Vescini, la gaffe in diretta su DAZN: Pardo lo difende
Il giornalista DAZN Vescini si impappina durante Udinese-Como e chiede di rifare il collegamento, dimenticando di essere in diretta.

Una frase detta nel momento sbagliato, davanti alle telecamere e soprattutto in diretta. È diventato rapidamente virale il siparietto che ha visto protagonista Alessandro Vescini, inviato di DAZN a Udine per Udinese-Como, prima della partita della prima giornata di Serie A. Il giornalista, dopo essersi impappinato durante il collegamento, ha pensato di poter fermare l'intervento e ripartire da capo: peccato che fosse già in onda. Vescini stava parlando di Nico Paz quando ha perso il filo del discorso. Dopo essersi bloccato, ha chiesto di rifare l'intervento, comportandosi per qualche secondo come se si trovasse ancora nella fase di registrazione del servizio. La prima versione, però, era già stata trasmessa live. Il momento è stato ripreso e condiviso sui social, trasformandosi in una delle prime immagini televisive diventate virali dell'avvio della nuova stagione di Serie A.
Vescini si impappina e chiede di rifare: ma era già in diretta
La scena, proprio per la sua spontaneità, ha strappato un sorriso a molti spettatori. Durante il collegamento da Udine, Vescini ha iniziato il suo intervento parlando dello “status” di Nico Paz. Il discorso, però, non è filato come previsto e l'inviato si è progressivamente inceppato fino a rendersi conto di aver perso il filo. A quel punto è arrivata la frase che ha fatto il giro del web: “Rifaccio”, con l'idea di ripartire. Il problema? Nessuno aveva premuto stop. Era una diretta televisiva e il collegamento era già arrivato agli spettatori. La richiesta di rifare l'intervento ha quindi prodotto il paradosso che ha reso il video così curioso: Vescini ha trattato per qualche istante la diretta come se fosse una registrazione. Una gaffe, certamente. Ma anche uno di quei momenti che ricordano quanto sia diverso parlare davanti a una telecamera quando non esiste la possibilità di tagliare, montare e ricominciare.
La difesa del collega Pardo
La viralità del video ha inevitabilmente generato anche commenti e critiche nei confronti del giornalista. Ma non sono mancate le persone che hanno scelto di difendere Vescini, sottolineando soprattutto la differenza tra una gaffe e un errore professionale. Tra queste c'è Pierluigi Pardo, volto e telecronista di DAZN, che ha spiegato come episodi del genere possano verificarsi molto più spesso di quanto immagini chi guarda la televisione da casa. “Se registri un finto live sai che potrebbe andare o non andare in onda e che se non ti piace puoi decidere di fermarti. A me in carriera è successo centinaia di volte”. Il punto sollevato da Pardo è interessante: chi lavora in televisione conosce una serie di meccanismi che allo spettatore possono essere meno evidenti. E soprattutto, secondo il telecronista, non avrebbe senso trasformare una simile gaffe in una bocciatura professionale. Pardo ha poi aggiunto: “Chi lo insulta sul piano professionale dimostra di non essere particolarmente acuto”.
Una gaffe, sì. Ma può capitare
Ed è probabilmente questo il punto da cui partire per leggere l'episodio senza trasformarlo nell'ennesimo processo social. Vescini ha sbagliato, perché era effettivamente in diretta e non si è accorto, per qualche istante, di non poter semplicemente fermare il collegamento e ripeterlo. La scena è curiosa e può tranquillamente essere raccontata anche con ironia. Ma può capitare. Una parola sbagliata, una frase che non arriva, un pensiero che si interrompe, la sensazione di aver perso il filo: per chi fa televisione tutto questo avviene davanti a migliaia o milioni di persone e, a differenza di una conversazione privata, non può essere cancellato con un semplice “ricominciamo”. È proprio questo che rende la diretta affascinante e, allo stesso tempo, spietata. Non c'è il montaggio a proteggere chi è davanti alla telecamera. E quando qualcosa va storto, spesso sono proprio quei pochi secondi a diventare il contenuto più visto. Nel caso di Vescini, poi, c'è un elemento quasi comico: il giornalista ha avuto talmente tanto l'istinto di correggere il proprio intervento da dimenticarsi per un attimo della cosa più importante, che lo stavano già guardando in diretta. La rete ha fatto il resto. E forse, più che una storia sulla presunta impreparazione di un giornalista, questa è semplicemente una storia sulla televisione live: quando sei in onda, non esiste il tasto “rifacciamo”.



