“Bisogna sempre accettare la sconfitta e fare i complimenti a chi ha dimostrato di essere più forte di te”. 

Nelle parole di Carlo Ancelotti c'è un profondo rispetto nei confronti degli avversari, un riconoscimento del merito che si intreccia con la sportività. Ma accettare i ko non è per niente facile, soprattutto se sono più figli di errori propri che di qualità altrui. 

Il Monza cade a Lecce con un harakiri clamoroso, regalando tre gol ai salentini e sciupando una quantità disarmante di occasioni. Fatali le disattenzioni in marcatura, così come l'incapacità di imparare rapidamente dalle situazioni negative. Due reti in fotocopia su palla inattiva, sempre da calcio d'angolo, pesano non poco sull'economia del match, condito amaramente dalle incertezze del portiere: al 3' Coulibaly sovrasta Birindelli e di testa batte Thiam, poi all'11', su medesimo copione, è Thiago Gabriel a raddoppiare, sfruttando un posizionamento troppo leggero dei brianzoli.

lecce monza 3-2
L'allenatore biancorosso Ivan Juric

Gli errori pesano, i dettagli anche

Nonostante la doccia gelata in avvio, la formazione di Juric trova subito la forza di reagire, confeziona diverse palle gol e al 20' accorcia le distanze con il solito Ricardo Mangas, riferimento imprescindibile nello scacchiere biancorosso e manifesto ideologico del calcio di Ivan Juric. Le azioni pericolose del Monza passano dal suo mancino e dalla costante propensione a giocare in avanti e in verticale. La catena sinistra funziona bene, con il portoghese e "Il Laureato" Robinson a generare scompiglio alla retroguardia giallorossa.

Sul 2-1 l'inerzia sembra girare a favore degli ospiti, salvo poi tornare sul fronte salentino con la doppietta di Coulibaly che vale il 3-1. Un'altra incomprensione tra Thiam e la difesa consente al mediano maliano di appoggiare la palla in rete, riportando il Lecce in vantaggio di due gol. Ma il Monza non demorde e ci prova ancora con Robinson e Varela, senza riuscire a segnare. All'89' arriva il primo centro in A di Zeballos, ma poi il punteggio non cambia più: finisce 3-2 per la compagine di Di Francesco.

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L'esterno del Monza Ricardo Mangas

Sconfitta e rimpianti

16 tiri totali, di cui 9 nello specchio della porta, 86% di passaggi riusciti e 63% di possesso palla: il Monza ammazza il match solo nelle statistiche, consegnando l'intera posta al Lecce con un referto di 4 conclusioni e tre gol, un gioco di rimessa e tanta fisicità.

Una partita strana, a tratti bisbetica, il cui risultato sposta le colpe dalla parte di un Monza che, al netto di tutto, non meritava di perdere. La sintesi è sempre e solo una, quella di Johan Cruijff che rivela il paradosso del calcio: «Qualità senza risultati è inutile. Risultati senza qualità è noioso».

Gli errori incidono, ma anche gli episodi. Chi gioca meglio perde, chi gioca peggio vince: è questo il copione e anche l'epilogo della sfida al Via del Mare, coi padroni di casa che col minimo mezzo ottengono il massimo risultato. 

Il Monza crea, fa e disfa, uscendo dal campo con zero punti e rimpianti enormi. Il Lecce, al contrario, sfrutta gli abbagli dei biancorossi, conquistando una vittoria importantissima in uno scontro diretto per la salvezza.

Sono punti persi, e anche pesanti, quelli lasciati tra Parma e Lecce: i brianzoli raccolgono meno del previsto nel rapporto tra gioco espresso e finalizzazione. Mancano il cinismo e l'efficacia, virtù che insieme all'equilibrio diventano fondamentali per raggiungere l'obiettivo. Il percorso è complesso, ma come diceva Maurizio Ganz: “nel calcio non esiste la discesa, c'è solo la salita”. 

La squadra di Juric, seppur giovane, deve fare mea culpa e tesoro dei propri sbagli, tramutando le distrazioni in fonte d'esperienza. E poi c'è il lavoro, per migliorare giorno dopo giorno, con la consueta identità, pedalando con determinazione verso la meta. 

Venerdì 18 settembre al Brianteo, il Monza ospiterà il Sassuolo: una partita da approcciare nel modo corretto, curando i dettagli e ogni particolare, inseguendo la prima vittoria in campionato. Per la fiducia, il morale, la classifica. E soprattutto per il prosieguo della stagione.

Andrea Rurali