Monza, salta il tunnel ma i soldi restano: è polemica
Monza, approvata la variante su viale Stucchi: niente tunnel, ma restano dubbi sulla destinazione degli 8,5 milioni.
Cambio di rotta sul progetto di viale Stucchi a Monza. Il tunnel tra viale Stucchi e viale Libertà non verrà realizzato, ma le risorse già incassate dal Comune restano al centro del dibattito politico.
Il Consiglio comunale ha approvato le modifiche alla convenzione urbanistica legata al comparto Esselunga.
Cosa cambia nel piano
Tra le novità principali, Esselunga non realizzerà più il centro direzionale di sette piani previsto accanto al supermercato di viale Libertà.
La società rinuncerà inoltre a una parte dei metri quadri edificabili originariamente previsti dalla convenzione del 2012.
Resta invece la possibilità di aprire un nuovo punto vendita all’interno del complesso e di vendere a prezzo di mercato gli appartamenti di via Lecco.
Il nodo degli 8,5 milioni
Con la nuova variante, il Comune non sarà più vincolato a destinare gli 8 milioni e mezzo di euro incassati anni fa alla realizzazione del sottopasso.
È proprio questo il punto che ha acceso il confronto in aula.
Diversi consiglieri di opposizione hanno espresso dubbi sulla destinazione futura delle risorse e sull’equilibrio complessivo del piano.
Le critiche in Consiglio
Durante il dibattito non sono mancate osservazioni critiche, soprattutto da parte del centrodestra.

Tra i temi sollevati, la mancata chiarezza sull’utilizzo degli spazi residui e sulla destinazione della somma già versata.
Al tempo stesso, alcuni consiglieri hanno ricordato come il tunnel non fosse più considerato una priorità rispetto ad altri nodi del traffico cittadino.
L’assessore: “trattativa complessa”
L’assessore all’Urbanistica Marco Lamperti ha difeso la variante, spiegando che la negoziazione è stata lunga e articolata.
Secondo quanto illustrato in aula, la riduzione dei diritti edificatori comporterebbe per il privato una perdita economica significativa.
Il voto finale
Il piano è stato approvato con 19 voti favorevoli, un voto contrario e quattro astensioni.
La questione resta però politicamente aperta, soprattutto sul fronte dell’utilizzo delle risorse e delle ricadute per la città.



