioni semplici, purché eseguite con un minimo di attenzione.

Filtri puliti prima di tutto

È il punto dal quale conviene cominciare. Prima di qualsiasi operazione il climatizzatore deve essere spento e, quando possibile, scollegato dall’alimentazione elettrica.

I filtri possono quindi essere rimossi e liberati dalla polvere con l’aspirapolvere. Se il produttore lo consente, è possibile lavarli anche con acqua tiepida.

La parte decisiva arriva dopo: prima di rimetterli al loro posto devono essere perfettamente asciutti. Chiudere all’interno dello split un filtro ancora umido significa creare condizioni favorevoli a odori sgradevoli e muffe.

A/C

Meglio inoltre lasciare da parte candeggina, detergenti aggressivi e prodotti improvvisati: se il manuale dell’apparecchio non li prevede, non c’è ragione di sperimentare.

La polvere si nasconde anche nelle bocchette

Il filtro raccoglie molto sporco, ma non tutto. Un panno morbido e appena inumidito può servire per ripulire la scocca esterna, le bocchette e le alette raggiungibili senza smontare l’apparecchio.

Qui bisogna sapere quando fermarsi. Il condizionatore non è un elettrodomestico da lavare con abbondante acqua e le sue parti interne non vanno smontate per curiosità.

Se compaiono muffa evidente, depositi importanti o un cattivo odore che non scompare dopo la normale pulizia, il fai da te ha già dato quello che poteva dare: meglio affidare l'intervento a un tecnico.

Prima di spegnerlo, bisogna farlo asciugare

Può sembrare un dettaglio, ma è uno dei passaggi più utili. Dopo l'ultimo periodo di funzionamento in modalità raffrescamento può restare dell'umidità all'interno dell'apparecchio.

Se il modello lo permette, prima dello stop stagionale conviene quindi lasciare funzionare per qualche tempo la sola ventilazione, così da favorire l'asciugatura dello scambiatore e delle parti interne.

Molti climatizzatori recenti dispongono anche di programmi di self-clean, asciugatura o autopulizia. In questo caso la cosa più semplice è spesso quella che facciamo meno volentieri: recuperare il manuale e controllare quale funzione abbia previsto il produttore.

Occhio anche al motore fuori casa

Durante le pulizie di fine stagione c'è un grande dimenticato: l'unità esterna.

Balcone, terrazzo o facciata che sia, intorno al motore possono accumularsi polvere, foglie, piccoli detriti e vegetazione. Con l'apparecchio spento si può quindi liberare delicatamente lo spazio circostante e mantenere sgombre le griglie necessarie al passaggio dell'aria.

Non è invece il momento di sfoderare l'idropulitrice. Un getto troppo violento può danneggiare o piegare le alette dello scambiatore, trasformando una normale pulizia in una riparazione.

I piccoli segnali che suggeriscono di chiamare un tecnico

Prima di salutare il climatizzatore fino all'anno prossimo conviene ripensare anche a come si è comportato durante l'estate.

Rumori che prima non c'erano, perdite d'acqua, odori persistenti, minore capacità di raffreddamento o consumi apparentemente superiori sono tutti segnali che meritano almeno una verifica.

Pulire i filtri rientra nella normale manutenzione domestica. Intervenire sull'impianto frigorifero, sulle componenti elettriche o effettuare operazioni profonde di sanificazione è invece un altro mestiere e va lasciato a personale qualificato.

In fondo il principio è semplice: mezz'ora spesa oggi può evitare una brutta sorpresa al primo caldo della prossima estate. Perché il momento peggiore per scoprire che il condizionatore ha bisogno di manutenzione rimane sempre lo stesso: quando fuori ci sono già 35 gradi.